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contributo inviato da maribarb il 28 ottobre 2009
 

Visto “Viola di mare”. Un film di denuncia forte, e insieme a tratti con espressioni e immagini di poesia e disperata bellezza, contro potere e violenza maschilista e omofoba, contro una società totalitaria ipocrita e conformista che attacca e uccide ogni diversità, le donne come gli omosessuali come ogni altra, che soffoca ogni bellezza nel tentativo di impadronirsene e controllarla. (e a proposito, aspetto ancora che qualcuno mi spieghi quale coscienza, non dico cristiana ma anche solo umana, impedisce di votare l’aggravante di omofobia per i casi di aggressioni squadriste che infestano la nostra “modernità”e la pretesa “sicurezza” delle nostre città? Come a dire-assieme con questa destra- che va bene aggredire gli omosessuali ( e le donne, ecc.) ? Che esiste qualcuno che in tema di diritti umani e morali è meno uguale degli altri? Davvero in questo paese non c’è più a nessun livello la vergogna delle proprie azioni!)

Il film colpisce duro nello svelare i meccanismi all pervading del controllo sociale, della subordinazione rassegnata della maggioranza, della doppia morale maschile, dell’ipocrisia e doppiezza del moralismo, della violenza ottusa e vendicativa, della paura della libertà femminile…mi venivano in mente per associazione di idee le prima femministe di altri tempi, la loro solitudine contro tutti, mi tornava alla memoria ciò che scriveva Virginia Woolf per la quale occorreva “povertà, castità e libertà da fittizi legami di fedeltà”

E insieme, è un film pieno a tratti di grazia e sorridente bellezza fiera e coraggiosa, come se emergesse a tratti la nostalgia per una possibilità di mondo diverso, un’altra vita…

TAG:  QUESTIONE FEMMINILE  LEGGE SULL'OMOFOBIA  FEMMINISMO 

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