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contributo inviato da cerve87 il 28 settembre 2009

Troppo strizzata, troppo esplicita, troppo esibita. Se la moda - quella delle sfilate di Milano - non è all'altezza o lo è anche troppo "date la colpa a Berlusconi". Non è la sinistra a insorgere, si tranquilizzi l'esercito dei sottopancia del Cavaliere. Ad avere da ridire è Suzy Menkez, firma prestigiosa dell'Herald Tribune, un'autorità in fatto di moda. Dopo aver piluccato tra le passerelle milanesi vergando anche qualche lusinghiero resoconto, ha tirato le somme scoprendo che insomma quella di Milano non è altro che una moda da veline: roba che andrebbe bene per deliziare le serate berlusconiane, anticipo saporito di possibili dopocena sul lettone.

«Di vestiti gustosi, freschi e sexy ce n'erano abbastanza da riempire una delle infauste feste del presidente Silvio Berlusconi. Infatti, "Viva la Bona" (in inglese 'bimba', ndr), sembrerebbe la parola d'ordine di questa stagione di moda per l'estate 2010, a parte il fatto che gli stessi italiani usano il termine 'veline' per descrivere le procaci, esibizioniste e poco vestite presentatrici tv che il signor Berlusconi ha inventato come Mogul televisivo». Anche il made in Italy insomma si sarebbe fatto influenzare da un'estate di veli svelati, registrazioni d'alcova e telefonate calienti. Per decidere che se così va il mondo, che vada pure. E se bisogna fare le veline tanto vale avere indosso un vestito firmato. E Susy Menkez non ha dubbi: tutta colpa di Berlusconi.

«Che altra spiegazione ci sarebbe - si chiede infatti la giornalista - al fatto che Giorgio Armani abbia aggiunto alla sua rispettabile linea Emporio... un gruppo di sgargianti vestiti con reggiseno in vista, calzoncini corti e un look da giovane donna rampante pronta per il trampolino». Per tuffarsi dove non si specifica, ma il senso è chiaro, le ragazze in passerella sembrano saltare fuori da un party «cui le ragazze perbene non partecipano». Anche Pucci sarebbe stato travolto dal clima volgare, tanto da abbandonare il «tracciato aristocratico» della maison a favore della moda strizzata addosso, con le modelle che sembrano uscite da una notte di follia a Ibiza. E perfino Bottega Veneta, «tempio dell'eleganza femminile» - scrive ancora la Menkes - si sarebbe fatta fuorviare dalle trasparenze.

Naturalmente gli stilisti negano e Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della Moda Italiana, legge solo invidia nei commenti dell'Herald Tribune. Ma anche il Financial Times ha letto lo stesso spirito sulle passerelle milanesi. «L'influenza di Silvio Berlusconi si è sentita nel mondo della moda. Non si sa se consciamente o no, l'estate di sesso (scandalo) del primo ministro italiano è filtrato nell'immaginazione degli stilisti e da lì sulle passerelle». Il Cavaliere ne sarebbe contento. Chissà se nelle collezioni da uomo appariranno vestiti da superman.

Fonte: L'Unità

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