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contributo inviato da fabio.cerritelli il 15 ottobre 2009

Scalfari ieri ha proposto di modificare il regolamento delle primarie: chi il 25 ottobre prenderà più voti sarà il segretario PD, anche se non raggiunge la soglia del 50%+1.

La proposta è stata ovviamente accettata da Franceschini e Bersani, e altrettanto ovviamente rifiutata da Marino: i primi due sanno di poter vincere, il terzo sa di essere all'Assemblea con ogni probabilità l'ago della bilancia. La proposta quindi è saltata.

Premetto che secondo me cambiare le regole in corsa è sbagliato. C'è però da osservare che il partito dovrà spiegare bene perchè dopo le primarie potrebbe non esserci il segretario, ma bisogna ancora aspettare il voto dei delegati eletti: potrebbe questo apparire come l'ennesimo gioco politico di potere, che invalidi il voto dei cittadini. Deve spiegare che potrebbe anche essere eletto un segretario con il 34% dei voti, se gli altri due si fermano al 33%, e allora avrebbe poca forza all'interno dell'assemblea; gli altri due infatti potrebbero opporsi ad ogni sua decisione e di fatto avremmo un segretario che non impone al partito la propria linea.

Con la situazione attuale invece due dei tre candidati devono trovare un accordo programmatico e il partito avere una linea ben definita. Però bisogna fare attenzione: Marino non può vantarsi troppo di poter fare l'ago della bilancia e quindi di avere un fortissimo potere ricattatorio in assemblea: questo lo faceva la sinistra radicale in Parlamento, e sappiamo come è andata a finire.

Se non siamo in grado di far capire che il regolamento è contorto, ma proprio per questo molto democratico, faremmo meglio a seguire la proposta di Scalfari.

TAG:  SCALFARI  PRIMARIE  REGOLAMENTO 

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commenti a questo articolo 0
commento di visanna inviato il 16 ottobre 2009
Io ho capito una cosa e l'hanno capita bene anche Scalfari, Bersani e Franceschini: Marino può essere pericoloso comunque vogliamo guardare la situazione.
Mi fa specie vedere come uomini di tale levatura intellettuale (due dei quali hanno votato il regolamento dell'elelezione del segretario a suo tempo) arrivino ora a proporre "mezzucci", arriverei a dire inciuci, pastrocchi in deroga alle regole durante la partita!
A maggior ragione per questo, perchè queste sono le vere prime primarie del PD (ricordo per che le precedenti il vincitore era già stato designato a tavolino da chi voleva "ucciderlo" una volta per sempre) che ritengo non solo opportuno ma assolutamente necessario rispettarle.
Evidentemente Bersani e Franceschini hanno qualcosa da perdere...voterò convintamente Marino per questo e per molto di più!
commento di cilloider inviato il 16 ottobre 2009
X Fabio Cerritelli
Chiaro!!! Ma ho fatto un passo successivo....
Se appoggio una mozione...voglio aver diritto di parola!!!
quindi.......

Appoggio quanto affermato da PietroFilotico e Pinkproject (bel nick!!...di antica memoria musicale)
commento di edmondantes inviato il 15 ottobre 2009
Per Yerle
Ebbene sì, sei arrivato alla stessa conclusione alla quale sono arrivati da tempo quelli del centrodestra.
Repubblica è il giornale-partito che interpreta meglio di tutti gli umori del centrosinistra, ne organizza e mobilita il popolo per opporsi al centrodestra.

Che piaccia o no Repubblica, a riempito il vuoto che la politica ha lasciato e per questo il Caimano lo teme ed avversa più di ogni altra forza politica o movimento di opinione.
In definitiva, il Cavaliere vede il PD come una minaccia evanescente e lontana, IDV è pure funzionale alla sua politica.
Oggi, gli possono procurare grattacapi Repubblica, UDC e, nel suo campo Bossi e Fini.

commento di lucasaini inviato il 15 ottobre 2009
Badate bene che la logica di Scalfari e per chi la condivide potrebbe essere applicata anche ai contenuti oltre che alla figura del segretario.
Infatti il voto è chiesto sulla mozione oltre che segretario. In questa logica se, poniamo ad esempio, Bersani prenda la maggioranza relativa mi aspetteri che lui diventi segretario ma che il partito confermi le primarie aperte in quanto questa sarebbe automaticamente votata dalla maggioranza (in questo caso assoluta). Sarebbero disposti i due candidati "principali" ad accettare questa condizione ed a dichiararla prima del voto del 25 ? Ne dubito. In realtà io auspico che il candidato di maggioranza relativa prenda poi l'iniziativa e faccia opera di sintesi. Credo che tutte e tre le mozioni abbiano candidati intelligenti allo scopo. Quindi votiamo secondo le nostre libere convinzioni.
Io ad esempio, sostengo convitamente Marino.
commento di Yerle inviato il 15 ottobre 2009
mi sorge il sospetto che Scalfari sia il principale finanziatore del partito... e quindi il padrone...
commento di edmondantes inviato il 15 ottobre 2009
Ma per accettare l'onesta proposta Scalfari non si deve cambiare nessuna regola.
Basta che tutti e tre i candidati, tra una dichiarazione e l'altra, dicano di non volersi avvalere del trucco.
Un accordo tra galantuomini, sulla parola, davanti a tutti e senza andare da nessun notaio.
commento di magnagrecia inviato il 15 ottobre 2009
Tanto per cambiare - il Sud docet - Bersani e Franceschini - "tom tom e cacchio cacchio" direbbe Totò (per introdurre un pizzico di umorismo in una questione serissima) - denotano una pulsione vagamente berlusconiana a piegare le regole al proprio interesse. Pollice verso.
Meritano di essere puniti appoggiando Ignazio Marino.
commento di savepan inviato il 15 ottobre 2009
Il "si" di Bersani e Franceschini è solo strumentale, perchè sanno anche loro che non si possono cambiare le regole mentre ancora si sta giocando.
Per non parlare delle reazioni tra i votanti e nel partito.
Se si voleva cambiare qualcosa bisognava farlo prim di inccominciare a giocare.
Ora, nel bene e nel male queste sono le regole, approvate da tutti, e con queste si gioca.
commento di piero filotico inviato il 15 ottobre 2009
Io dico chiaro e tondo che:
-non esistono cavilli ma REGOLE. Qualcuno non conosce la differenza ma imparerà.
-queste REGOLE sono state approvate - tra gli altri - anche da Bersani e Franceschini. Potevano accorgersene prima che l'intero meccanismo è ferraginoso. Se non l'hanno fatto, o gli conveniva o sono degli incompetenti.
-Marino ragiona con la sua testa e non si fa manovrare. Questo è un vecchio modello che i vecchi marpioni della vecchia politica conoscono bene.
-Marino non è tipo da compromessi. Cercare altrove per trovarne quanti ne vuoi.
-il potere che cerca Marino è quello delle idee, non quello degli inciuci cari a D’Alema e ai suoi ammiratori e discepoli.
-Scalfari, che non ama Marino e non ne fa mistero (perché? Boh) ha cercato di tirargli uno scherzo da prete, pensando forse di ingraziarsi Bersani e il suo stratega, ma gli è andata male (a tutti e tre, anzi quattro con Franceschini che si è accodato).
-da tutto questo Marino esce più forte e gli altri due meno. Come nella storia dei pifferi di montagna che andarono per suonare e furono suonati. E ben gli sta.
Conclusione. Stamattina il barista mi ha salutato dicendo: “non volevo vota’, ma dopo ‘sta storia voto pe’ Marino, c'ha le palle”.

commento di genio inviato il 15 ottobre 2009
Penso che la proposta Scalfari dovrebbero farla propria tutti i veri democratici che in questi mesi si sono spesi per far diventare il congresso un momento di democrazia, anche se di democratico, in molte situazioni, gestite da capi-bastone(così li chiama Veltroni) delle tessere, sia al nord che al centro che al sud, si è visto ben poco. Volete ancora lasciare a un singolo o ad un gruppo (di potere) eletto nell'assemblea nazionale di farsi i fatti propri con il vostro libero voto? Penso che, se dovesse succedere che il 25 nessuno dei tre avrà la maggioranza assoluta, questa storia non avrà nessun senso.
commento di edmondantes inviato il 15 ottobre 2009
Gli aghi della bilancia non hanno mai portato bene a sinistra.
Stavano molto meglio negli apparati democristiani e davano il meglio di se nei congressi di elezione dei segretari.

A sinistra ne abbiamo avuto uno che con questo metodo riuscì a scalare la segreteria del suo partito.
A chi non lo prendeva sul serio diceva : ".... non ci crederete, ma si può fare tanto anche avendo solo il 10%...".
Passò poi a praticare il metodo su scala nazionale.
Lo chiamavano Ghino di Tacco, chiuse la sua carriera politica nella piazza davanti all'Hotel Raphael, sotto una pioggia di monetine.
commento di cristinasemino inviato il 15 ottobre 2009
Credo che le regole non si cambino in corsa. Solo Marino avrebbe potuto decidere di confluire in una delle altre due mozioni. Non l'ha fatto e quindi gli elettori del Pd aspetteranno che si concluda questa lunga gestazione delle primarie: ormai siamo abituati ad aspettare.
Dopo però, mi auguro che il nuovo segretario abbia l'appoggio incondizionato di tutto il partito e non vi siano correnti di vario tipo, come ora appare anche sulle pagine del network.
commento di fabio.cerritelli inviato il 15 ottobre 2009
Intendevo dire, cilloider, che non dovrà dire: i delegati eletti nelle mie liste voteranno Bersani se si libera di D'Alema; oppure voteranno Franceschini se mi promette di fare fuori i teodem. Dovrà dire: i miei delegati voteranno l'uno o l'altro perchè ha presentato una mozione più simile alla mia. Una mozione che io avrei votato se non mi fossi candidato.
commento di Pinkproject inviato il 15 ottobre 2009
Siccome Marino è in forte crescita di preferenze, ora Bersani e Franceschini vorrebbero, come suggerito da Scalfari, toglierlo di mezzo. Perchè di questo si tratta. Essendo ormai sicuri che nessuno arriverà al 51% al primo turno, grazie a Marino che ha introdotto nel dibattito precongressuale un contributo di idee che diversamente, con i soli Franceschini e Bersani non ci sarebbe stato, ora lo si vorrebbe neutralizzare. Questo fa il paio con il rifiuto da parte dei due candiati, della proposta di Marino di un confronto pubblico a tre, su una rete nazionale. Il problema è che tutta la classe dirigente del partito è schierata tra le due correnti che fanno capo a Veltroni-Franceschini e a D'Alema-Bersani e la presenza di un terzo uomo, privo di corrente ma ricco di idee nuove e sostenuto da molta gente nuova, non va giù all'intero partito! Credo che questo sia uno dei sintomi del disagio della classe dirigente di questo partito quando teme che si rompano gli equilibri interni poggiati sulle correnti e sulle vecchie componenti lì presenti. Ma io credo che se questo equilibrio artificioso non si spezza per creare, anzichè un partito delle correnti, un partito delle idee e delle persone, il PD avrà vita breve!
commento di cilloider inviato il 15 ottobre 2009
": Marino non può vantarsi troppo di poter fare l'ago della bilancia e quindi di avere un fortissimo potere ricattatorio in assemblea: questo lo faceva la sinistra radicale in Parlamento, e sappiamo come è andata a finire."

NO!
NOn ci siamo!
Sono dello stesso partito!
Che Marino faccia l'ago della bilancia è una cosa che ogni buon elettore o simpantizzate del Pd deve augurarsi.

Sia nella squadra di Franceschini sia in quella di Bersani ci sono dei personaggi ambigui e negativi...per la maggioranza dell'elettorato..
Chi mi fa un commento positivo su Fassino o su Gentiloni?
e di D'Alema? (forse potrei farlo io...ma sarei un infinitesimo trascurabile)
Quindi che Marino faccia l'ago della bilancia o da scolapaste di ambedue le squadre credo sia auspicabile da tutti!
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18 giugno 2008
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