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contributo inviato da raffaeleinnato il 21 dicembre 2009

Con il termine dignità, ci si riferisce al sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità ritenendo importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione. In filosofia, il termine dignità umana è riferito al valore intrinseco e inestimabile di ogni essere umano: tutti gli uomini, senza distinzioni di età, stato di salute, sesso, razza, religione, nazionalità, ecc. meritano un rispetto incondizionato, su cui nessuna "ragion di Stato", nessun "interesse superiore" della "Scienza", la "Razza", o la "Società", può imporsi. Ogni uomo è un fine in se stesso, possiede un valore non relativo (com’è, per esempio, un prezzo), ma intrinseco.

L'art. 3 della nostra grande Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Ugualmente si riconosce dignità alle alte cariche dello Stato, politiche od ecclesiastiche richiedendo che chi le ricopre ne conservi le alte caratteristiche.

Si sente e si usa dire: "Bisogna avere il senso della dignità. E' giusto comportarsi con dignità. E' una persona senza dignità. Non si ha un briciolo di dignità. Lo richiede la dignità dello Stato. Persona degna di rispetto. E' morto dignitosamente." Quante volte, usiamo il sostantivo dignità, ora con rispetto e attinenza, e spesso in maniera inappropriata e impudente.
Nella nostra società l'uso improprio che se ne fa, rispecchia il disvalore che si ha nei confronti del prossimo e delle stesse persone che della dignità riescono a farne un principio importante della propria esistenza. Dico questo, in virtù del fatto che, se dirigenti della politica, dell'imprenditoria, del sociale, della religione, avendo responsabilità di riguardo, hanno un comportamento irriguardoso verso le stesse persone che devono guidare per una società più sana e più giusta, vuol dire che siamo in presenza di una soppressione e impoverimento della stessa umanità. E la conseguenza dei conflitti, delle barbarie, delle violenze, dei compromessi fini a se stessi, delle morti sul lavoro, delle morti per incidenti, delle svendite delle personalità, sono il frutto amaro di una inciviltà di un popolo che ha perso la propria dignità del vivere.

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TAG:  DIGNITÀ  RISPETTO  DISVALORE  CONFLITTI  UMANITÀ  SOPPRESSIONE  INCIVILTÀ  IMPUDENTE 

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