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contributo inviato da Marianna Madia il 22 settembre 2009
Sono intervenuta stamattina sul Decreto Brunetta, la legge attuativa della delega per riformare la pubblica amministrazione nel nostro paese. Come PD siamo a favore di una riforma del lavoro pubblico e ci opponiamo ai cosiddetti incentivi “a pioggia” per dipendenti e dirigenti. Ma ciò che ha pensato il ministro ha dell’incredibile. 


D’ora in avanti verrà stilata una classifica individuale delle performance dei pubblici dipendenti.Si stabilisce per legge che vi sarà un 25% di eccellenze, un 50% di lavoratori in media, e un rimanente 25% di fannulloni e incapaci. Questa incredibile classifica vale per tutte le amministrazioni. Evidentemente Brunetta deve credere nella predestinazione sapendo con certezza che in ogni ufficio ci sarà, per forza, un 25% di “somari” da punire e un 25% di “geni” da premiare con incentivi economici.

Inutile dire che questa classifica penalizza e umilia ulteriormente il settore pubblico, con danno innanzitutto per i cittadini. Le leggi di Brunetta non vanno nel senso dell’efficienza. Rafforzano, anzi, il controllo della politica sull’amministrazione. La valutazione della performance, fatta in questa maniera, lascia un enorme potere discrezionale alla politica. Che c’entra con la lotta ai fannulloni?

La logica di premiare i meritevoli è giustissima. Ma non va fatto fare alla politica. La Lega, come scrive oggi Gian Antonio Stella, vorrebbe sfuggire alle maglie del Decreto Brunetta soltanto perché vuole allungare il proprio controllo sulle amministrazioni degli enti locali dove essa governa. Insomma questa riforma, sia nella versione “originale” di Brunetta che in quella locale voluta dai leghisti, rischia di far cadere la pubblica amministrazione nella peggiore lottizzazione.

TAG:  LEGA  STELLA  PUBBLICA AMMINISTRAZIONE  BRUNETTA 

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