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contributo inviato da verduccifrancesco il 30 settembre 2009
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Tremonti dice:

Difatti, signor Tremonti, la critica si riferisce, appunto, ai capitali esportati da aziende o persone che, formalmente, operano nella legalità, ma che, in realtà, esportando capitali li pone su un piano di illegalità.
Incentivarli implica condonare il reato di "esportazione illecita" di capitale all'estero e di evasione fiscale.

Inoltre, in futuro, si creerebbe una sorta di scappatoia per pagare meno tasse: esporto per non pagare le tasse, poi, attraverso lo scudo fiscale, reimporto pagando solo il 5%, perciò, ipotizzando una tassa del 45%, risparmierebbero il 40%, un bel guadagno, non c'è che dire. E tutto a spese degli italiani.

Il ministro ha poi ribadito che i capitali detenuti all'estero che dovessero cadere sotto i controlli fiscali non potranno fare domanda per aderire allo scudo fiscale. Tremonti ha così chiarito ancora una volta un punto su cui, dopo la presentazione dell'emendamento Fleres, era nata confusione. "Se ci sono fenomeni di casi già oggetto di attività di controllo questi non possono essere oggetto di rimpatrio". Questa era la filosofia originaria del decreto", ha spiegato il ministro.   

Forse non sono in grado di capire le sottigliezze del linguaggio economico ma, se con lo scudo fiscale chiunque non sia ancora oggetto di "attività di controllo" può far richiesta, a me sembra evidente che: 1) chi intende usufruirne si guarderà bene, in questa fase, ad esporsi, come dire: aspettare il momento opportuno, 2) nel momento in cui la legge diventerà operativa, gli interessati faranno a gara per usufruirne. 

Quindi ha tenuto a rimarcare che lo scudo è "l'opposto del condono fiscale, c'è una casistica di non punibilità limitata" ed ha spiegato che, nella possibilità di accedere allo scudo, "la casistica dei no è superiore a quella dei sì e tuttavia la riteniamo sufficiente".

Bah, a me sembra un gioco di parole. Quando chi agisce al di fuori della legge ha la possibilità di riabilitarsi senza nessuna pena se non quella di una "multa" simbolica, chiamarlo condono o scudo non mi sembra ci siano differenze, il reato viene comunque cancellato.
Inoltre, sembra che il governo sia abbastanza sicuro che le richieste saranno di molto inferiori agli effettivi evasori, ma non dice cosa intende fare per coloro che comunque insisteranno a tenere i capitali all'estero. Con che mezzi e in quale misura verranno individuati e penalizzati, l'impressione è che, una volta recuperato un po' di capitale, i furbi continueranno a fare i furbi e magari, visto l'andazzo, a loro se ne aggiungeranno di altri.

Certo che in fatto di chiarezza/trasparenza, non mi sembra ce ne sia molta. Può darsi che gli economisti di mestiere ci capiscano qualcosa, ma noi "poveri mortali", come al solito ci dovremmo fidare. E perché mai? 

Non sarebbe più semplice aumentare le pene per questo tipo di evasione? invece di incentivare il rientro, perché non si incentiva l'espatrio? pene più severe - ad esempio, chi viene scoperto, non solo perde il capitale esportato ma anche quello in essere in Italia - solo cosi si può sperare di vincere la battaglia. 
Inoltre, in Italia, chi ruba un po di cibo rischia il carcere, a maggior ragione, chi ruba milioni o miliardi. L'esportazione di capitale è a tutti gli effetti un furto perché, chi lo fa, non paga le tasse togliendo cosi soldi allo stato.



TAG:  TREMONTI  FISCO  CAPITALI  CONDONO  ESPORTAZIONE 

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commento di CHARLES BUKOWSKI inviato il 30 settembre 2009
300 MILIARDI DI EURO torneranno in Italia protetti dallo scudo fiscale di Tremorti. Lo Stato incasserà il 5% per il condono. Soldi di cui non si sa nulla, con tutta probabilità mai tassati. Di chi sono questi capitali? Conoscete qualche operaio, impiegato, elettricista, meccanico, parrucchiere con decine di milioni in qualche paradiso fiscale. Insomma, conoscete qualche LAVORATORE che godrà dello scudo di Tremorti? Chi paga le tasse al 15/27/35/50% ha diritto di sapere nomi e cognomi degli esportatori di capitali e le origini del malloppo. Vogliamo la lista pubblicata sui giornali per legge, altro che impunità e anonimato.
Tremorti ha affermato: "Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia perfettamente sbiancati o continueranno la loro attività all'estero". NON CREDO? Un ministro dell'Economia che non crede che su 300 miliardi vi siano capitali mafiosi, di bancarottieri, di evasori totali, frutto del riciclaggio, denaro sporco? Ma chi crede di prendere per il culo? Questo condono di Stato è, fino a prova contraria, un condono alle mafie.
Franceschini Boccon del Prete ha detto in Parlamento, prima che lo scudo fiscale è: "uno schiaffo in faccia a tutti gli italiani che pagano onestamente le tasse". Dalle parole ai fatti. La cosiddetta opposizione, su proposta dell'Italia dei Valori, ha chiesto il voto alla Camera per l'incostituzionalità dello scudo fiscale. Se i 280 deputati di PD, IDV e UDC fossero stati presenti lo Scudo Tremorti sarebbe stato bocciato. Ma erano al bar, al ristorante, forse ad Arcore per pubblicare un libro con Mondadori o farsi intervistare in prima serata su Canale 5. Forse a puttane con Testa d'Asfalto. Forse in gita con Tarantini. Ovunque, ma non in aula. 59 deputati del PDmenoelle non c'erano, insieme a otto dell'UDC e due dell'IDV. Del PDmenoelle erano assenti i due campioni delle Primarie Franceschini e Bersani, insieme a D'Alema, il miglior amico dello psiconano. Questa è la "du
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