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contributo inviato da team_realacci il 17 settembre 2009
Interrogazioni parlamentere a risposta immediata su:

Iniziative per un piano di bonifica e di monitoraggio dei siti marini della Calabria in relazione alla presenza di navi affondate con carichi di rifiuti tossici - n.
3-00658

PRESIDENTE. L'onorevole Realacci ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00658, concernente iniziative per un piano di bonifica e di monitoraggio dei siti marini della Calabria in relazione alla presenza di navi affondate con carichi di rifiuti tossici (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata).

ERMETE REALACCI. Signor Ministro, il ritrovamento, grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, al largo delle coste calabresi di una grande nave affondata contenente dei bidoni, e l'individuazione di una vasta area contaminata radioattivamente nella provincia di Cosenza tolgono alibi e gettano una luce sinistra su una vicenda che si trascina ormai da molti anni. Io personalmente ho avuto modo di occuparmene con Legambiente fin dall'inizio degli anni Novanta. Stiamo parlando di un vasto traffico di rifiuti tossici e nocivi, pericolosi per l'ambiente e per la salute dei cittadini, spesso radioattivi, che sono stati smaltiti illegalmente per terra, per mare e con legami internazionali.
Parliamo di affondamenti misteriosi di circa quaranta navi che hanno interessato l'area del Mediterraneo, molti avvenuti lungo le coste italiane e, in particolar modo, lungo le coste calabresi; di una vicenda che ha visto tragiche morti di persone che stavano indagando su queste questioni. Alludo alle morti di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin, e del capitano di corvetta Natale De Grazia. Ora noi chiediamo al Governo di fare piena luce, di coordinare l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, di fornire mezzi che finora non sono stati forniti, individuando anche nelle migliori tecnologie un ausilio, e di garantire rapidamente l'individuazione di questi relitti, la messa in sicurezza e la bonifica delle aree contaminate.

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PRESIDENTE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.

ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, voglio innanzitutto rassicurare l'onorevole Realacci e tutto il Parlamento sul fatto che il Governo segue con grande attenzione e preoccupazione la questione del recente ritrovamento della nave Rigel adagiata sul fondo antistante Cetraro (in provincia di Cosenza), e che se dovessero essere confermati i sospetti sul relitto al largo delle coste calabresi è chiaro che ci si troverà di fronte a dei fatti molto gravi che confermano l'assoluta esigenza di una lotta ancor più serrata nei confronti del fenomeno definito delle ecomafie.
Tutte le problematiche che lei ha evidenziato, onorevole Realacci, nella sua interrogazione sono comunque già oggetto di approfondite iniziative da parte naturalmente della magistratura inquirente e anche da parte dell'Esecutivo per la parte che ci compete, e che ora verrò a dirle. Come lei sa, perché di questo tema si è discusso anche in Parlamento negli organi e nelle sedi competenti, l'azione del Governo si è sempre caratterizzata per la linea della cosiddetta tolleranza zero verso i reati ambientali, sostenendo sia l'attività della magistratura, sia quella del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, sia quella di tutte le altre forze dell'ordine che quotidianamente perseguono detti crimini con risultati importanti.
Anche in questo caso il Governo e il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in particolare non potranno che essere al fianco della magistratura con la quale è già in costante contatto per giungere ad un rapido accertamento della verità e della responsabilità. Proprio ieri, presso il detto Ministero, si è svolta una riunione della task force appositamente costituita nell'immediatezza della notizia del ritrovamento del relitto presieduta dal capo di gabinetto del Ministero dell'ambiente e composta dal vice capo di gabinetto, dal comandante del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, dal comandante del reparto ambientale e marino della guardia costiera, dal vice commissario dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dai tre direttori generali del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare competenti per materia. A tale Pag. 75riunione è stata registrata anche la partecipazione dell'assessore all'ambiente della regione Calabria.
Nel corso della riunione sono state definite due linee d'azione che si stanno realizzando in questi giorni. In particolare sono state intraprese una nuova serie di attività di accertamento sulla terraferma, attraverso indagini e analisi da realizzare in collaborazione con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente e con il supporto del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente. Inoltre sono stati previsti e già effettuati anche degli interventi in mare con l'ausilio della nave Astrea dell'Ispra e con il supporto del reparto ambientale e marino del Corpo della capitaneria di porto.
Ulteriori iniziative naturalmente saranno assunte nei prossimi giorni. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in particolare - concludo - presume di poter portare rapidamente all'attenzione del Parlamento e del Paese un provvedimento sulla tracciabilità dei rifiuti, che si ritiene possa essere molto più utile per prevenire tali gravi reati ambientali.

PRESIDENTE. L'onorevole Realacci ha facoltà di replicare.

ERMETE REALACCI. Signor Ministro, ovviamente non dipende da lei, ma, francamente, mi pare che la risposta non sia all'altezza della gravità della situazione. Infatti, il problema non riguarda soltanto il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma il Ministero dell'interno, il Ministero della giustizia, il Ministero degli esteri. Siamo di fronte ad una situazione che compromette la salute dei cittadini, l'ambiente e l'onore del nostro Paese.
Torniamo a chiedere fortemente che vi sia un impegno di coordinamento di tutte le forze e che venga fornita a queste procure, che spesso sono piccole, la disponibilità di risorse tecnologiche e finanziarie per effettuare gli accertamenti. Lei, signor Ministro, vedrà che il suo predecessore Giovanardi alcuni anni fa ebbe a rispondere in maniera analoga a quanto lei dice. Da allora poco è stato fatto: è indispensabile che venga assolutamente garantita un'azione generale di messa in sicurezza e di bonifica dei territori contaminati e che vi sia la massima durezza nel contrastare tali fenomeni. Pag. 76
Signor Ministro, abbiamo varato su iniziativa del Governo una norma che permette di mandare in galera chi abbandona un materasso in Campania. Ebbene, dobbiamo inasprire le leggi contro questi fenomeni e dobbiamo evitare che i provvedimenti in discussione (penso ad esempio a quello sulle intercettazioni telefoniche) possano rendere più difficile la conduzione di queste indagini che sono essenziali per il futuro del nostro Paese. Dobbiamo insomma dimostrare che lo Stato c'è e che ha a cuore il futuro.
In un dossier di Legambiente è riportato un infame dialogo da tra due boss della 'ndrangheta. Ad uno che, in un rigurgito di coscienza, chiede se sia il caso di sfregiare per sempre il mare calabrese, il compare risponde che con i soldi guadagnati il mare lo avrebbero potuto trovare altrove. È una scelta che noi non abbiamo, non possiamo e non vogliamo avere. Questo è il nostro ambiente, la nostra terra e il nostro Paese. Il tempo di agire è ora. Omissioni, ritardi e incertezze non possono più essere tollerate (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico - Congratulazioni).

Roma, 16 settembre 2009

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