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contributo inviato da yanez1971 il 23 dicembre 2009

Probabilmente mister B. non è il primo nella storia della politica Italiana a coltivare desideri eversivi più o meno segreti ma lui, oggi, potrebbe avere qualche arma in più dei suoi predecessori per realizzarli. Le sue accelerazioni in tal senso sono dovute alla percezione di rischio che avverte su di sé e che 'il (suo) tempo stringe'. Le crepe della sua leadership, pur sotterranee, prefigurano la sua fine politica. Più o meno naturale, anche data l'età. 
Le cosiddette riforme condivise ne allungheranno l'agonia, sua e del Paese. Grazie anche a 'baffino'.
Non sarebbe meglio fare opposizione e - al contempo - cominciare a costruire e proporre chiara un'identità nuova per il governo del Paese?
Vogliamo davvero ricordare questo governo per i meriti di aver riformato il bicameralismo e ridotto l'eccesso di parlamentari? Al prezzo di dargli il via libera sostanziale agli occhi del Paese che domani tornerà a votare? Quando questo accadrà, per quale motivo l'esito delle urne dovrebbe poi sconfessare la cultura che questo governo incarna e volgersi verso il centro-sinistra? Siamo e saremo ir-riconoscibili se non al 'voto di appartenenza'. Che non supera il 38 - 40%.

 

TAG:  D'ALEMA  BERLUSCONI  INCIUCIO  RIFORME  ALTERNATIVA 

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23 dicembre 2009
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