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contributo inviato da team_realacci il 15 ottobre 2009
«A dicembre e gennaio cominceremo un'altra infrastruttura, che è il Ponte sullo Stretto». Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato il via ai lavori, ma le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere. «È un grande bluff - afferma Ermete Realacci, responsabile Ambiente del Pd - investire una abnorme quantità di denaro pubblico in un'opera faraonica e di dubbia utilità come il Ponte è uno sfregio nei confronti dei cittadini del sud di Italia che hanno ben altre priorità».

L’unica opera veramente necessaria al Paese è la messa in sicurezza del territorio attraverso piani di riqualificazione sociale e ambientale. «Ecco dunque - commenta Paolo Ferrero, segretario del Prc - che Berlusconi rilancia in merito a un'opera tanto faraonica quanto inutile. La mafia, sentitamente, ringrazia. Non del Ponte sullo stretto né di altre inutili Grandi Opere ha bisogno il nostro Paese».
Il neo presidente dei Verdi, Angelo Bonelli elenca le opere che si potrebbero realizzare con i 7 miliardi di euro previsti per l’opera: « Si sarebbero potuti costruire ben 80 chilometri di metropolitane e acquistare 27.000 autobus ecologici - spiega il leader verde - ossia rivoluzionare il traffico nelle nostre città».
 
E conclude: «Di fronte al dissesto idrogeologico che mette a repentaglio tantissime aree del Paese quella di costruire il Ponte sullo Stretto di Messina è una scelta incomprensibile ed irresponsabile. Per questa ragione noi Verdi ci opporremo con tutti i mezzi, anche giuridicamente, alla costruzione di questa opera inutile e dannosa per l'ambiente. Piuttosto il governo pensi a mettere in sicurezza il territorio».
 
Per il Wwf il via all’opera è improponibile. Tre i motivi del no, secondo l'associazione del Panda: «Non esiste ad oggi non solo un progetto esecutivo che consenta di aprire i cantieri del Ponte, ma nemmeno il progetto definitivo che serve a completare la procedura di valutazione di impatto ambientale; il Governo non ha risorse per realizzare il Ponte, ad oggi ha deciso di immobilizzare, con la Delibera Cipe del 6 marzo scorso, 1,3 miliardi di euro (per un'opera che costa 5 volte di più, 6,3 miliardi di euro); rivedere e aggiornare i valori dell'offerta del General Contractor (Gc) e le convenzioni tra la concessionaria pubblica Stretto di Messina Spa e il Gc capeggiato da Impregilo».

Fonte: La Nuova Ecologia
15 ottobre 2009

TAG:  PONTE  STRETTO  INIZIO  LAVORI  STRETTO DI MESSINA SPA  IMPREGILO 

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