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contributo inviato da Fabio1987 il 10 settembre 2009

Davanti al pm, il giovane uomo d'affari ha, per la prima volta, ammesso di aver organizzato diciotto serate per il premier. I verbali di Giampaolo Tarantini, le dichiarazioni delle giovani donne, ma non solo. Agli atti dell'inchiesta della procura di Bari sul giro di escort, organizzato dal giovane imprenditore barese, ci sono anche intercettazioni dirette tra il premier Silvio Berlusconi e Tarantini. Almeno cinquanta i colloqui registrati dalla Guardia di finanza, da ottobre sino a febbraio, che fanno parte del fascicolo dell'indagine del pm Giuseppe Scelsi. Il presidente del Consiglio e l'imprenditore che reclutava escort o ragazze con ambizioni nel mondo dello spettacolo parlavano quindi molto spesso. Telefonate frequenti che hanno in comune la rapidità e il fatto che vertessero su un unico argomento: l'organizzazione delle feste a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa. "Oggi porto una bionda che non può assolutamente perdere" diceva l'imprenditore al premier, "oggi ce n'è una bellissima" ripeteva. Questo almeno è il tenore delle conversazioni, intercettate dagli uomini della Guardia di finanza. Tarantini, al telefono, parla con il presidente del Consiglio dandogli sempre del lei ma con toni confidenziali, amichevoli. Agli atti dell'inchiesta c'è anche una conversazione nella quale l'imprenditore barese cerca di convincere il premier a rinunciare a un impegno istituzionale per un incontro con alcune sue amiche. Il presidente del Consiglio è incerto, non è convinto, dice che non può saltare l'appuntamento. Ma Tarantini è spregiudicato. Insiste. "Ne vale la pena" fa capire al premier.

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