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contributo inviato da cerve87 il 8 dicembre 2009

Chi lo avrebbe detto un secolo fa, o anche solo quaranta anni fa, che i combustibili fossili sarebbero stati causa di incertezza sul futuro climatico del pianeta? Certamente non i pubblicitari della Enco.

Questa pubblicità (clicca per ingrandire) è uscita, doppia pagina, nel 1962 sulla rivista americana «Life». L’autore del testo pubblicitario della Enco (che insieme ad altre compagnie petrolifere darà vita alla Exxon) non poteva sapere che un giorno i ghiacciai sarebbero divenuti oggetto di studio, e simbolo, degli effetti del riscaldamento globale. Un tema che nelle consultazioni di oggi sul clima, a Copenaghen, rende ancora più ironica la vicenda.

Così, quaranta anni fa, essere in grado di produrre tanta energia da poter fondere la bellezza di 7 milioni di tonnellate di ghiaccio in un giorno era frutto di grande orgoglio. Oggi, proprio l’energia generata dai combustibili fossili è additata come causa principale del riscaldamento del globo e, sì, dello scioglimento dei ghiacciai. Ma, ironia della sorte, il ghiacciaio ritratto nella foto, il Taku Glacier in Alaska, è un ribelle e alla forza sprigionata dal petrolio ha detto «no». Pare infatti che sia l’unico ghiacciaio in controtendenza del Nord America. Chris Larsen, glaciologo presso la Università di Fairbanks, in Alaska, dice: “La Humble aveva scelto un ghiacciaio sbagliato come esempio. Il Taku sta crescendo dal 1890, è avanzato di 7 chilometri da allora e sta aumentando di volume”. Un cattivo esempio quindi, ed una bella sfortuna, se si considera che “nel Nord America ci sono una decina di ghiacciai che stanno avanzando, contro un migliaio che retrocedono”, ironizza Larsen. Secondo i glaciologi il ghiacciaio sta avanzando per una particolare situazione climatica locale.

E che dire della fotografia del colossale blocco di carbone mostrato con fierezza dai proprietari di una miniera, spavaldi di fronte alla promessa: “Possiamo scaldare il mondo. Con il cabone.” La foto è del 1891, ed appartiene alla Washington State Historical Society. Il blocco era in bella mostra, in attesa dell’arrivo dell’allora presidente degli Stati Uniti, che avrà forse pronunciato un motto simile a quello dell’attuale presidente: “Yes we can (si, noi possiamo)”. Con l’aggiunta di “… scaldare il pianeta”. A distanza di qualche decade possiamo confermare: sì, ce l’abbiamo fatta a scaldare il nostro pianeta con petrolio e carbone.



Fonte: L'Unità

TAG:  CLIMA  GHIACCIAI  CAMBIAMENTO CLIMA  SCIOGLIMENTO GHIACCIAI  ENERGIA 

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