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contributo inviato da Fabio1987 il 8 ottobre 2009

 Lodo Alfano, Berlusconi si scaglia contro NapolitanoFini: «Rispetti la Consulta e il Capo dello Stato»

Un Berlusconi ferito, così appare il premier il giorno dopo la decisione della Consulta che ha dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano. Un capo del governo che di fronte alla decisione dei supremi giufici cerca il consenso del popolo e fa di tutto per provocare la crisi istituzionale, aprendo uno scontro senza precedenti con il Quirinale.

L'ATTACCO A CALDO

Una rabbia che dura a placarsi e che si è scatenata subito, appena si è diffusa la notizia dche la Consulta aveva bocciato il Lodo Alfano. Il primo Silvio contro tutti va in scena davanti a Palazzo Grazioli. Berlusconi ostenta sicurezza: «A me queste cose mi caricano». «Noi andiamo avanti. I processi che mi scaglieranno sul piatto sono autentiche farse: io sottrarrò qualche ora alla cura della cosa pubblica per andare là e sbugiardarli tutti». «Meno male che Silvio c'è...queste cose mi caricano, mi fanno un baffo, agli italiani li caricano, viva gli italiani, viva l'Italia, via Berlusconi». Ma non è così. Il premier tracima come un fiume in piena. Nel mirino, la «minoranza di magistrati rossi organizzatissima, che usa la giustizia a fini di lotta politica». La stampa: «per il 72% della stampa di sinistra». Gli spettacoli di approfondimento della tv pubblica: «di sinistra e ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici». E, ultimo, il capo dello stato «che sapete da che parte sta». Sembra un'uscita a caldo, ma non è così. Ci sono già tutti i temi che il premier ripeterà a notte fonda, facendo irruzione con una telefonata rabbiosa nello studio di Porta a Porta.

LA TELEFONATA A PORTA A PORTA
Sono le unidici, l'una di notte per gli spettatori, visto che la puntata è trasmessa in differita, quando il premier telefona a Bruno Vespa e irrompe con la sua collera nello studio di Porta a Porta. Le sue parole fanno chiarire benissimo che non c'è nulla di estemporaneo nell'attacco al Capo dello Stato: «Il presidente della Repubblica aveva garantito con la sua firma che la legge sarebbe stata approvata dalla Consulta, posta la sua nota influenza sui giudici di sinistra della Corte», insiste, mentre Rosy Bindi, in studio, prova a farlo riflettere sulla gravità delle sue affermazioni. «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente», gli ribatte il premier: «Comunque, non mi interessa nulla di quello che lei eccepisce».«Qui c'è una donna che non è a sua disposizione, capisco che sia irritato», ribatte lei. La gravità delle parole di Berlusconi però appare chiarissma a tutti. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini prova a spiegarlo al premier dandogli del tu. Berlusconi insiste: «Non accuso il capo dello Stato, prendo atto di una situazione in cui c'erano certi suoi comportamenti e sappiamo tutti quali relazioni intercorrano tra i capi dello Stato e i membri della Consulta. Sono da anni in politica, so quali siano i rapporti che intercorrono». Anche a Vepsa che all'inizio della puntata aveva parlato di «piccola crisi istituzionale» non resta che constatare che «la crisi non sarà facile da ricucire».

Ecco perché la Consulta ha bocciato il Lodo Alfano

 

TAG:  POLITICA 

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