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contributo inviato da Anpo il 4 settembre 2009

Nel giorno in cui il portavoce del PDL Capezzone accusa "La Repubblica" adirittura di usare quella violenza che ha condotto alle dimissioni di Dino Boffo  contro Feltri (????????), il cui Ghedini si fa intervistare dal Corriere della Sera difendendo a spada tratta la virilità di Berlusconi, il più grande editore italiano (sempre Berlusconi) spara a zero, usando i toni dell'invettiva piuttosto che dell'autocritica, sulla stampa che mistifica e si mostra compassionevolecon l'Italia vittima di tali quotidiani menzogneri.

A questo proposito sul Messaggero Mario Ajello ci ricorda i problemi che ebbe con la stampa un suo insigne collega (anche se imperatore) di Berlusconi vissuto nel 1800: "Povero Cavaliere" Scrive Ajello "Bisognerebbe fare in modo, grazie al generoso impegno di tutti, di evitargli la sofferenza che patì un suo celeberrimo predecessore, sia pure francese: Napoleone III. Quale sofferenza? Dopo che a causa dell’ostilità di quell’antico statista ottocentesco (Napoleone il Piccolo, lo chiamava Victor Hugo) si dimisero diversi direttori di giornale (proprio come ieri è capitato a Dino Boffo dell’Avvenire) e furono minacciate e censurate molte gazzette mentre in altre vennero piazzati amici dell’imperatore, Napoleone III cominciò giustamente a lamentarsi e a sentirsi tristemente ammorbato: «Non li leggo più i giornali, pubblicano solo quello che dico io...». Ecco, una noia così andrebbe risparmiata a qualsiasi statista."

TAG:  BERLUSCONI  GIORNALI  LIBERTÀ DI STAMPA  POLITICA  PDL  CENSURA 

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