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contributo inviato da team_realacci il 1 novembre 2009
La protesta calabrese per la presunta esistenza di scorie radioattive nel mare di Amantea e sull’Aspromonte richiama i pubblici decisori a risolvere le questioni legate ai rifiuti pericolosi. Secondo i Lloyds di Londra nel Mediterraneo sono “affondate” 25 navi che necessitano di rigorosi approfondimenti d’indagine. Molteplici sono le “stranezze” dei naufragi e appare fondato il sospetto di traffici di rifiuti pericolosi. Secondo varie Procure, le navi “naufragate” sarebbero 40. Ogni anno scompaiono 8 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi. A ciò si aggiunge il traffico criminale di scorie nucleari, che può contare su sofisticati strumenti come il Dodos (Deep ocean data operating), come si apprende dall’audizione in commissione parlamentare del procuratore di Trieste.
 
Una specie di siluro che contiene 246 kg di scorie e che potrebbe essere “sparato” sul fondale marino, rimanendo seppellito Plaudiamo alla repentinità con la quale è stato possibile escludere che il relitto trovato sui fondali del mare di Cetraro fosse una “nave dei veleni”. Auspichiamo che sia profuso un pari impegno per rispondere ai pluridecennali e inquietanti enigmi di navi affondate e di cui non si è saputo più nulla: “Anni”, “Mikigan”, “Euroriver”, “Alessandro I”, “ Koraline” e l’inquietante “Riegel”. Tutte navi da carico, vecchie e naufragate in fondali profondissimi del Mediterraneo. Il Mar Ionio ha punti profondi 1.500 metri. Due commissioni parlamentari d’inchiesta sul ciclo illegale dei rifiuti, più una terza per l’assassinio di Ilaria Alpi, non hanno consentito l’acquisizione della verità. Sono venti anni che si cerca di dare una soluzione alle scorie radioattive condizionate, di prima e seconda categoria, attraverso la costruzione di un deposito superficiale. Il gruppo di lavoro misto Regioni-Stato, costituito con decreto dell’allora ministro Bersani, nel febbraio 2008, aveva il compito di individuare procedure e metodologie per la scelta del sito unico del deposito per i materiali radioattivi. Ha concluso i suoi lavori nel settembre dello scorso anno.
 
Lavoro che attinge a quello del 1999 della commissione bicamerale presieduta dal Verde Scalia. Sul tavolo del ministro Scajola è arrivato l’elenco delle aree idonee per la costruzione del deposito. Il ministro è impegnato molto con i reattori Epr da costruire e poco con l’eredità del vecchio nucleare. Eppure ogni anno il settore medico produce scorie radioattive per 500 tonnellate. Stoccate nel sito della Casaccia, che entro quattro anni non potrà accogliere nemmeno un kg in più. A Trino ci sono ancora in raffreddamento 47 barre di uranio irraggiato, che contengono plutonio. Bisogna togliere l’acqua in cui nuota il pescecane della ecomafia. Ridurre i costi di stoccaggio dei rifiuti pericolosi, realizzare il deposito superficiale e modificare la normativa. Assurdo e incredibile che il legislatore non abbia modificato la norma che rende inapplicabi le qualsivoglia aggravio per traffico di rifiuti radioattivi.
 
La norma (art. 260 T.U.), infatti, parla di una generica “alta radioattività” applicata ai rifiuti pericolosi (sic!). I rifiuti radioattivi, invece, sono assoggettati al dlgs 230/1995. Appare comunque incomprensibile che finanziamo l’attività di disarmo nucleare e chimico della Federazione russa con 360 milioni di euro per ogni comparto e con un ulteriore residuo di 280 milioni di euro ancora da destinare, e poco è stato fatto per risolvere il problema delle scorie radioattive e del traffico illecito dei rifiuti pericolosi. Un governo russo che, nel 1993, ammise di aver sversato rifiuti liquidi radioattivi nel Mar Artico e 15 reattori nel Mar di Kara.

Fonte: Terranesw
1° novembre 2009
Autore: Erasmo Venosi

TAG:  CUNSKY  TRAFFICO  RIFIUTI  TOSSICI  SCORIE  NUCLEARE  CALABRIA  ECOMAFIE  LLOYDS  MARE  MEDITERRANEO  NAVI  VELENI 

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commenti a questo articolo 0
commento di cristinasemino inviato il 4 novembre 2009
Nessuno mi ha ancora risposto, ma lo chiedo da diversi giorni: la Bonino è iscritta al PD? Se non lo è, non può essere candidata dal PD a governatore del Lazio.
commento di norete4 inviato il 4 novembre 2009
Perchè a Realacci non piacerebbe la Bonino come candidata alla Regione Lazio?
team realacci??? Ci aprite un Post e ce lo spiegate!???
SO curioso!!

Grazie
commento di buck-batu inviato il 2 novembre 2009
Esiste un dossier sui rifiuti tossici gestiti da russi che se si riuscirà a farlo venire fuori capiremo molto delle amicizie preferenziali di politici italiani
commento di cristinasemino inviato il 2 novembre 2009
Grazie della precisazione, buck-batu.
commento di rebyjaco inviato il 2 novembre 2009
VERSOEST. Quando c'è di mezzo la Criminalità Organizzata o dei Politici Organizzati (è la stessa cosa), non si approfondirà NIENTE, chi sostiene o spera il contrario o è ""tonto"" o è in mala fede. I rifiuti tossici (ma anche peggio) continueranno a scomparire, la popolazione, scenderà in strada per qualche "" festa organizzata ad arte"" e concluderà con un NIENTE DI FATTO. Con questi POLITICI che hanno reso possibile QUESTA ITALIA, non si risolverà MAI niente. Non so come andrà a finire ma me lo immagino (per esperienze vissute). Armiamoci di pazienza e se qualcuno ha il potere e la Volontà di agire, che lo faccia, NOI i Cittadini siamo impegnati a sopravvivere. (fateci caso, ogni volta che ""sembra "" che siamo vicini ad una soluzione, TUTTO VIENE SMENTITO. Caso ALPI, insegna. E quello di USTICA???? E tutti gli altri????
commento di buck-batu inviato il 2 novembre 2009
Sig cristina1950 ritengo che questo sito serva esclusivamente per scambiarci informazioni e parlare dei problemi, in questa ottica le fornisco la notizia che la mappatura dei relitti esiste, si deve solo intervenire sul fondo per vedere che tipo di rifiuti siano. Questa è la dolente nota che il Governo affronta solo a parole.
commento di buck-batu inviato il 2 novembre 2009
Nessun cittadino italiano dovrebbe avere più dubbi sul traffico dei rifiuti tossici, gestiti dalla malavita organizzata con alcune complicità politiche. Ilaria Alpi è stata uccisa e i suoi appunti fatti sparire proprio per coprire questo traffico e i politici coinvolti.Che il popolo democratico si muova compatto e si cooalizzi per cacciare questi masnadieri.
commento di cristinasemino inviato il 2 novembre 2009
Credo che il Pd dovrebbe pretendere di conoscere l'ubicazione esatta dei relitti radioattivi: il governo non può non conoscerli e lo vorremmo sapere anche noi.
commento di versoest inviato il 2 novembre 2009
Affermare che il relitto scandagliato non è quello del Cunsky, non può ne deve tranquilizzare nessuno: quel relitto non è quello cercato, cosa cambia? è praticamente certo che nello Ionio sono state affondate navi con ogni tipo di rifiuti tossici, tra cui anche radioattivi. Non averne trovata alcuna non è un titolo di merito, bensì una dimostrazione di inefficienza che puzza di complicità.
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