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contributo inviato da cerve87 il 1 novembre 2009

«Sono salite, con una improvvisa impennata, le vittime della nuova influenza su tutto il territorio nazionale, anticipando addirittura il piano di vaccinazioni per le fasce più a rischio della popolazione. Non sono fantasie dettate da un allarmismo eccessivo, ma la constatazione amara di un dato: l'Italia, insieme alla Spagna, risulta essere il paese con la maggiore incidenza di vittime». La senatrice del Pd Dorina Bianchi, capogruppo in commissione sanità, sottolinea in come «la gestione della distribuzione dei vaccini è disordinata e differente da regione a regione. il fatto è che non esistono regole uniche per tutto il paese e che le informazioni sul vaccino per l'influenza a sono ancora molto nebulose».

«Vorremmo, ad esempio, saperne di più sugli eventuali effetti tossici del vaccino» afferma Bianchi, per questo: «chiediamo al ministro sacconi di venire in parlamento a riferire sulla disponibilità del vaccino su tutto il territorio nazionale, ci dica quali sono le componenti di questo prodotto, se sono nocive o no, e chiarisca anche - conclude - come funziona il coordinamento con le varie regioni».

Proprio in queste ore invece il governo ha sdrammatizzato il rischio nel nostro paese sulla diffusione dell'influenza A. «Il virus dell'influenza A è dieci volte meno aggressivo dell'influenza stagionale», rassicura il vice ministro della Salute, Ferruccio Fazio. E secondo il Censis, sei italiani su dieci non ne hanno paura. Ma «è importante che le persone a rischio, e cioè i malati cronici, siano vaccinati il prima possibile», raccomanda Fazio. A livello mondiale, l'Oms rende noto che i decessi sono stati finora 5.700, 700 dei quali verificatisi nell'ultima settimana.

Fazio sottolinea «il carattere leggero di questa influenza», dieci volte meno aggressiva di quella stagionale. E rimarca «che sino a oggi ha fatto 11 morti su 400 mila casi stimati, mentre lo scorso anno la stagionale ha fatto 8 mila morti su 4 milioni di casi». Dunque, precisa Fazio, «l'incidenza dei casi di letalità dell'influenza A è dello 0,02 per mille, contro lo 0,2 per mille della stagionale».

«La disomogeneità dell'arrivo dei vaccini dipende dalla strutturazione regionale della nostra sanità. Noi possiamo fare ordinanze generali ma sull'organizzazione delle vaccinazioni le Regioni sono sovrane», afferma il vice ministro a proposito della ritardata consegna dei vaccini in molte zone. «Ci sono stati dei ritardi sulla produzione dei vaccini - specifica Fazio - ma attualmente la produzione sta viaggiando bene, i quantitativi stanno progressivamente arrivando».

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