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contributo inviato da LUCA STECCHI il 15 novembre 2009
LA GRANDE GUERRA

La guerra inizia nel luglio 1914 con la dichiarazione dell'Austria alla Serbia (ancora una volta come si vedrà negli anni successivi i Balcani sono protagonisti della scintilla che fa incendiare la non ancora nata Europa) a seguito dell'assassinio dell'arciduca Ferdinando, erede al trono d‘Austria.compiuto a Sarajevo il 28 giugno 1914.
L'attentatore fu uno studente serbo-bosniaco di nome Princip.
Ricordate la famosa principessa Sissi era la madre dell'Arciduca assassinato a Sarajevo e all'epoca era già stata Ella stessa assassinata e pure suicida era morto l'altro figlio, Rodolfo. Una tragedia la vita famigliare del grande Francesco Giuseppe che amò e fu riamato dalla pur ribelle Sissi (Elisabetta di Baviera).
Il conflitto si concluse circa 4 anni dopo, con la resa della Germania l'11 novembre 1918.
La prima guerra mondiale vide inizialmente lo scontro degli imperi centrali Austria e Ungheria contro la Serbia , il Montenegro e le famose nazioni della intesa:
A questo punto molti paesi entrarono in guerra fra cui l’Italia
Nel 1915 per un anno alleata con la triplice alleanza
Entrarono in guerra come alleati degli Imperi centrali,
l’impero Ottomano e la Bulgaria.
Entrarono in guerra alleate della intesa: Giappone 1914 il Portogallo, Romania gli USA, Grecia e Brasile 1917 e altri Stati Africani e Sudamericani.
Tutti i continenti furono coinvolti, per la prima volta della storia la guerra fu veramente globale.
Purtroppo il destino-il fato o il percorso ironico del cielo ha fatto si che un signore di origine ebrea creasse per scopi agricoli un potente insetticida che l'esercito tedesco uso come arma nella battaglia di Ypres in Belgio (contro i francesi), facendo in una sola battaglia 5000 morti,
(il gas originariamente fu creato da Fritz Haber).
In Italia il bilancio fu drammatico, il comando militare fu affidato in primo a Luigi Cadorna.
Nei primi mesi di guerra l'Italia sferrò numerose offensive sul fiume Isonzo.
Successivamente il nemico contattacca e per l’Italia furono guai enormi con la disfatta di Caporetto,
dove gli italiani si ritirarono fino al fiume Tagliamento appostandosi definitivamente sul Piave e sul Monte Grappa (a questo punto Luigi Cadorna viene esonerato e il suo posto viene occupato dal generale Armando Diaz).
Di qui fin ad arrivare alla famosa canzone “La Leggenda del Piave”,
dove si narra che lungo le sue acque scorron morti e sangue,
ma alla fine la grande Italia vince e di li a poco la guerra finirà con una vittoria maledettamente drammatica…..
Vittorio Veneto !
E i famosi cavalieri di Vittorio Veneto.
Ma oggi cosa è rimasto di tutto quello ?
Una giornata il 4 novembre che celebra la vittoria
(quest’anno si celebra il 91 anniversario dalla fine della 1 Guerra).
I tanti Sacrari Militari dove riposano le spoglie di migliaia di soldati Italiani ad es: Redipuglia (oltre 100000 resti di soldati),
l'Ossario Italiano del Monte Grappa, il Sacrario Militare di Fagarèdella battaglia, il sacrario militare di Montelungo
e tanti tanti altri.
Purtroppo oltre a questi simboli di roccia e pietra non è rimasto molto, i reduci sono ormai tutti morti e i sacrari spesso sono lasciati con molta incuria, non ci sono più tanti custodi a sorvergliarli e a scuola i ragazzi sanno a malapena cosa significa 4 novebre. . . o Grande Guerra.
Eppure in quelle terre del Grande fiume come le chiama Guareschi la gente si ricorda, persone che non erano nate
hanno vivo il ricordo.
Si puo’ dire a pien diritto che il loro D.N.A si intriso di po e di sangue antico,
ancora una volta si legge sui quotidiani notizie di drammatico disgusto, per le celebrazioni molti comuni italiani si sono dimenticano di invitare le pro-loco, le associazioni e in taluni casi la cittadinanza non ha piu' partecipato alle celebrazioni.
Cos’è in fondo il 4 novembre?
Dopo anni di riflessione credo di aver capito che in fondo non e’ altro che una transizione temporale un ponte immaginario fra il passato (i morti, i feriti, gli invalidi e i mutilati. Li immagino come milioni di teschi bianchi simbolo di purezza e di innocenza)
e il futuro con la speranza della libertà e di una generazione in pace prima di ogni altra cosa con se stessa insomma una speranza per la futura EUROPA.
Tuttavia il Nostro è un futuro doloroso!
I popoli che non ricordano più il loro passato cadono e ricadono nei propri errori ……e la decadenza li attende.
Ricordate all’inizio di questo scritto si parlava di scintilla dei Balcani !
In fondo La Storia siamo Noi, se ricordiamo chi siamo!


In fede
Luca Stecchi
 
TAG:  4 NOVEMBRE 

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commenti a questo articolo 0
commento di vecchio vascello inviato il 18 novembre 2009
Ti devo ringraziare, caro Luca per queste parole e pensieri di verità. Il sentimento patriottico è stata una vera fiamma che ha incendiato i cuori dei nostri nonni. Oggi, purtroppo, questi valori si stanno perdendo. Abbiamo davanti la nuova e grande Europa che, come una casa più grande per tutte le genti del nostro continente, servirà, speriamo, a cancellare gli odi e le violenze del passato. Ma le insidie sono ancora tantissime. Ancora esiste tanta gente animata da cattivi propositi, che semina odio e lavora per separare non per unire, anche dentro il nostro stesso paese. Stanno aprendo solchi profondi anche tra il nostro settentrione e meridione. Minacciano di spaccare il paese. Gente cattiva, che non pensa al bene del popolo ma alla sua distruzione. Speriamo che il sangue versato dai nostri nonni per fare grande l'Italia non sia servito a nulla. Ciao e buona fortuna.
commento di versoest inviato il 16 novembre 2009
Caro Luca, al passo di Monte Croce Carnico c'è il confine tra l'Italia e l'Austria è circondato di quà e di là da anitche trincee, ormai musei di guerra, non ci sono sbarre o armati a difesa di Sacri Suoli, solo una strada che continua sullo stesso territorio che qualcuno ha deciso sia diviso da una frontiera, montanari da una parte e montanari dall'altra, gli stessi suoni campanacci di mucche al pascolo. Su quei monti, su quelli vicini e nelle valli 600.000 giovani e vecchi hanno lasciato la vita, molti non sapevano nemmeno il nome del loro Re o del loro Imperatore, l'hanno imparato mentre lo urlavano lanciandosi contro la morte. La strada continua a salire e scendere in un territorio assolutamente identico da una parte e dall'altra del confine senza barriere, l'uomo è davvero un mammifero primate dotato di intelligenza?
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