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contributo inviato da dalle nebbie mantovane il 24 settembre 2009

Tutto quello che avreste voluto sapere sull'amore a Roma e il vostro prof non vi ha mai detto.

In quest'agile operetta, fresca di stampa, la storica del diritto romano Cantarella - con stile agevolmente comprensibile anche a chi non conosca il latino né la storia romana - colma una duplice lacuna per migliaia di ex liceali ai quali le antologie hanno sempre propinato la parte meno interessante dei vari Catullo, Virgilio, Lucrezio, per non dire di filosofi (es. Seneca) e storici (Tacito e Svetonio su tutti) e soprattutto ai quali gli insegnanti hanno sempre evitato accuratamente di spiegare in quali termini fossero concepiti l'amore, il sesso, l'omosessualità, l'infedeltà, la famiglia nella società romana, con ovvi fraintendimenti.

La prima lacuna, quella meramente testuale, chiunque lo desideri la può colmare da solo (che Catullo "dicesse parolacce" e scrivesse poesie anche per amanti maschi lo si scopre di solito in quinta ginnasio, idem dicasi per la misogina ma divertente epigrammatica di Marziale e Giovenale); quella storico-sociale invece richiede competenze, bibliografie e approfondimenti decisamente meno ovvi.
Es., certe implicazioni dell'abbandono di Didone da parte di Enea, o l'allucinante storia coniugale di Catone l'Uticense e Marzia, tramandati (anche da Dante) come sommo esempio di amore laddove di fatto vi fu un vero e proprio caso di utero della moglie in affitto a un amico, o ancora il ratto delle Sabine, che vigliacco se qualcuno te lo spiega chiaramente a scuola...!

Meritoria appare anche l'analisi non superficiale dei graffiti di Pompei e, in minor misura, di altri siti archeologici, indispensabili per capire cosa pensavano e come amavano i Romani non appartenenti all'élite, donne comprese, visto che la letteratura romana purtroppo a differenza di quella greca è tutta al maschile.

Ne emerge nel complesso una società fortemente maschilista, fiera di esserlo e anche giuridicamente tale, che non solo non si può rimpiangere, ma appare paurosamente simile a quella italiana attuale.

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