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contributo inviato da verduccifrancesco il 23 dicembre 2009
A copenaghen niente di nuovo, i governi, di fronte ai problemi climatici non hanno saputo trovare un accordo reale per far fronte al problema.
Troppe divergenze e troppi interessi particolari in gioco per poter definire una politica unitaria e intanto le "ANOMALIE" climatiche continuano a imperversare sul pianeta.
Gli scienziati sostengono che se non si agisce in fretta, si rischia la catastrofe, per questo bisogna  darsi una mossa, ma come? Forse, il problema risiede nei deputati a risolvere il problema, forse i meno idonei sono proprio i politici.
Di cosa hanno discusso al vertice? sicuramente non degli effetti del cambiamento climatico, caso mai degli interessi che ogni nazine deve difendere; interessi che non collimano con il problema.
Dire: tu ai inquinato prima e di più, tu devi imparare dagli errori fatti da noi è sicuramente giusto. Ma serve a risolvere il problema? No!
Il problema va risolto con provvedimenti idonei (green economy).
C'è un costo in questo? Si!
Chi paga? tutti!
La soluzione delle domande poste è forse semplice; la tecnologia per attuare la green economy esiste già, i costi sono una costante in tutte le nuove industrie - le automobili a benzina, quando furono costruite, non erano certo come le attuali. Solo la pratica ha potuto migliorarle. Questo vale anche per le tecnologie per la produzione di energia pulita. -, ma si sa che gli investimenti producono, col tempo un utile.
Non è questione di soldi ma di diffuzione delle tecnologie. Già oggi, l'industria occidentale si sta espandendo, per motivi non proprio nobili, nei paesi in via di sviluppo e in quelli poveri, basterebbe che usassero le tecnologie moderne al momento di impiantare gli stabilimenti insegnando cosi alle popolazioni ad usare il tipo di tecnologia idonea per mantenere l'ambiente "PULITO".

Il difetto dei vertici, anche l'ultimo della Fao, sta proprio nell'essere composto dai governi che hanno, di solito, il problema di dover tener conto sia degli interessi particolari sia di dover rendere conto agli elettori che hanno dato il loro voto proprio sulla promessa di mantenere il livello di vita a cui sono abituati. Ma anche questo è un falso problema, cambiare stile di vita, sempre che sia necessario, non significa, necessariamente, regredire.

Una politica seria sul clima dovrebbe/deve passare, anziché dai politici, dalle componenti produttive - economiche (industria), sociali (sindacati) e scientifiche - affinché il problema sia visto nella sua praticità. Solo tali organismi, direttamente interessati, possono, attraverso un'analisi "reale" sia del problema in se che dei problemi derivanti, gestire un cambiamento reale; cambiamento che coinvolge l'intero stile di vita di tutti i cittadini, ma che, in primo luogo, coinvolge interi settori produttivi (industriali e dipendenti) attraverso la riconversione.

http://www.giornalettismo.com/archives/45062/cambiamenti-climatici-meglio/#comment-44031
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=2594
TAG:  COPENAGHEN  CLIMA  POLITICA  ECONOMIA  GREEN ECONOMY 

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