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contributo inviato da raffaeleinnato il 28 dicembre 2009

D'Alema è nato a Roma, però in Puglia ha costruito la sua carriera politica. Non è un uomo del sud, ma di centro nella politica delle alleanze e degli interessi di partito e non solo. Ho avuto modo di incontralo diverse volte nei suoi comizi, facevo parte del servizio d'ordine del partito, e ascoltarlo, nelle sue oratorie contornate da alcune sibilline battute era piacevole, tanto che riceveva forti applausi. Egli è un uomo nato nella politica, la sua famiglia aveva molte amicizie nel partito, e questo lo ha aiutato anche nella carriera di politico. Sono indubbie le sue capacità di stratega delle alleanze, lo ha fatto in Puglia tanti anni fa, alleandosi da una parte con i partiti di sinistra e dall'altra con la ex democrazia cristiana. E' certa la sua preparazione e la sua intelligenza, però questo non vuol dire che sono state usate per il bene del partito e della collettività. Egli ha la colpa principale della rinascita di Berlusconi, insieme a Bertinotti. Quando Forza Italia era ai minimi termini e il centrosinistra vinceva in quasi tutte le regioni, le provincie e le città d'Italia, D'Alema dichiarò che non era una cosa buona per la democrazia quando un opposizione è debole. Infatti, poco dopo è stato il centrosinistra ad essere debole e Berlusconi non ne ha mai fatto alcun problema, anzi, se potesse avere il 100% dei voti, sarebbe l'uomo più felice del mondo. D'Alema insieme ad altri dirigenti compreso Violante, nel 1994 quando la Corte Costituzionale aveva sentenziato che Fininvest non poteva avere più di due televisioni, aiutarano Berlusconi a non privarsi delle tre reti. Inoltre, non ha mai voluto affrontare il conflitto d'interesse, se non a parole, evidentemente non conveniva. Attraverso la bicamerale, giustamente voleva affrontare le riforme necessarie all'Italia, ma stranamente aspettava l'ok di Berlusconi, che non è mai arrivato e si capisce il motivo. L'Italia da quando Berlusconi è sceso direttamente in politica sta pagando un prezzo alto, con le divisioni tra nord e sud, tra furbi sempre più furbi e bonaccioni sempre più sottomessi e poveri. E molta colpa di complicità di questo "ciarpame" come lo ha definito la stessa Veronica Lario, lo si deve addebitare al nostro caro forse prossimo "presidente del Copasir". Il quale aggiungerà alla sua collezione un'altra prestigiosa carica, che non so quanto possa essere d'aiuto al popolo semplice e bistrattato, che continua a credere a dei personaggi che farebbero bene a togliersi dalla scena politica per fare posto a persone meno in vista, ma più fattive e utili per la collettività.

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commento di DURO-PURO-FORTE inviato il 29 dicembre 2009
Il nostro caro D'ALEMA è stato (ed è), la rivina del centrosinistra italiano, siccome avrà capito che tanta gente non lo vuole più nel PD, ma perchè non si ritira???
Sull'esempio di Rutelli, e con lui anche altri, lasciateci in ... pace, andate con ....berlusconi, tanto siete come lui !!!! VIA dal PD, siete la nostra rovina!!!!
commento di edmondantes inviato il 29 dicembre 2009
Sottoscrivo quasi tutto. Cosa aggiungere?
Forse si può aggiungere che il nostro eroe pur avendo praticato le scuole di partito non ha appreso alcuni concetti di base.
“…. dare in testa al cane che sta annaspando per farlo affogare definitivamente..”
E Baffino più volte ha risparmiato il Caimano che annaspava, propiziando la resurrezione.
Ma non è stato solo, anche l’altro dei due Di oscuri del PD (Veltroni) lo ha resuscitato in un momento di difficoltà, prima delle elezioni del 2008. Accreditandolo come unico interlocutore del centrodestra per la sua politica del dialogo.
Occorreva scavare nei suoi contrasti con i suoi alleati e rivalutare i contatti con Casini e Fini lo avevano piantato e puntavano alla successione (ricordate le comiche finali di Fini?)
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25 febbraio 2008
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