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contributo inviato da Fabio1987 il 11 ottobre 2009

 

LE PRIORITA' DI BERSANI - Il vincitore della prima fase del congresso indica le priorità per il partito: «Adesso abbiamo tre cose da fare- dice- rinnovare e rafforzare noi stessi, riaprire il cantiere dell'Ulivo con movimenti politici e civici disposti al dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di alleanze politiche. Dobbiamo proporre già con il nostro congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali». Bersani, che ha incassao il sostegno del segretario della Cgil Guglielmo Epifani («Voterò per lui») in apertura del suo discorso aveva rivolto un esplicito apprezzamento all'invito giunto da Romano Prodi «a risvegliare il paese».

«OGGI SIAMO UN PARTITO» - E' stata poi la volta del segretario uscente, Dario Franceschini, che ha spiegato che «oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia». Anche lui ha poi parlato della necessità di un'azione unitaria, spiegando che se sarà eletto segretario chiamerà anche Bersani e Marino a lavorare con lui. E riferendosi al battibecco con la Bindi dei giorni scorsi (il premier l'aveva definita «più bella che intelligente») ha commentato: «Berlusconi se offende Rosy e tutte le donne italiane è un ominicchio. E non è antiberlusconismo, ma dire la verità».

«I LEADER NON LITIGHINO» - Ignazio Marino, ultimo dei tre candidati ad intervenire, ha insistito sulla necessità di adottare la laicità come criterio per le scelte del partito. E ha insistito sulla necessità di una formazione che sia ed appaia unita: «I nostri militanti non hanno idee così diverse tra loro, sono i gruppi dirigenti che litigano e che mostrano divisioni che nulla hanno a che vedere con ciò che crediamo e molto a che vedere con le posizioni che ricoprono». «Temo ancora oggi - ha aggiunto Marino - un partito che non decide e non incide, perchè troppi sono gli equilibri o gli equilibrismi dettati dalle correnti e dai personalismi».

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