.
contributo inviato da team_realacci il 23 settembre 2009

Bruxelles, 23 settembre 2009. Mentre nel mondo si negozia per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, la Corte di giustizia europea ha oggi bocciato le decisioni della Commissione Ue, che aveva imposto dei tetti ai diritti di inquinare di Polonia ed Estonia, accordando di fatto a questi due paesi delle quote supplementari di C02. ''E' una sentenza che ci delude molto'', ha commentato la portavoce Barbara Helfferich. ''La stiamo analizzando molto attentamente per valutare le possibilita' di fare ricorso''.

Alla Corte si erano rivolte Polonia ed Estonia, appoggiate da Ungheria, Lituania, Slovacchia e Gran Bretagna, per contestare il tetto massimo di emissioni assegnate da Bruxelles nell'ambito della ripartizione dei diritti ad emettere gas a effetto serra nei rispettivi piani nazionali di assegnazione (Pna). Per favorire la riduzione delle quote di emissioni di C02, la Ue ha infatti realizzato un sistema di scambio delle quote di emissione (in pratica, dei diritti ad inquinare) in base al quale ogni Stato membro elabora un Pna per un periodo di cinque anni precisando la quantita' delle quote che desidera allocare e la loro attribuzione.

Secondo la Corte, imponendo un tetto ai diritti ad inquinare, ''la Commissione si e' sostituita'' alle competenze esclusive che spettano agli Stati membri, abusando cosi' di un eccesso di potere. Inoltre i giudici ritengono che la Commissione abbia violato il principio di buona amministrazione, non avendo valutato in modo adeguato il Pna presentato dall'Estonia. La sentenza rischia di avere effetti sulla borsa dei diritti di emissione, che dallo scorso anno garantisce all'industria una sostanziale stabilita' nel prezzo della tonnellata di CO2.

''E' troppo presto per dire quale impatto potra' avere sulla borsa di scambio delle emissioni (Ets). La Commissione prendera' comunque tutte le misure per evitare conseguenze'', ha assicurato la portavoce, non escludendo la possibilita' di un intervento sui prezzi. Al momento, una tonnellata di C02 viene negoziata tra i 13 e i 14 euro, una forchetta di prezzo che resta stabile proprio per la determinazione con cui la Commissione ha imposto agli Stati membri tetti annui di riduzione. La negazione di questo potere da parte dei giudici rimette ora in discussione tutto il sistema creato con la normativa europea che ha fatto propri gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

Fonte: Ansa
23 settembre 2009

TAG:  POLONIA  QUOTE  GAS  EFFETTO SERRA  CAMBIAMENTI CLIMATICI  PROTOCOLLO KYOTO  CO2  PNA  COMMISSIONE UE  ESTONIA  EMISSIONI  CLIMATE CHANGE  RISCOLDAMENTO GLOBALE  ETS  CORTE UE  PIANI NAZIONALI DI ASSEGNAZIONE 

diffondi 

commenti a questo articolo 0
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
26 gennaio 2009
attivita' nel PDnetwork