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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 8 settembre 2009

Silvio Berlusconi, al tramonto dei 72 anni, comincia a dare gravi segni di instabilità. Nell'inaugurare la Fiera di Milano, evento al quale ho per sbaglio assistito, ha cominciato, come suo solito, a straparlare.

Facciamo un breve prontuario.

"Un dittatore di solito prima attua la censura e poi chiude i giornali. In questi giorni in Italia si è dimostrato che c'è stata la libertà di mistificare, calunniare e diffamare. Questa non è una dittatura"

Infatti non si capisce perchè la sua concezione di libertà di stampa si limiti solo alla libertà di parlar bene di lui. Chi lo critica con motivazioni che lui non sa e non può ribaltare, lo querela; e nel caso, querela pure le domande che ha fatto, che nulla hanno di diffamatorio, se non essere delle domande a cui il premier non ha risposto se non con una valanga di balle.

"Non possiamo gettare accuse indiscriminate ai direttori di banca che magari di fronte a certe situazioni aziendali sono timorosi rispetto alla concessione del credito. Dobbiamo anche metterci nei panni delle banche. Mio padre era direttore di banca e mi diceva che le banche, siccome fanno credito con i soldi dei risparmiatori, devono fare buon credito e non cattivo credito."

Infatti nessuno ha osato criticare le banche: l'unico che l'ha fatto, nel tentativo di indebolire il profilo istituzionale di Mario Draghi, è stato Giulio Tremonti, che proprio l'altro ieri ha lanciato strali minacciosi dal suo grand'altare dell'Economia contro le Banche che non danno abbastanza credito. 

"Mi sono stancato di prenderle soltanto. Parlano di moralità politica perchè Bossi va a Miss Padania e perchè io ho fatto qualche cena simpatica. A proposito ho perso una taglia..."
 
Ringraziamo per averci informato che è dimagrito, ma speriamo non sia deperito per l'esorbitante attività fisica che pare abbia fatto dopo quelle cene: anche se non penso, da quel che è emerso, sarebbe dovuto essere magro almeno quanto Fassino.

Ha continuato dicendo che ha previsto la Crisi prima di altri, che ha convinto Bush e l'Europa a salvare le Banche, insomma, pare che se siamo al mondo sia solo merito suo: peccato che i fatti dicano tutt'altro.

Il piano da 700 miliardi di euro per risollevare l'economia firmato da Bush era in aria già da tempo, dopo il fallimento di Lehamn Brothers, non fu certo Berlusconi a convincere il Congresso americano a ratificarlo (deliri di onnipotenza). Per quanto riguarda la Crisi, Berlusconi fino ad aprile diceva che non ci sarebbero stati effetti sull'economia reale, cosa che invece non solo si è verificata, ma ha portato la Cassa Integrazione al +580% in soli sei mesi.

Per quanto riguarda l'energia nucleare, ha mentito: il referendum contro l'atomo (e non la molecola, come ha detto lui) ha visto la partecipazione di tutti i partiti, per motivi elettorali. C'erano infatti tutti: la DC di De Mita, il PSI di Craxi, il PCI di Andreatta, i Verdi, il PRI, insomma TUTTI. E pure Berlusconi, che votava Craxi.

Battuta finale: "Con Fini è tutto a posto..." Salvo far dire al Presidente della Camera qualche minuto dopo l'agenzia di stampa che non è vero niente...

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