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contributo inviato da cerve87 il 6 settembre 2009
"La nascita di una nuova tv è sempre un miracolo, oggi niente può influenzare le masse come la tv, la stampa è lontanissimo dal farlo". Parla uno che se ne intende, di tv: Silvio Berlusconi. L'intervento, tra battute, applausi del pubblico e degli stessi conduttori, è andato in onda due settimane fa sulla nuova tv tunisina "Nessma", di cui il premier, ovviamente si direbbe, è in parte proprietario insieme al vecchio compagno di affari Tarak Ben Ammar. La performance tunisina di Berlusconi era passata del tutto inosservata sulla stampa italiana, solo l'Unità on line l'aveva pubblicata con tanto video dieci giorni fa. La popolarità del Silvio pensiero in salsa africana se l'è però attribuita Beppe Grillo che ha messo ieri il video sul suo blog e da quel momento l'hanno scoperta anche gli altri siti on line e gli altri giornali. Meglio tardi che mai.

Il Silvio-show ha però accenti di attualità e di sincerità su cui conviene riflettere. A parte la candida ammissione secondo cui le tv sono l'unico mezzo in grado di influenzare comportamenti e scelte delle masse (cosa ampiamente nota ma che in Italia è ormai vietato ricordare) nell'intervento inaugurale di "Nessma", 40 minuti a ruota libera, più o meno come a Porta a Porta, Berlusconi ne dice di tutti i colori. Con il consueto stile da intrattenitore nato. Sdogana come "sincero democratico" il premier tunisno Ben Alì, su cui le organizzazioni umanitarie hanno parecchi dubbi, ricorda che nutriva qualche dubbio su Obama perchè pensava che quel che diceva "non era farina del suo sacco", ma ora invece si è ricreduto e lo promuove. Poi affronta col consueto charme il tema donne, la passione che ha in comune col suo socio in affar Tarak Ben Ammar.  Intanto spiega che per una tv di successo serve "un buon casting femminile e su questo - afferma - ho una competenza incredibile", (battutona sottolineata da applausi scroscianti) poi si autoassolve di tutto: "La cosa di cui vado più orgoglioso? Di non aver nulla di cui dovermi pentire".

Segue buonismo a piene mani sul tema immigrati. Mentre con gli alleati leghisti respinge i barconi di poveracci che arrivano dall'Africa irritando il resto dell'Europa, Berlusconi spiega che gli immigrati vanno accolti e guardati con cuore, perchè anche l'Italia è stato un paese di emigranti. Conclusione fantastica, in perfetto stile Berlusconi: la crisi, in Italia, non c'è o si sente di meno perchè lo stato a chi perde il lavoro dà l'80% del reddito perso. Inutile dire che gli applausi si sprecano. Da non perdere.

Fonte: L'Unità
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