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contributo inviato da team_realacci il 9 settembre 2009
La Liguria stretta in una morsa di fuoco. Quasi mille gli ettari di terreno divorati dalle fiamme da Nervi alla Val Bisagno. Altri quaranta nel cuore del Parco delle Cinque Terre. I danni all’ecosistema assumono contorni drammatici. Dal Parco, istituito nel 1999 proprio per preservare gli equilibri ecologici dell’area, spariscono, inghiottiti dalle fiamme, soprattutto alberi di alto fusto, lecci e querce. Una prima valutazione parla di danni per almeno 2 milioni di euro.
 
A questi si devono aggiungere quelli bruciati alle spalle di Recco, e gli altri andati in fumo a Civezza e Apricale, nel Ponente. A fronte del calo di almeno un 40 per cento del numero di incendi registrati in Italia nei primi 9 mesi dell’anno, secondo il Corpo Forestale, la Liguria figura al terzo posto con ben 226. Intanto la cronaca racconta di fiamme che attaccano Genova da Levante e la assediano alle spalle. Il fronte del fuoco si allunga, cinquesei chilometri e arriva sopra le case.
 
A Nervi 80 famiglie devono evacuare, altre 120 a Quarto. Due ore e rientrano, intanto l’incendio scollina nell’alta Val Bisagno, ora sono i quartieri sopra la stazione di Genova Porta Principe ad avere paura. Un’altra lingua attacca la Valle Sturla. Altre evacuazioni. E quando l’emergenza sembra rientrare, la tramontana torna ad alimentare l’incendio. Le fiamme stringono Genova dentro una morsa di fuoco e di fumo. Altre fiamme divampano nell’entroterra di Recco, nel Tigullio, altri ancora più a levante, nel Parco nazionale delle Cinque Terre.
 
Dopo 72 ore di duro lavoro, Vigili del fuoco, Forestali e volontari riescono ad avere la meglio, anche se permane il pericolo che il vento alimenti nuovi focolai. Poi l’annuncio: gran parte dell’area boschiva alla periferia di Genova è ormai sotto controllo. I mezzi aerei vengono dirottati a Nervi - Sant’Ilario dove, per consentire il lancio di acqua degli aerei, viene rallentato il traffico su un tratto dell’autostrada A12. Intanto Legambiente Liguria esprime «preoccupazione per i danni all’ecosistema e per ciò che potrebbe nascondersi dietro atti di tale natura».
 
Speculazione? «Non ci vogliamo neanche pensare, ma se si prendono in esame le zone interessate dal fuoco di questi giorni è un’ipotesi che salta alla mente subito. E prende corpo se si pensa che l’iscrizione nel catasto delle aree percorse dal fuoco ne esclude un diverso utilizzo per soli dieci anni, più o meno la durata di piano regolatore». Timori speculativi a parte, che dietro le fiamme ci sia la mano dell’uomo appare evidente. Inneschi di chiara matrice dolosa sarebbero stati rinvenuti nei pressi di alcuni focolai. Le indagini sono ancora in corso.
 
E ci sarebbe già un indagato. Mentre la Forestale avrebbe individuato almeno quattro dei responsabili dell’incendio partito dal cimitero di Nervi. Si tratta forse di operai che avrebbero bruciato i resti di vecchie bare, proprio nelle vicinanze del cimitero. Ancora non sono indagati ma le loro posizioni saranno portate stamani al vaglio del magistrato di turno, assieme alle risultanze delle indagini sul primo grande incendio che ha devastato il bosco tra Genova Quinto e Recco.

Fonte: Terra news
9 settembre 2009
Autore: Paolo Odello

TAG:  AMBIENTE  LIGURIA  GENOVA  TERRITORIO  PARCO  FUOCO  INCENDI  ROGHI  SPECULAZIONE  DOLO  CINQUE TERRE  ECOSISTEMA  IMPATTO AMBIENTALE  BARE 

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