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contributo inviato da pierluigi bersani il 14 settembre 2009

Ringrazio davvero Miguel Gotor per il suo intervento sul Sole 24 Ore del 12 settembre ("Il bersanese non è 'moderno'") e per l'attenzione che mi ha riservato ma, ovviamente, non posso essere d'accordo su tutto.
In questa fase politica mi predispongo ad una narrazione fatta ovviamente di cose che non ci sono più e che hanno tuttavia lasciato tracce e significati; fatta altresì di cose che ci sono ancora e che risultano invisibili ad una sedicente modernità intenzionata a ridurre al silenzio pezzi interi di realtà.
Bisognerebbe discuterne a fondo.
Mi limito a un paio di precisazioni.
Ogni essere umano possiede varianti di linguaggio in ragione del contesto.
Non vorrei proprio essere io inchiodato a una variante sola (il "bersanese") e caricato cioè di una caricatura.
Ho frequentato più di altri assemblee controverse di piccoli imprenditori.
Tutto si può dire ma non che non mi capissero o si sentissero estraniati dal mio linguaggio.
Mi risulta esattamente il contrario, e gradirei che Gotor verificasse.
Oso infine sperare che se Catone o Cicerone ai quali Gotor allude, potessero osservarci, non imputerebbero proprio a me, fra i politici italiani, la colpa di non padroneggiare gli argomenti (Catone per altro, scrivendo di storia, fu il primo a sostituire il greco con il latino, immagino per farsi capire).
Il modernissimo problema di ogni partito progressista è come non essere percepito come elitario, giacobino e iperrazionale, senza per questo diventare populista o vacuamente retorico.
Ci vuole il profilo di un partito popolare dei tempi moderni.
Un partito che sappia dire qualcosa di concretamente nuovo al paese e che possa attingere a un sistema concettuale ed emozionale precedente alla proposta politica e programmatica.
Damocle non c'è più e la sua spada neanche, ma la spada di Damocle delle semplificazioni populiste è sempre sopra la nostra testa; non la toglieremo di lì se non avremo una diffusa leadership progressista capace di mettersi al di sotto delle sue solennità.

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commento di bender inviato il 17 settembre 2009
purtroppo dopo aver letto Trame Atlantiche di Flamigni che suggerisco a tutti temo che i piduisti siano (stati?) ben più lucidi, radicati e efficaci dei nostrani terroristi, peraltro ampiamente infiltrati.

Comunque sarà banale, ma per fare un partito popolare moderno per me basta guardare avanti, là dove stanno le soluzioni ai nostri problemi (perchè ci sono), cercando di intercettarle.
Pensare ora "cosa devo fare adesso per arrivarci nei tempi e nei modi migliori", siano in gioco le pensioni dei ragazzi di oggi, la scuola, il lavoro o l'impresa. Il tutto senza dare necessariamente un calcio a quello che ognuno di noi è stato.
commento di malagigi inviato il 16 settembre 2009
Facile dire " si delinei un partito popolare dei tempi moderni".
I tempi moderni vedono un tripolo:
Il blocco di centro destra, il blocco di centro sinistra( aree variabili e fluttuanti, quali Udc, Itv, Lega, pronti ad incontrare il polo vincente,) ma il terzo polo è quello degli italiani che non votano perchè sono sfiduciati, dalla politica, dallo Stato assente o distratto, quando non addirittura colluso con il "non Stato".
Mafie varie, rigurgiti massonici, baronie varie, raccomandazioni anzichè meritocrazia, evasione fiscale come regola anzichè eccezione!!!!!!!!!
Questo terzo polo degli "assentoidi" è quello che più mi preoccupa per il futuro della democrazia.
Poi se le figure degli eletti dal popolo,il cui nome incuteva un tempo rispetto e fiducia, ora sono prese dal mondo dei media, perchè l'apparire conta più dell'essere, io temo che il mondo degli sfiduciati aumenterà ancora.
Non ho la cartina di tornasole, e nessuno credo ce l'abbia.
Forse solo Silvio è convinto di risolvere tutti i problemi con una bacchetta magica. Comunque spero che Dario, o Pieluigi, o magari Ignazio inizino a fare quello che il primo violino fa in una orchestra: dare il "la" per la sintonia di tutti gli orchestranti.
Io so solo suonare il flauto, spero di non essere cacciato dall'orchestra.
commento di cilloider inviato il 16 settembre 2009
Purtroppo è vero caro Bersani.........il "bersanese" non è più moderno..

Con rammarico.........!!!!!!!!

La politica si è impoverita...non ha nemmeno più un suo lessico....ora tutti dicono "bisogna parlare chiaro" e compagnia bella...........

Ma cosa dicono? e poi davvero sono all'altezza?

Non credo.........
commento di clint333 inviato il 16 settembre 2009
versoest
sembra che piccolo e indifeso sia Franceschini, e invece NO ! Lo sono coloro che, dopo il lavaggio del cervello subito da vent'anni a questa parte, hanno sviluppato dei criteri di giudizio contorti e fallaci. Mi riferisco a:
1) la gente ritiene che una "voce" arrogante indichi persona forte. Il lavaggio iniziò con Sgarbi e Ferrara, e non fu casuale, ma congeniato a tavolino da esperti di comunicazione. D'Alema è stato il miglior interprete di quelle "maniere", unendo sarcasmo e critica lucida e feroce, ma nei fatti non ha combinato nulla di buono, si è fatto rigirare come un principiante ! Mediaset è lì, la RAI anche, e le 100 TV di cui parlava sono solo nel "SUO MONDO INTERIORE".
2) La forza all'interno del partito da cosa dipende ? Dalla personalità ? Se fosse così un uomo "debole" come D'Alema non farebbe buono e cattivo tempo nel partito come invece ha fatto fino agli scandali che lo hanno colpito.
E allora si capisce che NON E' LA PERSONALITA', ma l'appartenenza a INTRIGHI, COSPIRAZIONI, che vanno al di là del partito ! E che ricordano i criteri PDUISTI, in cui gli "iscritti" dovevavno cooperare, in modo trasversale, per un obiettivo comune. Bersani avrebbe più forza, in questo senso, di Franceschini, perché almeno il TRILATERAL ha scelto lui: Enrico Letta, Montezemolo, Profumo. Ma questo è proprio ciò che non vogliamo. Il futuro deve predere un partito autonomo capace di confrontarsi con le lobby e accogliere i loro esponenti con serietà, nel rispetto degli interessi di tutti. CHIARO ?
commento di versoest inviato il 16 settembre 2009
Bene, si vuole promuovere il proprio candidato è corretto e giusto. Ma gli argomenti posti in premessa, altrettanto corretti e condivisibili pretendono una riflessione sulle persone. Essere seri, onesti e chiari sono ingredienti importanti nel definire un leader e Franceschini queste qualità probabilmente le possiede, credo che le abbia possedute forse in misura maggiore anche Veltroni. Credo e spero che stiamo parlando della stessa cosa e cioè del personaggio politico che divenendo segretario del PD dovrà misurarsi con problemi che vanno oltre l'introspezione per valutare la coerenza con le proprie qualità morali, avrà a che fare con nemici interni potenti e esterni ancora più motivati a scoprirne le debolezze e le indecisioni, pur ammettendo e riconoscendo la massima stima per Franceschini il momento attuale richiede guerrieri disposti a battersi con armi feroci. Il fioretto è esteticamente un'arma meravigliosa, ma in un duello le armi devono essere confrontabili tutti gli altri hanno armi più barbare, ma più potenti.
commento di cristinasemino inviato il 16 settembre 2009
Bravo clint per la seconda volta: sottoscrivo!
commento di clint333 inviato il 16 settembre 2009
E' semplice Bersani.
Occorre un partito autonomo da qualsiasi ingerenza, forte, garante di tutto e di tutti, in grado di confrontarsi e cooperare con tutte le componenti sociali e internazionali, nel reciproco rispetto.
Il programma ? altrettanto semplice: cercare di applicare e rendere effettiva la "costituzione italiana".
I principi di base ? banalissimo: Primato della ragione su tutto, poi tre postulati da chiarire per evitare equivoci, difesa STATO DI DIRITTO, LIBERTA' DI STAMPA, DISTINZIONE DEI POTERI (le lobby quindi ok, ma come interlocutori privilegiati, non come partners o addirittura come proprietari).
Trilateral ? OK, benissimo, si continui, ma nel reciproco rispetto. E se Montezemolo, Profumo, Enrico Letta etc. saranno in quel partito ben vengano, basta che si comportino come tutti gli altri, dando il proprio contributo, partecipando ai "lavori", ma senza pretendere di imporre volontà precostituite.
La P2 ? chissà se esiste, ma siccome la gramigna è dura da togliere può darsi che ci siano ancora dei dementi che continuano a percorrere quei progetti. Ebbene, vanno eliminati dal partito, costi quel che costi. Cioé vanno eliminati anche se si chiamassero D'Alema, o Bersani, o chiunque altro. FUORI, non c'è più sapzio, nel futuro, per psicopatici. Ricorda le brigate rosse ? Ecco, i pduisti sono dello stesso calibro: malati di mente.
Servono poi persone di elevatissimo spessore professionale e di grandissima abilità per "interfacciare i poteri forti". Lei non basta, ce ne vogliono molti altri. E come leader una persona seria, semplice, chiara: le consiglio di votare Franceschini, vedrà che non si pentirà.
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27 febbraio 2008
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