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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 16 settembre 2009

Subito dopo l’annuncio del divorzio chiesto da Veronica, a maggio di quest’anno, su Facebook era apparso un gruppo dal titolo inequivocabile (e forse anche profetico): “Silvio, se anche tua moglie si è rotta i coglioni di te, figuriamoci noi.”

Erano i bei tempi in cui il Cavaliere sventolava i sondaggi dei suoi (nel senso che ne è proprietario) istituti di ricerca, che lo davano al 72% di gradimento, mentre tutti gli altri (addirittura l’odiata La Repubblica) lo davano al 57. Nessuno avrebbe mai detto che non solo avrebbe fatto Flop alle Europee per quanto riguarda le preferenze espresse per la sua persona (tornate ai minimi storici del ’94), ma che soprattutto gli sarebbero addirittura mancati 15 punti per arrivare al famoso 50%, soglia fissata per dare luogo ai festeggiamenti di Regime.

Oggi non solo sarebbe al 47% di gradimento (68 per i suoi istituti di ricerca), ma non riesce nemmeno a “bucare lo schermo”, nonostante abbia preventivamente ordinato la cancellazione della puntata di Ballarò (poi spostata a domani per le proteste) e quella di Matrix. Non è più in forma, il Cavaliere, ha perso la serenità. Sempre più solo nel delirio dei suoi numeri da circo, rischia di non avere più nemmeno la maggioranza in Parlamento non per i diktat per la Lega, ma quelli degli ex-aennini che si sono rotti di farsele suonare addirittura da mediocri e avvizziti giornalisti come Vittorio Feltri. Passi la mummia Bossi, ma Feltri proprio no.

Sta di fatto che, nonostante gli Italiani avessero in televisione il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni, addirittura superiore a De Gasperi, hanno fatto di tutto per evitare di starlo a sentire: su 28 milioni di telespettatori che avevano la propria televisione accesa, solo 3,2 si sono sorbiti il monologo dell’Egocrate, e pare ancora meno abbiano sopportato la vista degli spaventapasseri messi lì a far finta di esercitare la professione di giornalisti.

Nonostante “Affari Tuoi” lasciasse in eredità a Vespa ben il 25% di share, solo il 13,2% ha deciso di rimanere sintonizzato sulla “Terza Camera” del Parlamento Italiano: pur di non guardare Bruno Vespa, gli Italiani si sono catapultati in massa su la fiction di Canale5 “L’Onore e il Rispetto” con Gabriel Garko e sulla 90tesima replica del film “Dirty Dancing”, in ricordo dell’attore protagonista scomparso per un tumore al pancreas Patrick Swayze. Alla fine vince sempre Berlusconi, ma non i suoi Numeri.

Non bastasse l’appropriazione indebita di spazio mediatico che sarebbe dovuta spettare al Presidente della Provincia di Trento, Dellai, vero fornitore delle villette di Onna inaugurate dal miglior premier degli ultimi 150 anni (quelle del Governo non sono ancora pronte), il Cavaliere si è prodigato nel miglior attacco contro se stesso: “Siamo circondati, ahimè, nella stampa, nella televisione e nella politica da farabutti.” Sarà per questo che monopolizza giornali, tv e politica?

Ma il pezzo forte della strategia di autunno del premier starebbe nelle motivazioni per le quali la Consulta dovrebbe approvare il Lodo Alfano (sebbene palesemente incostituzionale in 3 articoli della Costituzione e nella natura stessa della legge, che è ordinaria e quindi non può cambiare la Costituzione): senza l’immunità dai processi, il Premier potrebbe perdere serenità e rischierebbe addirittura le dimissioni.

Ma come? Il popolo non è con lui? Gode del 68% dei consensi, per quale motivo dovrebbe mai dimettersi? Forse perché sarebbe giudicato colpevole di corruzione? Non lo ha mai fatto, non si vede perché mai dovrebbe farlo ora. E non ci poteva pensare prima di candidarsi del fatto che era sotto inchiesta (la prima, quella sulla P2, inizia nel 1990)?

La domanda che però è d’obbligo, visti gli sviluppi sulle escort avio-trasportate con i soldi di tutti a casa sua, la serenità gli serve per governare il Paese oppure, come ha fatto la sera dell’elezione di Obama, dove saltò un incontro ufficiale all’ambasciata americana, per andare nel lettone di Putin?

Perché nel qual caso, visto che è il Presidente di tutti, anche noi tutti vorremmo un lettone di Putin: sono certo che con i soldi della vendita di 50 milioni di lettoni qualche villetta in più ai terremotati d'Abruzzo riusciamo a costruirla!

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