.
contributo inviato da cristina1950 il 27 novembre 2009

On. Bersani, 

c'è una proposta sul lavoro precario che il PD dovrebbe fare propria e portare avanti con forza, immediatamente, prima dell'approvazione della finanziaria 2009: riguarda l'EQUIPARAZIONE DEI DIRITTI PER LA DISOCCUPAZIONE tra lavoratori co.co.pro. (e co.co.co.) e lavoratori a tempo determinato, che abbiano superato i 30 anni (si restringe il numero degli eventuali richiedenti.) Oggi le modalità per ottenere la disoccupazione sono differenti e penalizzanti al massimo per i co.co.pro. e co.co.co., rispetto a coloro che hanno un lavoro a tempo deteminato.
 

I co.co.pro. (collaboratori a progetto) di fatto non hanno ammortizzatori sociali, anche se è uscita da poco una legge (circolare esplicativa INPS 74 sui co.co.pro) talmente complicata, che l'INPS stessa consiglia di non utilizzarla, dato che consente di ottenere solo il 10% sull'ultimo reddito percepito come una tantum.

Per i contratti a Tempo Determinato (e a Tempo Determinato part time orizzontale = 20 ore minime di lavoro settimanale distribuite su tutti i gg. della settimana) si può avere il riconoscimento di un'indennità di disoccupazione a rerquisiti ridotti in condizione di monocommittenza di due anni consecutivi per almeno 78 gg. lavorati all'anno, più una settimana a Tempo Determinato nell'anno antecedente al suddetto biennio. In questo caso si percepisce fino al 30% dell'ultima retribuzione per un massimo di 4 mesi (dipende dai gg. lavorati).

L'equiparazione dei diritti sarebbe un primo passo molto efficace per aiutare il reddito di tantissimi giovani che attualmente possono sperare solo nell'aiuto dei loro genitori.
 

 

TAG:  LASCIARE IN PRIMA PAGINA  GRAZIE. 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
commento di frapem inviato il 30 novembre 2009
Certo Camoreschi, non facciamo proposte, taci, il nemico ti ascolta.
Ma lo capisci o no che di questo passo ci teniamo Silvio finchè morte non lo separi dal potere?
commento di comaroschi inviato il 30 novembre 2009
Quante chiacchiere... Copertura finanziaria, Titi Boeri, Cgil...
Con il suo contributo Cristina non sta chiedendo la luna. Un governo che ha trovato i soldi per l'Alitalia può benissimo sforzarsi a trovare la copertura finanziaria per la disoccupazione a requisiti ridotti. Fa parte proprio del loro lavoro. Che gliela dobbiamo trovare noi la copertura finanziaria?
Trovino sta miseria di soldi e li diano a chi ne ha bisogno.
Approvo e sottoscrivo la richiesta di Cristina perché il nostro segretario si faccia portavoce di questa proposta.
Un saluto
Comaroschi
commento di nicoli marco inviato il 30 novembre 2009
Caro Frapem, ti sei imserito al volo nel mezzo del mio lungo commento....
Ne abbiamo già parlato altre volte,se ben ricordo. La Cgil è sicuramente anche quello che tu hai descritto riguardo l'attaccamento alle poltrone, in particolare ciò si riscontra più in sede locale, provinciale o regionale, che nazionale. Per quanto poi concerne la divisione interna è vero che c'é una corrente di estrema sinistra(leggi Cremaschi e Rinaldini) che scalpita e che non accetta nemmeno, a volte, i deliberati approvati a larghissima maggioranza dalla direzione nazionale. E' anche vero che questi due personaggi vengono spesso chiamati nei salotti televisivi e cadono nella trappola, forse volutamente per mania di protagonismo, di far venir fuori quel contrasto, che invece all'interno della Cgil é abbastamza circoscritto.
Guarda poi che l'accordo separato (e torno sempre lì, mi scuserai) riguarda proprio il nuovo modello contrattuale. La contrattazione integrativa aziendale ce l'hanno oggi solo il 38 per cento delle aziende in ITalia ed è stato proprio uno dei punti di attrito che ha portato la Cgil, che puntava sull'estenzione della contrattazione di secondo livello, a non firmare quell'accordo.
Comunque non carichiamo i contratti di tutte quelle aspettative e finalità che un contratto da solo non può avere: per difendere il potere di acquisto del salario, infatti, non basta solo un aumento contrattuale, ma molto dipende dalle scelte di politica economica e dalle politiche sociali che compie un governo, tutti i governi non dico solo adesso di Berlusconi.
Un caro saluto
commento di frapem inviato il 30 novembre 2009
Scusate, continued anche per me.
lavoratori in difficoltà. Il sindacato avrebbe dpvuto accettare la riforma della P.A ma a patto che il reddito massimo per le cariche politiche e non, non superi i 100/150mila euro annui e che vi sia un'accesso meritocratico a queste cariche splancando il circuito chiuso dei soliti grandi manager...grandi di che? con quali risultati?. "Gli è tutto da rifare...prima lo capiamo meglio è, non tanto per noi, ma per i nostri figli.
commento di nicoli marco inviato il 30 novembre 2009
finale tagliato, eccolo:
tanto poi il sindacato c'é sempre a proteggerti e tutelarti.
Non si pensa che le conquiste dei diritti sul lavoro sono state ottenuto a prezzo di grandi lotte e sofferenze dalle generazioni passate, si dà per assodato che siano ormai definitive, invece, specialmente di questi tempi, dobbiamo difenderle ogni giorno per non farle regredire.
Quindi stiamo attenti a fare critiche generiche e generalizzate ai sindacati, in particolare alla Cgil, perché, al di là degli errori che certamente hanno commesso,se non ci fossero sarebbe sicuramente peggio e a goderne non sarebbero certo i più deboli. La divisione dell'unità sindacale, che adesso purtroppo sembra essere in atto dopo l'accordo separato,saprai bene che era uno dei punti fondamentali del piano della P2. Il che è tutto dire.....
Ciao
commento di frapem inviato il 30 novembre 2009
Mi dispiace caro Nicoli e caro Compagno 49 sicuramente siete due persone generose e disinteressate ma non potete negare che la CGIL è lo specchio della sinistra, da quella estrema a quella moderata, una sinistra incapace di sintesi, incapace di staccarsi dal cordone ombelicare della guerra fredda, incapace di adeguarsi alla modernizzazione. Il sindacato, compresa la CGIL, è una delle istituzioni meno credibili, il fatto stesso che sia diviso senza una reale ragione la dice lunga sull'attaccamento alle poltrone della sua classe dirigente.
Il compito primario del sindacato preso nel suo insieme è spostare ricchezza dai profitti ai salari, ma se negli ultimi dieci anni i salari sono cresciuti del 10percento e i profitti del 111percento significa che esso non ha fatto il suo dovere, per non parlare dei morti sul lavoro. Se i profitti sono cresciuti nel centro nord, il sindacato aveva il dovere di chiedere per i lavori del centro nord maggiori aumenti salariali, non legati certamente al contratto nazionale, ma al pil territoriale e alla salute dell'azienda. Più soldi nelle tasche dei lavoratori del centro nord signicano più consumi dei prodotti di massa, cosa che avrebbe avvantaggiato anche il sud. Lasciarli nelle tasche dei padroni significa invece alimentare il consumo dell'effimero e del gran lusso cocaina, alta prostituzione, e gioco d'azzardo.
Oggi il sindacato è un'accozzaglia di corporazioni dette categorie, quindi va riformato da cima a fondo. L'unica strada è un sindacato unico che rappresenti effettivamente la maggioranza dei lavoratori, cosa verificabile attraverso lo strumento del referendum. Occorre, poi un unico contratto nazionale con quattro livelli salariali che sostituiscano le categorie. E poi contratti aziendali obbligatori con l'assistenza del sindacato territoriale. Se un azienda è in crisi e non è in grado di distribuire utili ai lavoratori lo deve dimostrare, in tal caso un fondo di solidarietà nazionale potrebbe intervenire in aiuto a quei
commento di nicoli marco inviato il 30 novembre 2009
Cara Cristina, hai ragione, la Cgil dovrebbe fare di più, perché un sindacato che mira a realizzare sempre migliori condizioni di lavoro dovrebbe essere "incontentabile". Però io credo che la Cgil abbia comunque fatto tanto e tanto stia facendo anche per il precariato. Scusa se insisto e se torno di nuovo sull'accordo separato, ma in quell'accordo, forse lo ricorderai, Epifani fra le critiche più forti che ha espresso, c'è anche il fatto che non sono previsti a sufficienza proprio gli ammortizzatori sociali per i lavoratori che perdono il lavoro e sopratutto per i precari e i disoccupati.
Per contro quell'accordo prevede maggiore flessibilità e mobilità e, addirittuta, deroghe ai contratti nazionali, compresa la riduzione di stipendio,in caso di un'azienda in crisi. Questo dà adito a tanti imprenditori disonesti di approfittare della situazione inventando crisi pretestuoso, che non esistono, soltanto per lucrare di più a spese dei lavoratori.
Rifletti te se, in tali condizioni, sia più difficile o più semplice tutelare i precari. Un altra questione è la sicurezza sul lavoro, alla luce del tragico bilancio che in Italia conta una media spaventosa di qause quattro morti bianche al giorno e di migliaia di persone che rimangono mutilate o invalide. Bene il governo se tu non lo sapessi ha ridotto di quasi il 20 per cento i fondi destinati alla lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro. anche questo è stato denunciato dalla Cgil.Su queste cose io sono critico non con la Cgil, ma con il nostro partito che non ha il coraggio di pronunciarsi eplicitamente.
La questione, cara Cristina, è che l'informazione sulle vicende sindacali é molto flebile e ridotta, se se ne parla se ne parla solo in termini negativi, da una parte e dall'altra. Anche chi lavora ed è sicuro del proprio posto non si pone il problema, tant'é che gli iscritti ai sindacati sono la minoranza, ma sai perché? Vanno a gola i 12 o 13 euro della tessera mensile, tanto poi in caso di necessità il sind
commento di mr cesc inviato il 30 novembre 2009
Io invece non sono riuscito a leggere le proposte. dove sono? in ogni caso, si continua a parlare sempre e soltanto di lavoro precario, cioè di un lavoro che si vorrebbe stabile ma che, per tante ragioni, stabile non è, e troppo poco di lavoro autonomo (come si dice: di seconda generazione) o flessibile (part-time, per esempio), cioè di una tipologia di lavoro che non è stabile per sua natura, ma che può anche non esserlo (stabile) per scelta. attenzione che anche queste forme di lavoro vanno tutelate e regolamentate, altrimenti il cosiddetto popolo delle partite iva, oltre a non sentirsi affatto garantito dal sindacato, continuerà a non sentirsi rappresentato dalla sinistra.
commento di cristina1950 inviato il 30 novembre 2009
Per la redazione

Ho letto il link che mi avete indicato. Speriamo che almeno una parte di quelle proposte del PD vada a buon fine, perchè risolverebbe almeno parzialmente il problema.
Grazie per l'indicazione.
commento di cristina1950 inviato il 30 novembre 2009
Caro marco, caro compagno49,
come non riconoscere ciò che la cgil ha fatto nel tempo per i lavoratori? E' innegabile.
Ora però ho l'impressione che si dia più importanza ai lavoratori che perdono temporaneamente un lavoro (cioè i cassintegrati), in partenza a tempo indeterminato, che al problema più generale degli ammortizzatori sociali per chi non li ha.
Il problema dei co.co.pro. è gravissimo perchè in genere questa è la modalità più frequente di accesso al lavoro. E' urgente e necessario, per dare una speranza di futuro a queste persone, che non possiedono alcun ammortizzatore sociale.
Credo che su questo piano la cgil debba fare di più.
commento di nicoli marco inviato il 29 novembre 2009
Sono d'accordo con compagno49 ed anch'io penso che le critiche rivolte al sindacato, ma principalmente alla Cgil, siano gratuite, perché non si conosce a fondo la realtà dei fatti. Sono convinto che la Cgil, che conta oltre cinque milioni di iscritti, sia ora come ora uno degli ultimi bastioni rimasti a difesa dei più deboli (lavoratori, precari, disoccupati, pensionati....). Poi se vogliamo fare un dibattito serio possiamo anche affermare che spesso il sindacato si è attardato troppo sul concetto di egualitarismo, concetto che oggi deve essere superato per favorire il riconoscimento del merito, anche da un punto di vista professionale.Questo è un argomento che viene posto anche all'interno della stessa Cgil.
Ma ricordiamoci anche che la Cgil in questi ultimi anni si è trovata isolata, prima con la firma di Cisl e Uil sul "Patto per l'Italia" durante il primo governo Berlusconi, poi sconfessato dagli stessi e nell'ultimo periodo con il famoso, scellerato dico io, accordo separato, nato da una cena di Bonanni e Angeletti a casa di Berlusconi, che ha rotto l'unità sindacale.
La Cgil si è mobilitata con forza, anche con l'ultima manifestazione tenutasi a piazza del Popolo a Roma il 14 ottobre, contro la politica economica del governo e per la tutela dei diritti dei più deboli. Quella manifestazione a mio modo di vedere era ben più importante e significativa del tanto decantata BDay. Io non credo che il PD abbia paura di scontentare la Cgil, per il semplice motivo che il partito non ha sciolto ancora un nodo importante, non pronunciandosi affatto sull'accordo separato, per non scontentare, magari, Cisl e Uil. I generici inviti all'unità sindacale servono a poco se non si emtra nel merito della questione che ha determinato la rottura. Il PD dovrebbe avere il coraggio di farlo, se non semina incertezza nel mondo del lavoro. Quello che propone Cristina è giusto, ma devo dire che personalmente, frequentando la Cgil, lo già sentito affermare più volte, anche se ancora
commento di compagno49 inviato il 29 novembre 2009
Vedo molti commenti contro li sindacato io sono un ex operaio che ha sempre lottato e ora collaboro con la c.g.i.l. a gratis a parte le spese perciò non ho bnessun interesse a difenderlo.perchè invece di generalizzare non dite al p.d. di schierarsi apertamente con la c.g.i.l.?Io vado sempre nelle fabbriche a cercare gente disposta a lottare non solo a livello nazionale ma anche a livello aziendale,troppo spesso si cerca di difendere interessi personali e ci si nasconde dietro al fatto che i sindacati sono tutti uguali,non ce l'ho con chi lavora in aziende piccole ma con chi lavora in aziende grosse e in cambio di pochi euro e una manata nella spalla si sente tutelato daL padrone e non si accorge che l'altra mano gliela mette nel c...
commento di redazionepd inviato il 29 novembre 2009
caro Frapem stiamo preparando i manifesti e gli opsucoli per l'11 e il 12 dicembre. Ci saranno in 1.000 piazze in tutta Italia, aiutateci a diffonderle
commento di gtrop inviato il 29 novembre 2009
....prosegue.
E allora i poveri precari ? Io non avrei lasciato aprire quella porta nel modo selvaggio in cui è stata aperta, però ho i piedi per terra ed allora dico se il sistema del capitale chiede, (a volte anche per motivi giusti pensiamo solo ad esempio ai lavori stagionali) che vi sia una legge che permetta il lavoro flessibile, risponderei che la legge ti viene concessa, ma io Stato dovrò mettere in campo tutta una serie di misure (es. defiscalizzazione, sanità gratuita, mutui garantiti dallo Statao, agevolazioni varie) tali per cui questi lavoratori non si differenzino pesantemente rispetto agli altri e tali per cui gli oneri derivanti vengano spalmati su tutta la società.

Purtroppo non si stà vedendo ancora nulla su questo fronte, i licenziamenti aumenteranno ancora e quindi questa crisi verrà pagata da individui che resteranno nell'ombra perchè moriranno in silenzio. Daltronde il messaggio che la destra ha fatto passare è anche quello che il precario, il licenziato un pò se lo è meritato, perchè il lavoratore professionista viene sempre protetto dalla meritocrazia, ma anche questo può rivelarsi falso in moltissimi casi. Conoscevo due ex colleghi berlusconiani convinti... ora sono in cassa integrazione anche loro.

Ultime righe per i sindacati, sono ciechi (volutamente) stanno difendendo un gregge che si stà assottigliando sempre più con le vecchie logiche e con il solo obbiettivo di salvare il proprio c... non dureranno molto, bisognerà lavorare (gratis) molto per riprendere il futuro.
commento di frapem inviato il 29 novembre 2009
Cara Redazione, mi aspetto un manifesto in tutta Italia in cui vi siano scritte le indicazioni, testè date a Cristina, circa le proposte del PD sul precariato perché credo che siano pochi a conoscerle.
La verità è che le nostra capacità di comunicazione è debole perchè le idee quelle poche che effettivamente ci sono, sono contorte e incomprensibili alla cittadinanaza. E sono contorte ed incomprensibili perchè frutto di compromessi faticosi e macchinosi, questo vale per le riforme costituzionale e vale per tutto il resto compreso il precariato. Per quest'ultimo argomento, il terrore del partito è colpire la suscettibilità della CGIL...ragazzi smettiamola di prenderci per il....Bisogna avere il coraggio di scontentare che deve essere scontentato.
commento di gtrop inviato il 29 novembre 2009
Signori, diciamoci la verità, la catastrofe che stiamo vivendo "a sinistra" è dovuta alla rincorsa che in questi anni si è fatto per "aggrazziarsi" confindustria. Questa, con il suo stile da DC anni '70, ha fatto credere che con il suo aiuto la sx sarebbe arrivata ad occupare le poltrone del potere.

E IN REALTA' QUESTO E' AVVENUTO con il seguente risultato: I VERTICI DEI PARTITI, DEI SINDACATI E I FEDELI PORTABORSE hanno partecipato attivamente alla 'mangiatoia' diventando una costola del capitale, abbandonando (per non dire tradendo) quel progetto di 'alternativa' sociale a cui tutte le forze idealmente progressiste dovrebbero restare SALDAMENTE ancorate e per 'alternativa' non si intende la vecchia sx rivoluzionaria, ma più semplicemente la capacità a sx di progettare una società democratica basata sulla tolleranza, sulla protezione dell'ambiente e sulla solidarietà sociale.

Un esempio ? Il dopo 'legge Biagi' e l'apertura della grande porta del lavoro precario. Ormai lo sappiamo, con la creazione di questo sottolivello sociale (che ben presto diventerà Il Livello) si è tentato di arginare la grave crisi che il sistema stava attraversando.

La gente si è accorta di tutto questo ed ha sapientemente deciso di far crollare questa sinistra riducendola in macerie. La sensazione percepita è: Perchè affidare il proprio voto a chi poi pensa ai fatti suoi ? Perchè non dare la preferenza direttamente a colui che ti dà il lavoro e ti fà mangiare ? Perchè impegnare la propria vita su complesse ideologie sociali che poi risultano impraticabili e non invece dedicarsi all'impegno o divertimento che ti dà subito il risultato, anche se piccolo ? Berlusconi è riuscito a dare delle risposte a queste domande.

So perfettamente che a sinistra non tutte le mele sono marce, ma una mela marcia a sinistra è molto più dannosa di una mela marcia a destra, in considerazione che la questione morale non è esattamente il cavallo di battaglia preferenziale di quest'ultim
commento di redazionepd inviato il 29 novembre 2009
cara Cristina sono misure presenti negli emendamenti che abbiamo presentato alla Camera il 27 novembre. Trovi tutte le proposte sul sito PD http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/documenti/indice.htm&tipodoc=59&title=proposte
commento di cristina1950 inviato il 29 novembre 2009
Ciao frapem.
Il silenzio dei sindacati su queste problematiche è assordante: questo stesso problema è stato da me sottoposto a tutte le grandi organizzazioni sindacali, dalla CGIL all'UGL, ma nessuno si degnato di prendere in considerazione, non il mio scritto, ma una difficoltà esistenziale che riguarda migliaia di persone. Semplicemente...non esistono.
Ma a cosa serve un sindacato ormai, se è solo dedito a "soccorrere" i vecchi iscritti e non si occupa dei giovani?
E' purtroppo vero quello che dici e che sottoscrivo: questa Italia, a tutti i livelli, ha smesso di pensare, si è assuefatta a un essere che la domina per i suoi sporchi interessi. Possibile che nessuno abbia voglia di mettersi in gioco in prima persona per contrastare questa situazione? Non dovrebbe essere questo il senso dell'esistenza stessa di un sindacato e di un partito politico?
Credo che l'Italia debba essere ricostruita dalle fondamenta, ma per ora non si intravede nessuno che abbia la forza, prima di tutto morale, di volerlo e saperlo fare.
Buona domenica anche a te.
commento di frapem inviato il 29 novembre 2009
Come vedi, cara Cristina, ti arrivano poche proposte, questo perchè la sinistra, base e vertice, scegliendo la scorciatoia dell'antiberlusconismo ha smesso di pensare. Ma il grande assente è il sindacato, tutto arroccato nelle grandi aziende pubbliche e private a difesa di chi non è precario.
Se la catena della solidarietà si è rotta in queste grande realtà come si può pretendere che in quelle costruite ad oc per la precarietà e la flessibilità si possa creare un fronte di lotta? Comunque le proposte possono essere tante, ma se manca chi se ne fa carico, è inutile farle. C'è una vischiosità di interessi tra neocapolarato ed organizzazioni dei lavoratori sindacali e politiche.
Buona domenica
commento di marcelobranko inviato il 28 novembre 2009
Questo contributo solleva il problema del Paese: moltissimi cittadini delle nuove generazioni non hanno un lavoro continuativo, non hanno possibilità di affrontare la vita ( famiglia o vita autonoma dai genitori), non sanno come faranno in tarda età (avranno una pensione dignitosa?). E' una sitazione inaccettabile che non ha riscontri in altri Paesi (laddove non c' è previdenza sociale, gli stipendi consentono di farsela individualmente). Per questo motivo il tema non va abbandonato: il PD deve spingere (anche in questa situazione di problemi di bilancio della Stato) per ridare dignità al lavoro. La soluzione più immediata (in attesa di riforme più radicali sulla flessibilità del lavoro) è quella suggerita da Anpo: allargare a tutti gli ammortizzatori sociali (ricorrendo anche ad un salario minimo garantito).
A questo tema ne aggiungerei altri (redistribuzione del reddito, sicurezza sui luoghi di lavoro), ma non voglio tediare i volonterosi forumisti.
commento di cristina1950 inviato il 28 novembre 2009
Concordo con tutti voi che la riorganizzazione del mondo del lavoro debba essere complessiva, certo, però questi che ho indicato sono i lavoratori più indifesi, neppure protetti dal sindacato. Nessuno, dico nessuno, si occupa della loro sorte.
Non so se ci sia o meno la copertura finanziaria, ma il PD potrebbe proporre, ad esempio, la reitroduzione dell'ICI per i redditi alti. La pagano in Francia, in Germania e in altri paesi europei, perchè da noi chi può permetterselo non dovrebbe pagare almeno questo piccolo onere annuale?
Siamo o no in crisi globale? Perchè allora ne devono subire tutte le possibili ripercussioni negative solo gli attuali trentenni, che mai potranno aspirare neppure ad una cassa integrazione?
Vorrei tanto che qualche dirigente mi potesse dare delle risposte.
Grazie a tutti dei vostri post.
commento di verdesca inviato il 27 novembre 2009
Si va bene tutto, tanto il solito vizio italiano, come quando gioca la nazionale tutti commisari tecnici. Nessuno si è preoccupato di porre in essere la pensione che con questo sistema ilnostri giovani avranno, una vecchiaia di fame. Cosa ci volete fare. Oggi ripetere a pappagallo discorsi liberisti va di moda, come fare il salto dei pasti per mancanza di piccioli e dire poi che fai la dieta.
commento di frapem inviato il 27 novembre 2009
Ciao Cri...
Non c'è solo il lavoro precario che umilia il lavoratore ma anche le cosiddette "cooperative" nelle quelli ci sono finite anche professioni molto qualificate. Io credo che la riorganizzazione del mondo del lavoro sia da vedere in modo complessivo coinvolgendo tutti i lavoratori, ma per fare questo occorre che dall'interno dei tre sindacati nasca un movimento che azzeri l'attuale classe dirigente che ha essa stessa interessi nel lavoro precario e nelle cooperative. Comunque sulle proposte di Boeri sono d'accordo.
commento di Anpo inviato il 27 novembre 2009
Una soluzione credo possa essere quella prospettata dal Tito Boeri. più flessibilità in cambio ammortizzatori per tutte le categorie di lavoratori
Del resto, come osserva il professore, un cotratto di lavoro a tempo indeterminato come gli attuali che garantiscono molto di più i lavoratori non ha molto senso quando il 70% delle assunzioni avviene tramite contratti a tempo determinato.
http://www.lucasani.it/2009/10/21/lavoro-tito-boeri-%C2%ABammortizzatori-sociali-per-tutti-e-questa-la-vera-rivoluzione-da-fare-subito%C2%BB/
commento di F.Rosso inviato il 27 novembre 2009
Capisco che non si vogliano fare certe proposte per i motivi detti in altri interventi (la paura di rompere gli equilibri interni piddini), ma non è giusto dire che non ci sarebbero le coperture finanziarie.
Non ci sono se si vuol mantenere lo status quo per cui alla fine, chi paga, è sempre chi poi lo prende in quel posto (il lavoratore...)
Tempo fa, lessi su un vari giornali che in Italia la gran parte della ricchezza sta in poche mani. Poche famiglie e gruppi che detengono risorse enormi.
Eccola lì la fonte per le riforme del welfare, e non solo...
Solo che, appunto, parlare di cose come "patrimoniale", come la riforma del fisco in senso fortemente progressivo (chi ha poco non paga nulla o quasi, chi ha tanto paga tantissimo), come il sostegno pubblico alle imprese solo se danno lavoro vero, a tempo indeterminato e specie a chi non è più ragazzino, ecc..... vengono viste come "bolsceviche" e quasi sovversive.
E' chiaro che se la fonte del prelievo è sempre la solita (i polli a reddito fisso) allora non si può fare nulla. Anzi, si fa quello che sta facendo la destra.
commento di laser149 inviato il 27 novembre 2009
CRISTINA, concordo sull'essenza del post e sulla tua proposta che potrebbe essere applicabile, ma s'impone una riflessione, non solo per te ma per tutti coloro che avanzano proposte : la copertura finanziaria.

In questo settore, riforme ha costo zero non ci sono, e le finanze statali non permettono altro debito pubblico; in parole povere, le riforme in favore di precari e lavoratori a tempo determinato sono sacrosante, ma colui che le propone deve indicare anche chi le deve pagare, ed è a questo punto che nascono i dolori.
commento di F.Rosso inviato il 27 novembre 2009
Ma rivedere dalle fondamenta la orribile legge 30, no?
E' troppo sovversivo abolire queste forme schiavistiche di lavoro, magari lasciando la forma di contratto determinato solo a patto che tali lavoratori recepiscano un salario molto più elevato (anche come contributi) di quelli a tempo indeterminato?
Se il PD arriva al governo con i pannicelli caldi e le piccole riformicchie che lasciano tutto com'è, per i poveri cristi in questione ci sarà lo stesso futuro nero di adesso.

commento di verdesca inviato il 27 novembre 2009
Ci siamo, e sarà sempre peggio per noi lavoratori, il padrone è tornato, incazzato più che mai per aver dovuto cedere qualcosa agli operai anni fa. Quelli erano operai comunisti che non scherzavano, sventolavano la rossa bandiera, si contrapponevano come leoni ai celerini scelbini e si conquistavano i diritti e la dignità.
Anche allora i fichetti democristiani, specialmente i colletti bianchi, non venivano in piazza, non si mischiavano a noi comunisti, però poi si prendevano anche loro le nostre conquiste. Oggi si ripete la storia, ma la storia si può ripetere anche a nostro favore, basta scendere tutti nelle piazze a muso duro. Solo che con i comunisti è stato archiviato anche il coraggio. Solo l’ipocrisia regna sovrana , nessuno ammette di essere un morto di fame e si continua a fare filosofia invece di prendere il martello( metaforico) e picchiare con quello

commento di fabio.cerritelli inviato il 27 novembre 2009
Il PD sta facendo proposte in campo economico; anche la tua Cristina sarebbe una buona idea.
Però non illudiamoci che il PDL le recepisca o che ne voglia parlare: facciamo queste proposte per far capire che il PD è una valida alternativa di Governo.
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
22 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork





Per iscriverti al gruppo PDNETWORK, compila il modulo riportato. Se sei già un utente del Cannocchiale, fai direttamente il login prima di inviare l'iscrizione al gruppo. Se invece è la prima volta che ti registri, con questa iscrizione potrai accedre a tutti i servizi del Gruppo e del Cannocchiale

 

già iscritto ?
Login
Password
nuovo utente ?
nickname  
la tua email
password
ripeti password
codice di sicurezza

copia il codice di sicurezza nello spazio sottostante
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 
Condizioni di utilizzo
Dichiaro di aver preso visione e di accettare le condizioni di utilizzo