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contributo inviato da team_realacci il 8 settembre 2009
Discarica di Chiaiano, atto secondo. La scelta di individuare uno sversatoio di rifiuti in un’area altamente urbanizzata a nord di Napoli, mesi fa, innescò durissime polemiche. Cortei di cittadini, collegamenti televisivi, cariche della polizia. Sette mesi fa, l’apertura. Poi, a parte il sopralluogo di qualche europarlamentare, tra cui Monica Frassoni dei Verdi, riflettori spenti e silenzio quasi assoluto. La cava è zona militare, e quindi nessuno può accedere al sito.
 
Ma cosa succede all’interno dell’invaso? «La verità è che nessuno ci dice nulla », sbotta Carlo Migliaccio, presidente della Commissione ambiente del Comune di Napoli. «Nella discarica, dai primi di agosto - dice - è “parcheggiato” un autocompattatore giallo tenuto sotto osservazione perché al suo interno erano stati individuati dei rifiuti radioattivi. Mi risulta che fino a qualche ora fa fosse ancora lì». E il silenzio non fa altro che moltiplicare le inquietudini di chi a Chiaiano vive e lavora, e che da quando c’è la discarica è costretto «a sopportare odori nauseabondi», accusano i comitati. Il governo si era impegnato a finanziare opere di risarcimento ambientale.
 
«Ma il ministero non ha mantenuto quanto promesso. Ai Comuni - rivela Migliaccio - sono stati assegnati solo alcuni fondi per fare le fogne. Null’altro. E ora si ipotizza anche un’ipotesi di allargamento della zona di sversamento». Possibilità che anche Tommaso Sodano, ex presidente della Commissione ambiente del Senato e da anni impegnato sul fronte antidiscarica, ventila come verosimile. Un’ipotesi temuta anche da Franco Ortolani, direttore del dipartimento di Pianificazione e Scienza del territorio all’università Federico II di Napoli.
 
«Il progetto originario della discarica - spiega - prevede 70 metri di altezza per il lato più alto e 20 per quello più basso. Il livello dell’immondizia scaricata nella cava è già arrivato a circa 12 metri. Se si aumenteranno i conferimenti, la discarica così com’è potrebbe chiudere già tra 5-6 mesi». Il Commissariato per l’emergenza, per Chiaiano, ha speso 40 milioni di euro. «Con la metà dei soldi - commenta Massimo Esposito, rappresentante dei Comitati - si sarebbero potuti rimodernare tutti i Cdr della regione, ora dequalificati a impianti di impacchettamento dei rifiuti ».
 
Dietro alla differenziata che non decolla, fa capolino anche un altro rischio. «Nei Comuni dove vengono raccolti i rifiuti che poi vengono scaricati a Chiaiano - avverte Esposito - non c’è alcun tipo di raccolta delle apparecchiature elettroniche e delle batterie. Ciò significa che la discarica di Chiaiano è di tal quale: uno sversatoio dove l’umido viene mischiato ai rifiuti, anche pericolosi. Producendo percolato. E i teli per l’impermeabilizzazione erano già danneggiati prima dell’inizio degli sversamenti, figuriamoci ora». Quantomeno saranno previste delle analisi. Ma il rappresentante dei comitati ne smentisce l’esistenza.
 
«La legge prevede la costruzione di pozzi per monitorare la falda. A Chiaiano non li abbiamo visti. Peraltro, nessuno si è premurato di fare dei rilevamenti prima dell’apertura dell’invaso. Così sarà impossibile effettuare un confronto tra il prima e il dopo. L’inquinamento delle falde è un fenomeno molto pericoloso. E subdolo». Ma nessuno prende posizione. Non foss’altro per smentire. «Al Commissariato converrebbe tranquillizzare, invece di mantenere l’assoluto silenzio. Così facendo, invece, cresce solo la sensazione che abbiano qualcosa da nascondere - osserva preoccupato Sodano -.
 
Il carico radioattivo fa più notizia, ma il timore è che non riescano a controllare cosa scaricano ogni giorno lì dentro. Ho consegnato alla Procura un dossier con foto che ritraevano eternit e pneumatici presenti nella cava. Evidenziavo anche dei problemi di instabilità geologica. Ora, con l’autunno alle porte, i rischi di frane, che già si sono verificate, aumenteranno». I cittadini e gli ambientalisti chiedono chiarezza. Ma il buco nero di Chiaiano, per ora, sembra aver inghiottito anche quella.

Fonte: Terra news
8 settembre 2009
Autore: Valerio Ceva Grimaldi

TAG:  RIFIUTI  BATTERIE  DISCARICA  CAVA  CHIAIANO  SVERSAMENTI  APPARECCHIATURE ELETTRONICHE  CARICO RADIOATTIVO 

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commenti a questo articolo 0
commento di Anpo inviato il 8 settembre 2009
Come è suo costume il premeir anzichè risolvere i problemi ha diffuso la sua ennesima cartolina propangandistica con le strade di Napoli finalmente ripulite che non sono sati smaltiti ma opportunamente nascoste in discariche tutt'altro che a norma.
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