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contributo inviato da Stefano51 il 20 ottobre 2009
 

Il barile di petrolio torna a salire e la benzina italiana pure, ma con una sincronia truffaldina. Perché il petrolio noi lo acquistiamo in dollari e il dollaro attualmente è svalutatissimo rispetto all’euro, al punto che per fare un euro serve un dollaro e mezzo. Quindi quando si sente parlare di aumento del prezzo al barile, conviene sempre vedere se e quanto questo corrisponda davvero a un reale incremento di prezzo o se si tratta soltanto di svalutazione del dollaro.

Facciamoci due conti : un barile di petrolio grezzo contiene 159 litri di liquido, che per grandi linee ( il petrolio non è mai lo stesso e può rendere diversamente in fase di raffinazione) rendono alla fine circa 55 litri di benzina e altrettanti di gasolio per autotrazione.

Dunque se un barile ( 159 litri) costa 80 dollari e il dollaro è sottostimato rispetto all’euro ( per fare un euro servono 1,5 dollari), vuol dire che quello stesso barile vale 53 euro alle compagnie petrolifere italiane che lo acquistano.

Ebbene, con 53 euro si tirano fuori 55 litri di benzina verde ( attualmente a 1,3 euro al litro) per un totale di 71,5 litri, e 55 litri di diesel ( attualmente a 1,1 euro al litro) per un totale di 60,5 litri.

Cioè con 53 euro se ne fanno 142. Qualcuno ruba di certo, ma non sono solo le compagnie petrolifere. Prima di tutto ruba il governo, con le tasse. Le accise governative sono una miriade, da quella per finanziare la guerra ( 1935) in Etiopia al Vajont, passando per la crisi di Suez, il contratto degli autoferrotranvieri del 2004, il Libano, la Bosnia, insomma di tutto di più. Per un litro di benzina verde a 1,3 euro, ben 0,564 sono di accise e 0,215 di IVA, per un totale di 0,779 di tasse, più del 50 % del valore del prodotto che acquistiamo. Per un pieno di 50 euro di benzina, 30 sono di tasse e soltanto 20 corrispondono al valore reale del carburante.

Il guaio è che queste tasse sono indirette, cioè spalmate sulla popolazione a prescindere dal reddito di ciascuno. Vanno a tutti indistintamente, a chi paga già le tasse sullo stipendio e a chi le evade bellamente.

Comunque il cartello dei petrolieri esiste, eccome. E Berlusconi e Tremonti lo sanno bene, ma non intervengono. Tanto loro viaggiano in aereo, che je frega della benzina?

Stefano Olivieri
http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

TAG:  BENZINA  DOLLARO  ACCISE  AUMENTO CARBURANTE  PETROLIERI 

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