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contributo inviato da Pierpaolo Farina il 3 settembre 2009

Carlo Alberto Dalla Chiesa fu assassinato il 3 settembre di 27 anni fa. Non ho voglia di ricordarne la statura morale che lo portò nell'aprile 1982 ad assumersi un incarico tanto pesante e tanto pericoloso da costargli la vita, ma voglio riportare qui le sue parole, scritte il 30 aprile 1982, subito dopo aver ricevuto l'incarico.

L'Italia è stata scossa dall'episodio (L'omicidio di La Torre, avvenuto quel giorno N.D.) specie alla vigilia del Congresso di una Dc che su Palermo vive con l'espressione peggiore del suo attivismo mafioso, oltre che di potere politico. E io, che sono certamente il depositario più informato di tutte le vicende di un passato non lontano, mi trovo a essere richiesto di un compito davvero improbo e, perchè no, anche pericoloso. Promesse, garanzie, sostegni, sono tutte cose che lasciano e lasceranno il tempo che trovano. La verità è che in poche ore (cinque-sei) sono stato catapultato in un ambiente infido, ricco di un mistero e di una lotta che possono anche esaltarmi, ma senza nessuno intorno, e senza l'aiuto di una persona amica, senza il conforto di avere sulle spalle una famiglia come era già stato all'epoca della lotta al terrorismo, quando come me era tutta l'Arma. Mi sono trovato d'un tratto in casa d'altri e in un ambiente che da un lato attente dal tuo Carlo i miracoli e dall'altro va maledicendo la mia destinazione e il mio arrivo. Mi sono trovato cioè al centro di una pubblica opinione che ad ampio raggio mi ha dato l'ossigeno della sua stima e di uno stato che affida la tranquillità della sua esistenza non già alla volontà di combattere e debellare la mafia e una politica mafiosa, ma all'uso e allo sfruttamento del mio nome per tacitare l'irritazione dei partiti; che poi la mia opera possa divenire utile, tutto è lascialto al mio entusiasmo di sempre, pronti a buttarmi al vento non appena determinati interessi saranno o dovranno essere toccati o compressi, pronti a lasciarmi solo nelle responsabilità che indubbiamente deriveranno e anche nei pericoli fisici che dovrò affrontare. Sì, tesoro mio, questa volta è una valutazione realistica e non derivante da timori assurdi. [...]

Riflettete, gente, riflettete... e fatevi anche qualche domande se nella più imponente produzione Medusa-Mediaset, Baaria, non c'è nemmeno un accenno alla mafia che continua ad imperare in una regione da 60 anni dominata dalla destra.

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