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contributo inviato da occhiodelciclone il 21 settembre 2009

Esattamente 19 anni fa un agguato mafioso uccideva Rosario Livatino, colui che, dopo la sua morte fu chiamato "il giudice ragazzino". Livatino era in prima linea per svelare gli intrecci di malaffare tra mafia e politica, in una sorta di antesiniana tangentopoli. La Stidda capì quale pericolo potesse essere un uomo coraggioso e le indagini che quest'ultimo stava portando avanti e lo freddò, mentre da solo si spostava senza scorta.

Mi piace ricordare la memoria di Livatino, giudice e ragazzo coraggioso, in questo periodo nel quale il ruolo del magistrato, inquirente o giudicante, viene messo alla berlina dal governo in carica, con epiteti degni del peggiore regime totalitario.

Nel ricordo di uomini come questi dovremmo ricordarci che garantire autonomia e sicurezza per la magistratura è l'unico modo per restituire al nostro paese una parvenza di legalità che oggi, alla luce degli ultimi avvenimenti, non si vede proprio più.

TAG:  POLITICA  NEWS  PD  MAGISTRATURA  CORAGGIO  AZIONE  ATTIVISMO  LIVATINO  GIUDICE RAGAZZINO 

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