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contributo inviato da raffaeleinnato il 3 dicembre 2009

Dopo il berlusconismo durato quasi 16 anni, si affaccia sulla scena politica italiana il finismo?
Non c'è dubbio che il politico che più di tutti sta facendo parlare di se è Gianfranco Fini presidente della Camera. Sappiamo dalla sua storia politica che nasce dal M.S.I. di Almirante per arrivare alla svolta di Fiuggi con Alleanza Nazionale, per poi ritrovarsi nel pdl di Berlusconi.
In questi anni di intensa attività, si è assistiti ad una continua trasformazione del suo pensiero di uomo di destra conservatore, fino a intravvedere un pensiero da uomo di destra moderato con aperture progressiste. Ultimamente, con le leggi adpersonam proposte dal centrodestra in favore del premier Berlusconi, ha preso le distanze, riconoscendo in queste delle anomalie costituzionali evidenti. Inoltre, non sopporta che un potere esecutivo anche se eletto legittimamente dal popolo, non può travalicare gli altri poteri, senza il rispetto dovuto dalla nostra Costituzione. Quindi, essendo uomo delle istituzioni e ricoprendo una carica importante, sente l'esigenza di far rispettare quelle norme che una democrazia parlamentare come la nostra esige. In una normale situazione politica di un paese normale, questa è prassi comune che non meraviglia. Invece, in un paese come il nostro, dove la politica ha perso il suo essere arte del saper amministrare e legiferare per il bene comune e per risolvere i problemi di una nazione, rispettando i principi che tengono legati una società democratica, diventa una novità quasi allarmante, come se fosse un grave errore non seguire il vento della maggioranza, dove al timone della nave paese c'è un capitano dalle idee un pò bizzarre che con la sua ciurma sta seguendo, nel mare in tempesta, una rotta libera verso terre ignote. Non capendo che a governare quella nave non c'è una sola persona che dà ordini, ma ci sono una serie di strutture e di uomini capaci e incaricati a guidare quella nave verso terre più tranquille che salvaguardino la sua struttura e il suo contenuto.
Una di quelle strutture è il parlamento con il Presidente della Camera che sta operando per far funzionare al meglio il potere legislativo, anche se non gode dell'appoggio della maggioranza. Lo stesso non si può dire del Presidente del Senato che più volte non ha dimostrato equidistanza. Dobbiamo ricordare che quando si ha un incarico istituzionale bisogna essere al di fuori degli schieramenti. Purtroppo, bisogna anche dire che al di sopra di tutti c'è il Presidente della Repubblica, che avrebbe potutto essere più incisivo a far rispettare i ruoli di chi governa e di chi fa l'opposizione, parlando in maniera più esplicita, senza bisogno di farsi tirare la giacchetta un pò da una parte e un pò dall'altra. In questo Fini è stato più netto, pur facendo parte della coalizione governativa. Ecco perchè da parte della maggioranza c'è sofferenza e nervosismo, con buona simpatia di una buona fetta del popolo di sinistra, che vede finalmente un politico comportarsi come tale, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Farà da apristrada ad un nuovo corso di politica più vera e più necessaria al nostro paese, smantellando sedici anni di berlusconismo?

TAG:  POTERE  PARLAMENTO  MAGGIORANZA  SOFFERENZA  EQUIDISTANZA  NORMALITÀ  TIMONE  GUIDARE 

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