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contributo inviato da dalle nebbie mantovane il 25 settembre 2009




"Io non ci sto a fare come al Grande Fratello, a stare in nomination e aspettare di capire chi di noi sarà fuori per primo..."

Non mi sembra un gran segnale il fatto che la rispettabilissima fiction Don Matteo con il 23,56% di share nella prima parte e del 24,02 nella seconda, abbia battuto la prima puntata di Annozero (22,88 per cento), l'unico programma di informazione che la tv in chiaro offriva ieri sera. Però non è neanche  il caso di sputare su un 22 e rotti per cento.
E Santoro, che di per sé non è mai stato il mio idolo, anzi mi è sempre stato un po' sulle palle, ha fatto bene ad esordire dicendo che sapeva benissimo che i telespettatori stavano lì a guardare se la trasmissione sarebbe andata in onda, se Travaglio ci sarebbe stato (c'era, ma senza contratto e spostato dall'inizio a metà trasmissione) e insomma si sta come d'autunno / sugli alberi le foglie: chi verrà cacciato prima, Santoro?, la Gabanelli?  Fazio?
E' questo il vero sintomo dell'involuzione autoritaria della nostra democrazia: la paura, l'incertezza, il non sapere se ai padroni piacerà quello che hai detto e se domani sarai ancora in onda.

Poi la trasmissione c'è stata, le discussioni, i tu non mi lasci parlare anche; finalmente gli italiani che non leggono i giornali e/o che non possono permettersi Sky, hanno finalmente visto e sentito parlare Patrizia d'Addario e appreso che c'è un'inchiesta in corso su un certo Tarantini.
Questo dopo tre mesi - a causa dell'estate, rendiamoci conto - di totale censura televisiva di un argomento, con l'eccezione appunto di Sky e dei soliti Tg3 e LaSette, che tutti i Paesi europei compresa la Turchia hanno trattato.
E' già qualcosa.

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