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contributo inviato da Anpo il 22 dicembre 2009

Nel titolo c'è il succo della bizzarra dichiarazione rilasciata oggi da Silvio Berlusconi che dice, quasi lavandosene le mai, che, sebbene lui abbia perdonato Tartaglia per il suo gesto ritiene che nel giudicarlo i giudici debbano tenere conto del fatto che si può far passare il messaggio che si può aggredire il premier che resta una istituzione da difendere.

Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte. Berlusconi appare magnanimo perdonado il suo aggressore ma prepara il terreno per una nuova eventuale filippica dei suoi contro i giudici politicizzati casomai osasssero magari in base alle sue condizioni mentali comminare una pena blanda a Tartaglia.  Per carità, Berlusconi ha tutto il diritto di essere furioso e di desiderare che il suo aggressore finisca in carcere visto che è vero, come ha osservato il premier, che per pochi centimetri poteva subire danni ben peggiori.

Ma il perdono, come mostrò Papa Giovanni Paolo II quando andò in carcere a visitare il suo attentatore e quando successivamente chiese al Presidente Ciampi di graziarlo, mal tollera le mezze misure.

Non si può perdonare una persona e poi pretendere che passi anni in galera. Specie quando si tratta di una persona malata 

 

TAG:  BERLUSCONI  TARTAGLIA  AGGRESSIONE  PERDONO  POLITICA  GIUDICI  GIOVANNI PAOLO II 

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commenti a questo articolo 0
commento di amphioxus inviato il 24 dicembre 2009
c'è un video su youtube secondo cui l'attentato è una farsa e spiega pure il perchè


il fatto di dire "confido nella magistratura" secondo me è una scusa per metterla alla prova e preparare un prossimo attacco verso quell'organismo che lui stesso odia.

ha detto che ci sono ottimi rapporti con napolitano...tutte le volte che lo ha bestemmiato non contano?
commento di Yerle inviato il 23 dicembre 2009
Anch'io perdono Tartaglia per non aver fatto il lavoro come si deve...
commento di cristinasemino inviato il 23 dicembre 2009
Formidabile: un vero cristiano, che perdona a fini di propaganda, ma vuole che il suo carnefice disabile soffra per un bel pò dietro una cella: in che mani siamo!
commento di nicoli marco inviato il 23 dicembre 2009
Il perdono, così come il bene, deve essere dato e fatto in silenzio, quasi con pudore, quando scaturisce dal profondo del cuore.
Personalmente ho sempre diffidato di chi propaganda il "bene" che ha fatto agli altri, perché credo che sia solo un modo per lavarsi in pubblico una coscienza non tanto cristallina. L'amore invocato da Berlusconi è a senso unico, è compiacimento e basta, perchè amare davvero vuol dire sopratutto donare, vuol dire grazie ad un amico perchè ci ha chiesto il nostro aiuto, semplicemente, senza secondi fini.
E di secondi fini Berlusconi ne ha da vendere in tutta questa brutta vicenda, che continuo tuttavia a condannare, perché la violenza non è accettabile.
Vedrai, verrà il giorno che andrà a trovare Tartaglia in galera, sciommiottando Giovanni Paolo II e, magari, cotribuirà al suo reinserimento sociale. Così tutti, Vespa in primis, diranno: "Ma quanto è bravo, quanto è buono il Premier !!".......
Nell'occasione, caro Anpo, i miei più sinceri auguri per un felice Natale
commento di versoest inviato il 23 dicembre 2009
Caro Anpo, il "perdono" di Berlusconi come sappiamo tutti è un evento puramente mediatico. Nella visione di potere basato sulla propaganda televisiva inposto al Paese dall'ingresso in politica di Berlusconi l'esibizione scenica è fondamentale. Il dramma si consuma nella ripresa televisiva, continua nei telegiornali e nei programmi di approfondimento, gli ingredienti sono quelli della commedia e della tragedia: l'odio contro l'eroe, l'amore contrapposto dall'eroe all'odio, la coerenza cristiana nel perdono dell'eroe al suo carnefice, la giustizia umana preda dell'irrazionalità delle Leggi che perseguitano l'eroe mentre sono garantiste per l'agressore. Noi spettatori culturalmente predisposti all'emotività e all'identificazione sorbiamo la sbobba propagandistica da buoni cristiani, ma laicamente telecomandati.
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11 marzo 2008
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