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contributo inviato da Ambrox's Blog il 31 dicembre 2009

  Nel 2007 nasce il Partito Democratico. Walter Veltroni viene eletto segretario a furor di popolo. In due anni il partito passa dal 33 % al 26 % con punte al ribasso fino al 19 %. Fra giugno e novembre 2009 divampa la battaglia delle primarie. In sei mesi gli italiani assistono al dibattito più aspro e lacerante che sia mai stato avviato all'interno di un partito in Italia. Gli scontri fra i sostenitori delle mozioni, le divisioni interne, le trame e le alleanze elettorali, le proposte politche e l'antipolitica del più «grande partito riformista».

Nasce con queste premesse questo mio libro. E' un contributo al dibattito nel e del PD. Un contributo che vuole anche essere una fotografia di quello che ha passato il partito in questi sei mesi. E più in generale in questo anno, il 2009: il secondo anno di vita del PD e l'anno in cui il partito ha cambiato tre segretari.

Se vi può interessare è disponibile qui 

http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/lunga-vita-al-pd/8146287

TAG:  PD  PRIMARIE  FRANCESCHINI  BERSANI  MARINO  D'ALEMA  BERLUSCONI  LIBRO 

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commento di clint333 inviato il 1 gennaio 2010
I punti di vista degli umani sono sempre diversi :) Questi sei mesi di confronti laceranti sono, a mio avviso, i primi sei mesi di ossigeno (e spero non gli ultimi) vissuti dal dopo Occhetto ad oggi.
E non solo, di lacerante non c'è stato proprio nulla, infatti la nascita, di fronte all'opinione pubblica, di personalità utili alla causa ce ne sono state tante. Franceschini non era conosciuto fuori dall'entourage degli addetti ai lavori, e così Marino, ma anche figure di spessore che poi non si sono candidate ma che raprresentano una ricchezza, come Chiamparino o il giovane Civati. La situazione attuale vede anche un presidente amato da tutti (la Bindi) che è riuscita a fornire una immagine affidabile ed efficace, proponendosi con autorità come la premier hce potrà battere Berlusconi. Quindi una rinascita, non una lacerazione, e le critiche a quei tre o quattro parlamentari che nulla hanno a che fare con il PD non è lacerante, ma la presa di coscienza di una sfasatura ereditata da un ventennio di involuzioni inenarrabili che sono culminate con un ministro dell'istruzione che ha faticato a laurearsi, un ministro della cultura che vede il futuro nel cine panettone, e addirittura la candidatura di avvenenti e disponibili (troppo) donne da parte di un vecchio che anche da giovane stentava ad avere un atteggiamento equilibrato. Ora basta recidere quei pochi rami secchi e tutto si metterà a posto, perché i saccenti pensano di essere i tenutari di voti e voti, ma in realtà gli elettori ragionano con la propria testa. E lo avevano dimostrato, per esempio, in Sicilia, dove la Finocchiaro perse il 75% delle preferenze rispetto alla Borsellino: se si propongono persone credibili, volti nuovi, incontaminati dalla sporcizia della politica, il voto arriva, e abbondante. (Mi rendo conto che queste righe possano suonare come una critica al libro, che non ho ancora potuto leggere, per cui chiedo venia se invece non fanno altro che ribadire quello che poi, al di là della rapida pre
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31 dicembre 2009
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