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contributo inviato da antonikku il 29 ottobre 2009

Leggo sul Corriere della Sera che Walter Veltroni avrebbe detto, rispondendo ad una domanda del noto giornalista Beruno Vespa (il notaio del patto con gli Italiani!) "Se il Pd rifluisce sulle posizioni della sinistra socialista o se punta alla Grande coalizione, il Pd si suicida. E, nel breve periodo, una coalizione che metta insieme l'Udc e la sinistra radicale è semplicemente impensabile. Ci vuole un'alleanza riformista, che abbia però al centro un partito grande, un partito di centrosinistra."

A parte il fatto che ritengo Walter responsabile della sconfitta elettorale dello scorso anno per l'incapacità di dare una chiara direzione al PD e di prendere posizioni nette (il suo "politically correct" me l'ha fatto assimilare ad una 5° colonna del PdL nel PD), per il suo "volemose bene" assurdamente avulso dalla realtà, vorrei che il maidamestimato ex-segretario si concentrasse su alcuni punti:

  1. Non è (per fortuna) più lui il segretario del PD,
  2. La linea del PD la dà il nuovo segretario, eletto tra l'altro a maggioranza assoluta (e non come unico candidato per la forzata rinuncia degli altri contententi),
  3. I messaggi al nuovo segretario li faccia pervenire per le vie istituzionali del PD e non pubblicamente e per giunta tramite Bruno Vespa

Non capisco infine se lo sia o lo faccia: da 15 anni abbiamo un pluri-rinviato a giudizio che spaventa i babbei agitando lo spettro del comunismo mangia bambini e noi ci troviamo in casa uno che pubblicamente sembra dire a Bersani: non farci cadere nel socialismo!

Walter, ritirati a vita privata ed incollati la bocca: il massimo danno lo hai già fatto!

TAG:  VELTRONI  BERSANI  SOCIALISMO 

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commento di malagigi inviato il 30 ottobre 2009
Siete tutti molto bravi.
Io però ho cominciato ad interessarmi di politica credendo all'idea di Walter Weltroni, portata avanti da Dario, credo che l'unica speranza del futuro è una cosa nuova, quello che io, molto platonicamente, ho chiamato il mio " neo Umanesimo" all'Obama.
Ma io non capisco nulla di politica.
Ps:
Se Bersani non segue idee nuove alle prossime primarie non ci saranno 3 milioni, ma solo un milione e mezzo.
Io li ho visti nel gazebo i votanti, so chi sono e temo per un futuro di vecchiaia, ma spero che Bersani si franceschinizzi, per un Pd di diversi, ma insieme.
No al vecchio socialismo, ma un insieme di persone e popoli come evocato da Obama al suo discorso al Cairo.
commento di w.tromb inviato il 30 ottobre 2009
Perché chiudere gli occhi e ostinarsi a non capire che il bipolarismo e’ finito perche’ ”i due partiti piu’ grandi sono molto piu’ piccoli di come erano la Democrazia cristiana e il Partito comunista alla fine degli anni ‘80. In piu’ c’e’ una pluralita’ di partiti che dovrebbe indurre a riaprire la discussione sul fatto che il bipolarismo non rappresenta queste realtà.

La crisi che è esplosa non è di breve periodo ma è la caratteristica di fondo della fase che attraversiamo e con cui dovremo fare i conti. La crisi finanziaria è solo un aspetto di una crisi più profonda e strutturale e che risiede nel fallimento delle politiche neoliberiste basate sui bassi salari e sulla precarizzazione del lavoro. Noi dobbiamo avere la consapevolezza che ci troveremo a fare i conti con una fase lunga di recessione economica e con il tentativo di utilizzarla come strumento di ristrutturazione interna al capitale medesimo. E' in corso un uso politico della crisi, con un suo utilizzo ai fini di un ulteriore riduzione di diritti e un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro.
Wladimiro Trombetta e la banda dei vecchietti
commento di versoest inviato il 30 ottobre 2009
Carissimi, condivido che la linea politica debba essere segnata dal segretario protempore. Se accettiamo il presupposto che Bersani sia sincero nelle sue dichiarazioni ufficiali, dobbiamo pensare che, almeno per lui, i pericoli evocati da Veltroni non ci siano. Potremmo obbiettare che non è nella Russia di Putin che si debba cercare la crisi della socialdemocrazia, sempre che siamo d'accordo che comunismo e socialdemocrazia non sono la stessa cosa, bensì nei grandi Paesi dell'Europa occidentale dove il ruolo dello Stato assistenziale è messo, nella realtà economica e sociale attuale, in discussione e il suo declino politico più evidente.
commento di gianluigi inviato il 30 ottobre 2009
Diamo tempo a Bersani di costruire una squadra che gli permetta di delineare strategie, alleanze e linee politiche. Con una preghiera, mandi Veltroni e Rutelli a disquisire di modernismo e di superamento delle ideologie e della anacronistica lotta di classe in qualche altro posto. Soprattutto non lasci alla nefasta coppia il diritto di ergersi a giudice e preveggente delle lineee di partito, tanto più se a corollario della subliminalità filo-governativa che trasuda da ogni perfida trasmissione vespiana. Ci aspettiamo qualcosa di diverso da Pierluigi, qualcosa che ridia voce alle classi lavoratrici ed in generale ai meno tutelati dai poteri forti e che restituisca orgoglio e dignità a chi proviene da una profonda e convinta militanza nella sinistra italiana.
commento di clint333 inviato il 30 ottobre 2009
Le assurdità di Veltroni sono tante, e vanno al di là della dichiarazione sul ritorno al socialismo. La bestialità del bipartitismo mostra la totale mancanza di senso della realtà, ma questa perla sul ritorno al "socialismo" non è da meno. Perché il socialismo è stato smantellato in tutto l'occidente, con una operazione chirurgica vergognosa, che nella Russia di Putin raggiunge le vette più grottesche, e che rende impossibile un ritorno indietro. Di socialismo non se ne può più parlare, gli orizzonti della sinistra esistono, ma hano ben altri fini ! Quindi la dichiarazione di veltroni suona proprio stonata, come una battuta di un film girato 30 anni fa, distante dal mondo reale, testimonianza della sua indole da fiction illimitata in cui ha trascinato il partito. Ma Veltroni ha una colpa ancora maggiore ! Quando lui operò la svolta D'Alema era completamente fuori gioco, impresentabile perché troppo vicino agli ennesimi scandali (quella volta bancari). Ebbene, anzi che liberarci da D'Alema (che sarebbe comunque stato un merito) ha commesso tanti di quegli errori da rimetterlo in campo !
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1 aprile 2008
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