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contributo inviato da Stefano51 il 30 dicembre 2009
 

Allego la foto di un neonato focomelico per scuotere dal torpore chi non si è ancora indignato. Io sono indignato, oltre che addolorato, per il caso del giovane disabile che dopo essere riuscito a salire, con enorme fatica e senza l’aiuto di nessuno perché privo di braccia, sul treno, è stato poi costretto a scendete perché non era riuscito a fare il biglietto in tempo ( ma aveva i soldi in bocca e li mostrava alla controllora). Intendo qui denunciare il comportamento di Trenitalia e di chi, operando in Trenitalia, come il zelante controllore in gonnella che per altro non ha voluto fornire le sue generalità ( omissione che deve essere immediatamente sanzionata, così come il comportamento omissivo della polizia ferroviaria che avrebbe dovuto pretendere il rilascio di tali generalità, come prescritto anche in caso di reclami circostanziati a un ben specifico operatore da parte del pubblico viaggiante), non ha voluto ragionare come si dovrebbe in certi casi.

 

L’episodio, descritto fra l’altro anche a questo indirizzo, è la prova fra l’altro di una penosa deriva etica che sta accompagnando il nostro popolo nel suo insieme, e contro la quale è necessario mettere un argine. Lo affermo da padre di un giovane disabile che combatte quotidiane battaglie di emancipazione contro la cattiveria, il lassismo complice, l’ignoranza dei cosidetti normodotati. Ma tutto il paese dovrebbe indignarsi.

 

Trenitalia NON HA RAGIONE. Non ha ragione sicuramente sotto il profilo etico, ma neanche dal punto di vista giuridico. E se il governo ( Trenitalia reta comunque partecipata dallo Stato italiano) non interviene tempestivamente su una vicenda così vergognosa, si mette anche lui dalla parte del torto.

 

Trenitalia si vada a leggere le norme italiane a tutela dell’handicap, a cominciare dalla legge 104 del 1992 e finendo al dl 151 del 2001. Ma soprattutto si legga con attenzione la DIRETTIVA EUROPEA n. 1371 del 2007 ( il testo completo lo trovate qui ) che al punto 10 delle considerazioni iniziali della legge recita così :

 

I servizi di trasporto ferroviario di passeggeri dovrebbero andare a vantaggio di tutti i cittadini.Di conseguenza,le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta, a causa di disabilità, età avanzata o per altre ragioni,dovrebbero poter accedere al trasporto ferroviario a condizioni comparabili a quelle degli altri cittadini. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini, alla libera circolazione,alla libertà di scelta e alla non discriminazione. Tra l’altro, si dovrebbe prestare particolare attenzione alla comunicazione alle persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta di informazioni concernenti l’ accessibilità dei servizi ferroviari, le condizioni di accesso al materiale rotabile e i servizi offerti a bordo. Per assicurare ai passeggeri con menomazioni sensoriali una informazione ottimale sui ritardi si dovrebbero usare, a seconda del caso, sistemi visivi ed acustici. Le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta dovrebbero poter acquistare il biglietto a bordo senza maggiorazione.

 

Trenitalia pur avendo adempiuto con propria normativa interna agli obblighi prescritti dal regolamento, ha ritenuto di non accettare il suggerimento della Commissione europea. In fondo – evidentemente – gli affari sono affari, anche davanti a un focomelico. Vergogna !

 

Spero davvero che un parlamentare PD presenti una interrogazione in Parlamento, per sapere se il Governo intenda sanzionare ufficialmente il comportamento di Trenitalia e a pretendere modifiche immediate del regolamento in questione.
Il progresso di un paese si vede da come sono trattati i cittadini più deboli. E questo non è certo un bel vedere. Facciamo viaggiare gratis ( cioè a spese nostre) su aerei di Stato veline e cantori per il divertimento del premier e dei suoi amici, e poi facciamo scendere dal treno un disabile che aveva i soldi del biglietto in bocca. Vergogna, vergogna, vergogna ! Vergogna anche al Governo se non interviene immediatamente.

 

 

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it

TAG:  HANDICAP  DIRITTI CALPESTATI  TRENITALIA  DIRETTIVA EUROPEA 

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commenti a questo articolo 0
commento di laser149 inviato il 31 dicembre 2009
STEFANO51, sono stato ferroviere (macchinista) per 35 anni, e parlo solo per la mia esperienza non conoscendo la sostanza dei fatti; quando si parla di Ferrovia e connessi basandoci su articoli di giornale, è necessario andare con i piedi di piombo. Sono sicurissimo, sempre per esperienza diretta, che i giornalisti scrivono tutto ciò che gli capita nella maniera più fuorviante possibile non per interesse ma per ignoranza.
Lo stesso giornale, l'articolo successivo, facendo parlare altri testimoni, offriva un quadro dell'accaduto completamente diverso ( smbra anche il rapporto della Polfer ). L'episodio, raccontato nella prima versione dal primo testimone, a me, ed alla mia esperienza, sembra inverosimile : io ho sempre avuto rapporti di lavoro con Ferrovieri ( magari maleducati come tanti altri lavoratori ), mai con aguzzini feroci, e penso che molto di ciò che è stato riportato dal giornalista sia inattendibile, o almeno lo spero con tutte le mie forze.
commento di Anpo inviato il 30 dicembre 2009
Per correttezza riporto il link di una articolo aggiornato dal sito di "La Repubblica" sul tema contenete la rispsota di Tenitalia e la testimonianza di un passeggero:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/ragazzo-braccia/fs-scuse/fs-scuse.html
commento di Anpo inviato il 30 dicembre 2009
Sono contento che un post su questa notizia sia stato pubblicato. Lo avevo scritto anche io ma temo sia stat tolto poco dopo. Quello che più mi ha colpito è l'indifferenza dei passeggeri che, tolta la signora che l'autore della lettera cita alla fine, sono rimasti nell'indifferenza più totale magari spronfodati nel giornale o intenti a messaggiare.
L'egoismo è la strada più semplice ma anche la più selvaggia.
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