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contributo inviato da agostinonavarro il 1 settembre 2009

Riprende l'attività politica dopo la pausa estiva. Riprendono le riunioni, riprendono le sedute di Commissione, riprenderanno a breve le sedute di Consiglio Comunale.
Per chi non lo sapesse, verso i primi di agosto, come Consiglieri di opposizione abbiamo presentanto un esposto/denuncia indirizzato ai Carabinieri ed al Prefetto contro l'attacchinaggio illegale e selvaggio dei manifesti. In breve, è accaduto che abbiamo prodotto contro l'Amministrazione Ricci uno dei tanti manifesti “scomodi” sul Piano urbanistico comunale pagando regolarmente la tassa di affissione all'Ufficio Tributi e rispettando gli spazi dedicati all'affissione per la comunicazione politica. Nonostante ciò, il giorno successivo, ci siamo ritrovati (e c'è un verbale redatto dalla Polizia Municipale su nostra richiesta che lo dimostra) tutti i nostri manifesti coperti da altri prodotti in risposta dal centrodestra locale che, e questo è rilevante, non risultavano aver pagato la tassa di affissione così come prevede la normativa comunale.
Adesso, qui nessuno è perfetto e nè tantomeno è obbligato a dare auliche lezioni di etica ma la legalità (ossia il rispetto delle regole) è tutta un'altra cosa essendo un dovere inderogabile per tutti. E' un dovere da ottomperare soprattutto quando si amministra, è un dovere quando si ricopre un incarico istituzionale o comunque un ruolo pubblico.
Sugli attacchinaggi illegali e selvaggi il centrodestra locale potrebbe pubblicare saggi e breviari. Basta ricordare come hanno ridotto il paese durante l'ultima propaganda elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale dove ad essere candidato per il PDL nel collegio c'era il Sindaco Salvatore Ricci. Camminando per le vie della città e guardando tabelloni elettorali, muri, balconi e fermate dei pulmann sembrava fosse lui solo il candidato, era dappertutto.
Di democrazia, di diritti e di legalità in politica ci si può anche riempire la bocca a costo di diventare retorici ma l'indignazione dinanzi a chi gestisce con arroganza la cosa pubblica locale come se fosse una “res privata” davvero non può avere prezzo.
Se alle forze di opposizione si sottrae anche la possibilità di dire alla città con un manifesto (regolarmente affisso e pagato) quello che pensa su un fatto importante come il P.U.C. dove andremo a finire?

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