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contributo inviato da team_realacci il 22 ottobre 2009

"Un valore radioattivo da 3 a 6 volte superiore la norma" è stato riscontrato in una delle aree interessate dalle indagini sul caso delle 'Navi dei veleni', attorno al comune di Aiello Calabro. Lo conferma il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Menia, nell'informativa del governo letta in aula alla Camera.

Su terraferma, come spiega Menia, in 4 aree nel comune di Aiello Calabro, nell'area del fiume Oliva, è emerso un "grave inquinamento". Nella zona di Valle del Signore è stata individuata una cava per inerti dismessa "riempita di rifiuti di diversa tipologia". In località Carbonara, a valle del fiume Oliva, sono stati rinvenuti "migliaia di metri cubi di rifiuti urbani e industriali". In località Foresta, alveo del fiume Oliva, un "rilevato di circa 2 mila metri quadri per uno spessore di oltre 3 metri dal piano di campagna" pieno di rifiuto composto da "polvere di marmo, caratterizzato dalla presenza di metalli pesanti con valori superiori a quelli consentiti dalla legge per siti industriali" e una presenza di Cesio 137 "nei limite del fondo naturale del luogo".

In località Foresta, 100 metri più a valle, è stata trovata "una briglia in cemento" che deve "arrestare i rifiuti del fiume in piena". Sotto questo manufatto, "a circa 11 metri di profondità è stata accertata la presenza di un contenitore in cemento- spiega Menia- al cui interno è stata riscontrata la presenza di di rifiuti con concentrazioni elevatissime di metalli pesanti quali mercurio, cobalto, selenio, tallio".

"VIA AI RILEVAMENTI IN MARE A 500 METRI DI PROFONDITÀ" - In mare le operazioni per chiarire se il relitto a largo delle coste di Cetraro (Cosenza) è effettivamente la 'Cunsky' e capire cosa c'è nelle stive, saranno "particolarmente difficoltose", tanto più operando ad una profondità "di 500 metri". Lo scopo dell'intervento in mare, prosegue il sottosegretario, è innanzitutto "dare un nome certo al relitto, operare rilevamenti in profondità su ogni tipo di campione, fornire informazioni sulle tipologie e sulla diffusione degli inquinanti contenuti nella stiva in modo da accertare gli eventuali rischi per la salute e l'ambiente e di procedere ad una rapide messa in sicurezza".

Il soggetto "idoneo" a queste operazioni è la nave 'Mare Oceano' della società Geolab, dice il sottosegretario all'Ambiente, "l'unica in grado di operare anche in condizione di mare forza 4 e 5 e dotata di un sistema di posizionamento dinamico e sofisticate attrezzature di prospezione acustica, nonché di un Rov". Il Remote operated vehicle-Rov è un robot sottomarino telecomandato di ultima generazione che entrerà in azione "da domani", precisa Menia, e che può operare "fino a 2.000 metri di profondità" equipaggiato di telecamere e sistemi di rilevazione delle radiazioni. "Dalla discesa del Rov- spiega il sottosegretario- otterremo la possibilità di verificare attività radioattiva ai diversi livelli di profondità" e di "prelevare campioni di fondo marino, di sedimento, di incrostazioni sullo scafo, di materiale da quello che sembra essere un fusto spezzato".

Fonte: Dire
22 ottobre 2009

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