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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 15 settembre 2009

 Lo Show penso stia andando in onda adesso, mentre scrivo. Non ho intenzione di guardarlo, sinceramente, come promesso. In compenso qui a Milano si è scatenato il diluvio universale, a riprova del fatto che piove sempre sul bagnato.

La manifestazione del 19 settembre per la libertà di informazione sarà il primo di una lunga serie di prove di forza contro gli strappi istituzionali e costituzionali di questo premier da operetta che usa la televisione così come la usavano i sovietici ai tempi dell’URSS: del resto, i contratti multi-miliardari con Gorbaciov li stipulava il Cavaliere una ventina di anni fa con Publitalia ’80, a riprova del fatto che anche se erano insanguinati, quei soldi non gli facevano tanto schifo come dice oggi.

Certamente questa manifestazione non risolve nulla, ma un senso politico ce l’ha ed è chiaro e forte: di fronte alle svolte autoritarie non rimarremo in silenzio a farci castigare. Quindi sinceramente fatico a comprendere le dichiarazioni di esponenti radical-pd come Giulia Innocenzi che, dopo aver infarcito di anti-berlusconismo la sua boutade televisiva ad AnnoZero, sul suo blog fa sapere che se si continua così, la Sinistra continuerà a perdere: sindrome da Dolori del Giovane Democratico.

Più che domandarsi del perché della manifestazione, dopo queste e altre uscite dei radicali sulla giustizia (identiche a quelle di Berlusconi) ci sarebbe da chiedersi se il distillato di demenza e mediocrità che contraddistingue altri celebri radicali passati armi e bagagli altrove (da Rutelli a Capezzone) sia preparato industrialmente (visto che si diffonde così facilmente) oppure sia fatto in casa Pannella.

Come si fa a dire che la RAI va de-partitizzata, quando l’anno scorso Beppe Grillo, al V-Day 2 per la libertà di informazione, fu accusato di irresponsabilità e di estremismo perché rischiava di rompere il dialogo e fare regali a Berlusconi? Come si fa a dire che non ha senso l’appello sulla libertà di informazione di Repubblica, quando addirittura si crea un set cinematografico per l’arrivo del Presidente del Consiglio all’Aquila? (guardare per credere, a questo link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/09/15/trova-la-differenza/)

Io sono a Milano, quindi non potrò essere a Roma, anche per motivi di studio e di denaro, ma chi a Roma c’è già dovrebbe andare a manifestare, per far capire al Regime che non siamo 4 gatti, ma siamo milioni, in tutta Italia!

Sarà un caso, ma l’unico contratto firmato ad AnnoZero, oltre a quello di Santoro, è quello di Giulia Innocenzi, che sostituirà la Granbassi, impegnata nei Mondiali. Guarda un po’, mentre tutta la redazione, attualmente precaria e in attesa di rinnovo contrattuale, di AnnoZero andrà a manifestare, lei rimarrà a casa. Complimenti, hai capito come gira il mondo.

Una cosa, però: manifestare per la libertà un senso ce l’ha. Sempre.

TAG:  LIBERTÀ DI INFORMAZIONE  REPUBBLICA  19 SETTEMBRE  GIULIA INNOCENZI  PD  SINISTRA  GOVERNO  BERLUSCONI  VESPA  REGIME 

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