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contributo inviato da cerve87 il 10 settembre 2009

E' un fiume in piena Berlusconi nel corso della conferenza stampa congiunta con Zapatero. Conferenza stampa che, anziché essere dedicata ai temi di interesse comune – visto che l’incontro con i media è convocato dopo il vertice bilaterale Italia-Spagna organizzato a La Maddalena, in Sardegna – è quasi totalmente incentrata sulla vicenda escort-veline-prostitute di Palazzo Grazioli.

A scatenare lo sfogo del premier è proprio una domanda di Miguel Mora del Paìs, che gli chiede se non ha mai pensato a dimettersi a causa della nota vicenda che occupa le pagine dei giornali nazionali e internazionali da mesi. Per inciso: oggi mentre il Times massacrava il presidente italiano con un titolo sferzante, “Roma brucia”, la procura di Bari, stando ai verbali di Tarantini, scagionava Berlusconi da ogni addebito penale per la vicenda escort. E sarà forse per questo che Berlusconi, nel suo sfogo recitato dinanzi a uno sbalordito Zapatero, ammette per la prima volta, chiaramente e implicitamente, di aver ricevuto ospiti femminili nella sua magione perché in fondo “che male c’è” – sembra dire – a preferire la compagnia di persone di sesso femminili anziché persone “lontane dall’estetica”? E comunque, precisa il premier, “io non ho mai pagato nessuna”.
E da lì al dileggio il passo è breve: “E' invidioso?”, scherza Berlusconi, commentando la domanda del giornalista spagnolo, per poi aggiungere: “Vedo che legge solo Unità e Repubblica, complimenti”.

Quindi sferra l’attacco: “Assolute menzogne e assolute calunnie” sono quelle lanciate dalla stampa sul presunto giro di prostituzione e veline di cui parla tutta Europa. “Io - spiega - non ho mai versato un euro per una prestazione sessuale”. “Un imprenditore di Bari, ormai noto, Tarantino o Tarantini, è venuto ad alcune cene facendosi accompagnare da belle donne, presentandole come amiche o sue conoscenti. Alzi la mano fra i colleghi maschi qui presenti chi non pensa che sia più gradevole sedersi al tavolo circondato da presenze femminili gradevoli e simpatiche”.

A questo punto la minaccia a Patrizia D’Addario: “La somma dei quattro reati imputabili a questa persona arriva a 18 anni di reclusione”, dice il premier, dicendo di non aver ancora deciso se procedere con un’azione legale nei confronti della escort barese.

Alla fine dello sfogo, il premier si loda per il suo operato al governo: “Credo di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio dei 150 anni della storia italiana”, accusando subito dopo i giornalisti – specialmente quello spagnolo – che lo incalzano: “Non bisogna essere faziosi. Di questo passo si va verso la caduta delle copie, dei lettori e della pubblicità. Così si va verso il fallimento”.

Un cenno ai rapporti con il Vaticano (“Con la Chiesa non c'è alcuno scontro, anzi, i rapporti sono eccellenti”) e una puntualizzazione su una gaffe dello scorso anno nei confronti del governo iberico: “Come potete pensare che il premier dell'Italia, patria di Casanova e dei playboy, possa dire qualcosa di male sulle donne?”, commentando il senso di una sua battuta dell'anno scorso sul governo “troppo rosa” di José Luis Zapatero. Quindi si è rivolto scherzosamente al premier spagnolo che gli era accanto: “Ora dovrai fare i conti non più solo con la propria moglie ma con altre sei mogli, cioè le ministre dell'esecutivo di Madrid”.

'British' la replica di Zapatero: “Grazie Silvio, non voglio aggiungere nulla”. “Lui ha sempre un buon senso dell'umorismo e grande attenzione verso il governo spagnolo”, si è limitato ad osservare Zapatero.

Fonte: L'Unità

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