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contributo inviato da AndreaLongoni il 6 novembre 2009
oggi mi è capitato di accendere la tv nel pomeriggio e dare un occhio ad un programma, sapete quei talk show che fanno sulla rai, non so il titolo, però mi ricordo bene di cosa parlavano: prostituzione.
Fortuna vuole che abbia girato proprio nel momento di un reportage, in cui una giornalista andava a chiedere a delle donne (di non so che parte d'Italia, era una città) come si sarebbero comportate se avessero scoperto che il marito fosse andato a prostitute.
5 donne su sei hanno risposto cose simili a :

"di primo acchito mi arrabbierei, però poi cercherei di comprendere perché ha fatto così, dove ho sbagliato, se posso migliorare in qualcosa, insomma, cercare di capire se ho fatto qualcosa che l'ha spinto a cercare le mie mancanze altrove" .

È terribile. L'uomo compra (forse è meglio dire affitta) ed utilizza il corpo di una donna, come simbolo di un macho che può permettersi l'utilizzo del corpo femminile come mero "oggetto", e la moglie, anchessa immersa ed intrisa di cultura machista, si chiede lei dove ha sbagliato in quanto moglie e non dove ha sbagliato l'uomo in quanto marito ...

Cielo, il perdono ci può anche stare ma quì la colpa dello sfizio dell'uomo se la prende la donna perché, in quanto moglie, ha sicuramente sbagliato qualcosa. Adamo coglie la mela perché Eva glielo ha chiesto .. è sempre quì che si deve arrivare ? è sempre la donna ad avere la responsabilità del fallimento di una coppia ? è sempre la donna ad essere l'oggetto che scalda la testa dell'uomo al punto di fargli commettere una qualche sciocchezza ?
Non sarà che Adamo, ogni tanto, potrebbe anche assumersi la responsabilità delle sue azioni ?

Faccio qualche proposta a maschietti e femminucce che leggono questo mio blog :

- da ora in poi quando vedremo donne in abiti succinti agitarsi nel teleschermo, cambiamo canale;

- quando una professionista è donna, usiamo il femminile, a costo di inventarci parole, ingegnera, avvocatessa, ministra, medichessa, sindachessa, consigliera, notaia e via dicendo; perché, guarda caso, i posti di comando o di importanza, spesso (o sempre?) sono al maschile ;

- quando prendiamo in mano un curriculum, leggiamolo da sotto i dati personali in poi, diamo una valutazione, e solo dopo torniamo a leggere nome, cognome e genere;

Cambiamo assieme la cultura cambiando il nostro linguaggio, partendo dal principio che l'individuo ha la responsabilità e i meriti delle azioni che compie. Partiamo da noi, per poi coinvolgere gli altri, perché con questi semplici gesti potremo introdurre nel linguaggio collettivo un valore, l'uguaglianza, che spesso lasciamo da parte in favore di stereotipi e facili battute.
TAG:  UGUAGLIANZA DI GENERE  LINGUAGGIO  VALORI 

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commenti a questo articolo 2
commento di w.tromb inviato il 7 novembre 2009
9 milioni di uomini italiani vanno a puttane e due milioni vanno anche a trans.
Un dato che ci deve far riflettere. I nostri i nonni e bisnonni nel secolo scorso,frequentavano le “case chiuse”,perché i “costumi” dell’epoca costringevano molti di loro all’astinenza .Poi sono venuti costumi liberi. Rapporti (pensavamo?) paritari. Una sessualità condivisa piacevolmente tra Noi e le nostre compagne. Escludendo i diversamenti abili che ancora hanno problemi a vivere rapporti di coppia, rimane altissimo il numero di uomini italiani che scelgono di avere rapporti con prostitute. Tra questi un gran numero chiede rapporti non protetti. Non possiamo far finta di niente. Cosa spinge tanti uomini italiani a incrementare i guadagni dei papponi ? Accanto alle donne che si prostituiscono, l’altro grande attore del mondo della prostituzione è il cliente: la domanda che determina o comunque sostiene l’offerta.
Invitano a discutere di come si fa educazione sessuale e affettiva nella nostra società, e come aiutare uomini e donne a crescere figli e figlie più serene sul piano sessuale e affettivo. Spingono a svelare la pervasività delle logiche economiche, che dominano le nostre menti e che tendono a ridurre tutto, anche i rapporti umani, a una questione di “dare e avere”.
Wladimiro Trombetta e la banda dei vecchietti
commento di lupodamontenero inviato il 7 novembre 2009
non concordo

punto 1 :- da ora in poi quando vedremo donne in abiti succinti agitarsi nel teleschermo, cambiamo canale;
e perchè a me vedere un bel corpo femminile piace in tv al cinema nell'arte lo reputo un miracolo della natura e mi da delle emozioni

punto 2 :- quando una professionista è donna, usiamo il femminile, a costo di inventarci parole, ingegnera, avvocatessa, ministra, medichessa, sindachessa, consigliera, notaia e via dicendo; perché, guarda caso, i posti di comando o di importanza, spesso (o sempre?) sono al maschile ;

le femministe si batterono e si battono perchè invece che ministra si dica ministro anche di una donna il motivo è semplice , stante la cultura maschilsta imperante usare il titolo maschile anche per una donna lo decontestualizzava dall'aspetto sessuale e lo spostava sul lato "meritocratico"
cioè lei Rosalia de Gennaro è ministro perchè capace di esserlo e perchè votata non in quanto donna

concordo invece sul punto tre i curricula
quanto al perchè giudico immorale andare a puttane l'ho espresso rispondendo al contributo di W. Trombetta "Basta i gusti non si devono discutere"
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