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contributo inviato da mariotto80 il 10 ottobre 2009

 



Perché il Partito Democratico possa davvero invertire la rotta tenuta fino ad oggi, l'ideale sarebbe la vittoria di Ignazio Marino nella corsa alle primarie. Marino è uno scienziato, un medico, dalla storia limpida e dal programma chiaro: biotestamento, diritti civili per i gay, più fondi alla ricerca.
Purtroppo, la sua posizione largamente minoritaria gli lascia pochissime chance di scalare il partito.
La leadership resta una contesa tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani.
I cinici, i disillusi e i rassegnati - ovvero una buona fetta della sinistra ex diessina - si affannano a farci credere che, tra le due mozioni, non passa alcuna differenza. Nulla di più falso.
Bersani ha il merito indiscusso di aver progettato le famose "lenzuolate", ovvero le liberalizzazioni che, d'amblé, crearono 5mila posti di lavoro nel settore delle parafarmacie e, inoltre, ci hanno liberato dal fastidioso "pizzo" del costo di ricarica delle schede di telefonia mobile, imposto a tutti gli utenti da Tim, 3, Wind e Omnitel.
L'ex ministro dello Sviluppo Economico detiene competenze specifiche in materia di politica economica. Purtroppo, però, il suo successo nelle votazioni tra gli iscritti al Partito è un indice dei cattivi compromessi cui è dovuto scendere in Campania con Antonio Bassolino e in Calabria con Agazio Loiero (ne parla il sempre puntuale Curzio Maltese nella sua rubrica su IL VENERDI' di Repubblica del 9 ottobre). Loiero e Bassolino sono il peggio del PD e, se questo partito si vuole davvero candidare a riformare l'Italia, dovrebbe liberarsene senza indugi.
Mario Tirino
Dario Franceschini lo ha detto con grande coraggio. Così come ha affermato con decisione che il PD dovrebbe fare piazza pulita del vecchio sistema di potere di DS e Margherita: quel sistema, per essere chari, con cui Massimo D'Alema ha tenuto in ostaggio la sinistra italiana, anteponendo le sue torbide trame alla forza popolare di un progetto di speranza e rinnovamento, qual era quello intessuto con tanta fiducia e fatica da Walter Veltroni.
Senza il PD, questo Paese rimarrà ostaggio della più irresponsabile ed eversiva delle Destre d'Europa.
Questo è poco ma è sicuro.
A quella sinistra che non fa altro che urlare ai quattro venti che l'Italia fa schifo, che si augura la morte del PD, che dimentica che se oggi siamo ridotti in queste condizioni è soprattutto per la vergognosa prova di governo che hanno dato i vari Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero, Alfonso Pecoraro Scanio (ministri o esponenti della maggioranza capaci di scendere in piazza al fianco di chi contestava l'esecutivo guidato da Romano Prodi), ben accompagnati da una parte della Margherita e dei DS collusi con il PDL - ebbene, a questa sinistra nostalgica e ridicola, va ribadito con chiarezza una cosa: se questa gente ha energie sufficienti per sostenere un progetto condiviso di cambiamento di questo Paese, ebbene si schieri, faccia proposte, contribuisca al dibattito interno del maggiore partito d'opposizione. Altrimenti, la smetta di produrre rumore con le sue invettive, guarda caso non indirizzate allo scandaloso premier che ci ritroviamo, ma a denigrare il PD. Per un'Italia diversa, serve indubbiamente un PD diverso, che sappia intraprendere un dialogo serrato e produttivo non solo con le forze economiche di questo Paese, ma anche e soprattutto con quell'ampia fascia di associazioni di volontariato, gruppi accademici, professionisti, precari, sindacalisti di base, ambientalisti, femministe, operai. Torni, il PD, a parlare col suo popolo. E' quanto ha intenzione di fare Franceschini. Sosteniamolo con il nostro voto alle primarie del 25 ottobre.
E' l'ultima possibilità che ci resta per sperare in un PD diverso, più forte e più aperto.
Il resto è qualunquismo di sinistra, la più pericolosa delle malattie e il più comodo degli alleati per Silvio Berlusconi e le sue tendenze autoritarie.
 
Mario Tirino
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commento di clint333 inviato il 11 ottobre 2009
PRIMA LE DIMISSIONI DI D'ALEMA E MARINI. DOPO NESSUN PROBLEMA, CHIUNQUE VENGA, CON QUEI DUE IRRESPONSABILI FUORI DAI GIOCHI CI SARA' L'OSSIGENO PER TORNARE A VIVERE.

E' FONADAMENTALE PER TORNARE A VIVERE TOGLIERCI DAI PIEDI I PESI MORTI (O, MEGLIO, QUELLI CHE AMANO UCCIDERE !) - LA SINISTRA IN ITALIA NON ESISTE, PRENDIAMONE ATTO. E NON ESISTE PER L'INETTITUDINE, LA SCARSA INTELLIGENZA, E L'OPERATO TROPPE VOLTE EQUIVOCO DEI LEADER CHE SI SONO SUCCEDUTI IN QUESTO VENTENNIO. SONO DEI FALLITI (SE NON ADDIRITTURA DEGLI IMPOSTORI PRIVI DI SCRUPOLI CHE LAVORANO PER ALTRI DISEGNI CHE NON QUELLO DI CREARE UN PAESE COMPETITIVO E LIBERO).

BERLUSCONI STA PORTANTO IL SUO ENNESIMO ATTACCO AL CORRIERE. AVETE SENTITO QUALCUNO DI LORO INTERVENIRE ? AVETE SENTITO QUALCUNO DI LORO LAMENTARSI PERCHE' LE TV NON HANNO DATO NESSUN RISALTO ALLA MANIFESTAZIONE SULLA STAMPA DI ROMA ? COME MAI ? SONO O NO COLLUSI CON DEI DEMENZIALI "POTERI FORTI" ACCECATI DALLA BRAMA DEL DENARO, DEI PRIVILEGI, COME MAI SI ERA VISTO IN ITALIA ? MONTEZEMOLO AD AGNELLI NON GLI LEGA NEANCHE LE SCARPE (:

CHI HA LA RESPONSABILITA' DI AVER ACCREDITATO BERLUSCONI E AVERLO AIUTATO NEL SUO DISEGNO FOLLE DOVREBBE FINIRE IN GALERA ! A NOI BASTEREBBE MOLTO MENO: UN GESTO SERIO (ALMENO UNO NELLA LORO VITA POTREBBERO ANCHE FARLO), DARE LE DIMISSIONI.
commento di Piccolo Mondo inviato il 10 ottobre 2009
Votiamo Franceschini perchè ci crediamo, senza turarci il naso, solo con la fiducia in una persona per bene, che sta lavorando duramente per dare un'anima ad un partito che l'aveva persa. Noi crediamo in Franceschini.

Piccolo Mondo
commento di frapem inviato il 10 ottobre 2009
Se mai turiamoci il naso e votiamo Franceschini, visto che Marino non ha chanche.
Ma quello che non mi sorprende è che nessuno della vecchia guardia Pcipdsds, ha condiviso il vero proggetto del PD. Infatti nessuno ha avuto il coraggio di presentarsi in alternativa a Bersani. E' evidente che i vari Fassino e compani si sono attaccati a Veltroni perchè erano con l'acqua alla gola.
Ma in verità non erano d'accordo su nulla: nè con le primarie, nè con la scelta bipartitica della semplificazione, nè con la vocazione maggioritaria nè con i contenuti del lingotto che presupponivano la lotta al sistema politico il suo sfoltimento, l'alleanza tra i mondi del lavoro, l'abolizione delle province, e un paese in cui votare non fosse una questione di vita o di morte, ma una scelta libera e mutabile.
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13 settembre 2008
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