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contributo inviato da Stefano51 il 14 settembre 2009
 

Vedremo, ascolteremo le gesta per mare, per terra e per cielo dell’uomo più potente, più intelligente, più fantastico del mondo. Sua Erezione si accomoderà sorridente e benevolo sul trono per lui allestito dal gran ciambellano, e i sudditi nel cortile taceranno stupiti e rapiti dalle immagini, storditi dai numeri mirabolanti che S.E. snocciolerà a memoria, raccontando come sia riuscito a trasformare un disastro terribile in un nuovo giardino dell’Eden. I terremotati in vacanza, in albergo o in crociera mentre operose moltitudini di bene addestrati operai costruiscono le loro C.A.S.E. a tempo di record, sembra quasi quel format tv dove la famigliola povera che viveva in una catapecchia va in vacanza per una settimana e quando torna trova la reggia.

 

Ci faranno vedere gli appartamenti forniti di tutto, ci faranno aprire il frigorifero pieno di ogni ben di dio, tutto gratis, ci ha pensato S.E. a riempirlo, perché lui è un buon padre di famiglia e sa come vanno queste cose. Ci emozioneranno con le lacrime delle famiglie disastrate che ricevono le chiavi di casa, con i bambini che corrono per scoprire la loro nuova cameretta e finalmente sorridono, dimenticando l’orrore del terremoto. Ci diranno, da veri democratici, che certo non tutto è ancora risolto ma che nessuno resterà nelle tende quest’inverno, anche a costo di ospitarli nella caserma di Coppito (vuoi mettere ? Dormire nello stesso letto di Obama e Michelle, che libidine..!) oppure deportarli a Campobasso.

 

Vespa dirà “buonasera !” all’inizio della trasmissione e poi ci sarà solo lui, S.E., è lui il vero conduttore unico di questo gran pollaio che è diventata l’Italia. Un Abruzzo da mulino bianco e niente più, chi dissente è comunista. E dopo la celebrazione sulle macerie dell’Aquila scenderà discretamente e rapidamente un velo, i telegiornali si occuperanno di altro, magari di D’Alema e Tarantini beccati in barca insieme, certamente della magistratura bolscevica del C.S.M. che sta per pronunciarsi sul lodo Alfano. Che ingratitudine verso S.E., avere la fortuna di un nuovo De Gasperi – anzi meglio ancora – a capo del governo e lamentarsi !

 

Se Ballarò, come sembra, non andrà in onda domani, sabato prossimo facciamo tutto un conto unico. Ma per favore, non parliamo più di difesa del pluralismo dell’informazione, perché l’articolo 21 della nostra Costituzione repubblicana è stato ormai da tempo scardinato dal regime. Resistenza, Resistenza, Resistenza occorre, ma anche riconquistare i diritti fondamentali, perché non si può resistere indietreggiando continuamente. Sabato 19 settembre 2009 a piazza del popolo a Roma deve partire il segnale forte della più grave emergenza democratica che ha vissuto il nostro paese dopo la caduta del fascismo.

 

Stefano Olivieri

http://democraticoebasta.ilcannocchiale.it/

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