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contributo inviato da cerve87 il 8 dicembre 2009
di Bianca Di Giovanni Finanziaria già blindata. Dopo il no a tutti gli emendamenti espresso in Commissione, ieri dal relatore Massimo Corsaro e dal viceministro Giuseppe Vegas sono partiti nuovi messaggi di chiusura: nessun cambiamento. «La Finanziaria - avverte Vegas - non è la lista della spesa perchè più roba metti nel carrello più devi pagare alla cassa». Intanto, Pd, Idv e Udc affilano le armi e annunciano battaglia in Aula se non ci sarà un cambio di rotta del governo.

Chiara la linea del Pd che tramite il capogruppo in commissione, Pier Paolo Baretta, afferma: «Se il governo è pronto alla discussione su alcuni temi noi siamo pronti a selezionare le nostre proposte e presentare solo alcune decine di emendamenti. Ma se invece vogliono prenderci in giro noi faremo la nostra parte». Dello stesso avviso l'Udc, mentre non si illude l'Idv che annuncia la ripresentazione per l'Assemblea di 250-300 emendamenti. L’esame parte oggi con la discussione generale. Se la blindatura dovesse arrivare subito, si potrebbe votare già domani. Se sarà così, si voterà già domani. Poi la terza lettura lampo in Senato, e il pasticcio per il Paese è fatto. Dalle parole di Corsaro il segnale della sensibilità democratica di centrodestra: il testo piace a governo e maggioranza, quindi va bene. Se c’è una cosa che contraddistingue i passaggi parlamentari è proprio la «voce» delle minoranze. Che in questo caso non ci sono, perché le proposte non sono state nemmeno prese in considerazione.

Forse è chiedere troppo a una maggioranza e un governo che varano un testo tutto orientato a difendere i forti. Sull’editoria si taglia l’ossigeno a un centinaio di testate impegnate politicamente che garantiscono il pluralismo dell’informazione, in una situazione di crisi profonda del mercato e di forte concentrazione delle vendite pubblicitarie. Nel lavoro, con il «pacchetto» Sacconi, si tutelano di più i già garantiti finanziando sgravi a chi è occupato, e dando briciole ai precari che perdono lavoro. La manovra trascura le famiglie colpite dal disastro di Messina, dimentica la famiglia non prorogando il bonus, non cita nemmeno i più poveri. Per non parlare dei terremotati de L’Aquila, chiamati a restituire il 100% delle tasse sospese. Il capitolo più pesante, dal punto di vista finanziario, è l’assenza di risorse per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti.

Mentre la manovra deve ancora concludere il suo iter, già si pensa a un nuovo provvedimento con interventi a sostegno dell'economia. A gennaio, infatti, dovrebbe arrivare un nuovo decreto targato Scajola che proroga gli incentivi per le auto ecologiche e prevede misure a sostegno di prodotti ad alta efficienza energetica come gli elettrodomestici, agevolazioni per l'acquisto di pc, mobili e macchine utensili. <WC>In quel testo, o nel milleproroghe di fine anno, potrebbe trovare posto anche la modifica sull’editoria. Attesa anche la riapertura dei termini dello scudo fiscale.

Fonte: L'Unità
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