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contributo inviato da cerve87 il 24 settembre 2009

simpsonnucleareIl professor Wolfgang Sachs è uno dei più importanti scienziati che hanno influenzato il movimento ecologista nel mondo. Terra lo ha intervistato sulle grandi questioni ambientali del nostro tempo, sulle politiche di Obama e sulle sfide da affrontare per l’ecologismo del futuro. Ma è sull’«anomalia italiana» che i toni dello scienziato si fanno subito duri: la bocciatura per il governo Berlusconi è netta. «In tutto il mondo ci vuole la lente d’ingrandimento per trovare i negazionisti del cambiamento climatico. In Italia, al contrario, c’è addirittura un partito che ha fatto del negazionismo una cultura di governo. È l’unico caso in tutta la zona Ocse».

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato di voler puntare su un New green deal. Le sue parole infondono molta speranza. Ma gli ostacoli, tra lobby, politica conservatrice e scarsa cultura ambientale, sembrano difficili da superare. Ce la farà?

Il capo della Casa Bianca è oggettivamente più sensibile della media della classe politica americana. In questo momento i segnali, però, non sono confortanti. Il motivo principale è che gli Usa non sono pronti a impegnarsi in modo sufficiente per raggiungere seri obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti. Ciò si spiega con la situazione che c’è in Senato e, indirettamente, con l’atmosfera complessiva degli Stati Uniti. Innanzitutto giace al Congresso un disegno di legge per la politica domestica che è positivo, ma comunque insufficiente per gli obiettivi di riduzione degli inquinanti. E non è nemmeno chiaro se passerà in Senato.

E le altre difficoltà?

L’adesione a un trattato internazionale per gli Usa è un problema, perché la sua approvazione richiede i due terzi del voto in Senato. Un obiettivo difficilissimo da raggiungere.

Non sono certo buoni auspici in vista del summit sul clima di Copenaghen…

Purtroppo è vero. Sul livello politico è quasi impossibile che gli Usa siano pronti per dicembre. Dall’altro lato Cina e India rispondono: «Noi non siamo pronti perché voi su Kyoto non individuate obiettivi credibili». Obama, peraltro, sarà presto in Cina. Credo cercherà un preaccordo in vista di Copenaghen e proverà a fare pressioni sul Senato. Ma non si sa con quali risultati.

E intanto l’Italia riporterà sullo scenario mondiale una scelta di ritorno all’atomo.

La posizione del vostro Paese è assolutamente isolata. Diciamolo subito: nel mondo una rinascita del nucleare non esiste. In realtà ciò che viene costruito è, al massimo, una sostituzione dei vecchi impianti. Negli Stati Uniti, ad esempio, è da 25 anni che non si firma alcun contratto, anche per un solo nuovo impianto. In Finlandia il nucleare non si è rivelato affatto incoraggiante: il costo dell’impianto in costruzione aumenta sempre di più e le previsioni devono essere continuamente corrette verso l’alto. La verità è che questa tecnologia non è economica se non riceve giganteschi sussidi pubblici. Ma c’è un altro elemento negativo.

Quale?

Il fattore tempo. Il nucleare non corrisponde alle urgenze che abbiamo. Per costruire una centrale ci vogliono 10 anni; ce ne vogliono altri 10 per recuperare tutta l’energia prodotta per costruirla. Tempi lunghissimi che, vista l’incombenza dei mutamenti climatici, non ci possiamo permettere. Per non parlare dell’uranio, risorsa anch’essa limitata. In più, le rinnovabili saranno sempre più competitive.

Nucleare antieconomico e dannoso, dunque. Ma allora come declinare il paradigma energetico dei prossimi anni?

Bisogna sviluppare la vasta gamma delle energie rinnovabili in maniera decentrata. Invece di avere dodici grandi impianti e poi milioni di consumatori, sarebbe meglio avere 50mila posti di produzione elettrica o, magari, 100mila tetti fotovoltaici, oppure impianti per la biomassa, o per l’eolico. Una visione decentrata, appunto, dove il luogo di produzione della corrente viene molto avvicinato a quello del consumo effettivo. Una politica che preveda tanti ma piccoli investimenti sarebbe molto più veloce e durevole.

I negazionisti, però, sono in agguato…

L’unico partito che fa del negazionismo la sua politica di governo ce l’avete in Italia: è quello del presidente del Consiglio.

La critica più diffusa, però, è che le rinnovabili non potranno bastare per soddisfare la domanda di energia. Come risponde?

È vero che le sole rinnovabili non potranno soddisfare il fabbisogno energetico esistente. Innanzitutto, infatti, bisogna puntare su una strategia di efficienza e di risparmio, che dovrà sempre precedere la riconversione ecologica. Il cambiamento della base energetica, infatti, è l’intervento più importante.

Come rendere concreta una strategia di risparmio?

Bisogna migliorare l’efficienza delle strutture di produzione e consumo. Un esempio? Lungo la catena che porta dalle miniere di carbone, o dal pozzo di petrolio, al prodotto finito “lampada” noi perdiamo due terzi dell’energia. All’uso finale, quello che ci interessa, quindi, arriva solo un terzo dell’energia che è stata immessa in questa filiera. Su questo percorso si potrebbe intervenire con politiche di risparmio e di riduzione degli sprechi. Questa è davvero un’esigenza primaria.

Bene. Ma poi le rinnovabili saranno sufficienti?

La domanda, di fatto, non si pone: saremo infatti costretti a spostarci verso le energie pulite. Non avremo altra scelta. Il petrolio sta per esaurirsi, il gas durerà solo altri quarant’anni. Senza dimenticare che è in atto una crisi climatica…

Una rivoluzione utile ma, soprattutto, indifferibile.

Certo. È il nostro fabbisogno che deve adeguarsi alle potenzialità delle rinnovabili. Non il contrario.

Come immagina l’ecologismo dei prossimi anni? Ritiene che la cultura ecologista debba influenzare le altre già esistenti o, invece, dovrà rimanere “incontaminata”?

Il cambiamento di paradigma che è stato portato dall’ecologismo dovrebbe influenzare tutte le culture, altrimenti non saremo pronti a insegnare nuove politiche e formare la nuova conoscenza. C’è bisogno di un cambiamento profondo, che deve contaminare tutto.

di Valerio Ceva Grimaldi su “Terra”

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