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contributo inviato da gdlombardia il 1 ottobre 2009

In queste settimane stiamo assistendo all’indecoroso spettacolo di un Governo che porta avanti la politica dei respingimenti indiscriminati nonostante l’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu li abbia considerati contrari al diritto internazionale. La normativa europea che parte dalla Convenzione di Ginevra del 1951 (sottoscritta anche dall’Italia) e arriva al regolamento di Dublino 2 e al Codice Schengen fa infatti riferimento al non respingimento dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Con questa normativa invece l’Italia non identifica le persone rimandandole tutte indietro indiscriminatamente.

Altra normativa in discussione è poi quella che prevede l'obbligo di denuncia dei pazienti clandestini da parte dei medici. Il "reato di presenza non autorizzata in Italia" è contenuto nella stessa norma che proibisce al personale sanitario di segnalare lo straniero irregolare alle autorità, il d.lgs. 286 del 1998, con la conseguenza che se il legislatore avesse voluto abrogare l'art. 35, comma 5 del d.lgs. 286 del 1998 (divieto di segnalazione), avrebbe dovuto prevederlo espressamente. E' per questo che Piemonte e Toscana hanno ribadito che l'entrata in vigore del ddl sicurezza non intaccherà il diritto di accesso alle prestazioni sanitarie.

La politica governativa in materia di immigrazione non presenta riferimenti al tema che dovrebbe essere invece in primo piano, l'integrazione, facendosi invece portavoce di atteggiamenti discriminatori, prepotenti e contrari alle normative internazionali e costituzionali di tutela dell'individuo.
TAG:  RAZZISMO  IMMIGRAZIONE  DIRITTI UMANI  INTEGRAZIONE  DISCRIMINAZIONE  MIGRANTI  STRANIERI  DECRETO SICUREZZA  RESPINGIMENTI 

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