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contributo inviato da Anpo il 8 dicembre 2009

Otto centrali nucleari, di cui quattro costruite riconvertendo vecchi siti dismessi dopo il referendum del 1986. Secondo i Verdi questo sarebbe il numero delle centrali che l'Enel si prepara a costruire ora che il governo a deciso che l'Italia deve tornare al nucleare. Le centrali dovrebbero sorgere  a Montalto di Castro, vicino Civitavecchia, Borgo Sabotino (Latina), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli ), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento) e Monfalcone (Gorizia).

«Le aree sono idonee, secondo l'Enel, - spiega il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, citando uno studio inviato dall'Enel dal Governo - perché vicine a zone costiere e ai fiumi, poiché come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Chiamiamo alla mobilitazione democratica le popolazioni per dire no alle centrali nucleari. Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta portando l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica degli italiani, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel Paese dura battaglia».

Secca la smentita dall'Enel: «In merito a quanto dichiarato dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli, Enel precisa di non aver inviato al governo alcun dossier che indica i siti per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia». È quanto precisa la società in una nota. «I siti - si legge nel comunicato dell'Enel - saranno individuati solo successivamente alla definizione da parte dell'esecutivo e dell'Agenzia per la sicurezza nucleare dei criteri per la localizzazione».

Curioso comunque che nessuno dei presunti siti nucleari si trovi nelle uniche regioni, Lombardia e Veneto, che si erano dette disposti ad ospitare le centrali, mentre uno si trovi in Sardegna dove, almeno ufficialmente, il Governatore Cappellaci si è sempre detto contrario alla costruzione degli impianti. Il che , a meno che il governo non aspetti tempi migliori dopo le regionali, getta un'ombra sul peso che le Regioni avranno nel processo decisionale.

Ma vale pena chiederci: è giusto che un governo possa da solo cambiare la scelta fatta (sia pure più di 20 anni fa) da milioni di Italiani e tornare ad investire in una forma di energia che oltre a porre seri problemi per la pace sociale ( 3 italiani su 4 non vogliono le centrali "vicino a casa") è stata definita un errore dal Nobel Carlo Rubbia.

 

 

 

 

 

 

 

 

TAG:  NUCLEARE  SITI  CENTRALI  VERDI  ENEL  RUBBIA  ENERGIA  POLITICA 

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commenti a questo articolo 0
commento di cristinasemino inviato il 9 dicembre 2009
Non credo, Anpo, che troveranno mai alcuna sede per le centrali. Certamente non le proporranno nei loro massimi bacini di voto, Lombardia e Veneto, ma spero che questa volta la popolazione di tutte le altre regioni li fermerà.
Alla tua domanda rispondo: i fautori del nucleare indicano un nuovo referendum, dopo aver specificato i luoghi prescelti....vedremo i risultati. Secondo me non se ne farà niente.
commento di laser149 inviato il 9 dicembre 2009
ANPO, io credo, e spero, che il nucleare sia, come il ponte sullo stretto, solo un grande, enorme spot pubblicitario.
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