.
contributo inviato da Pierpaolo Farina il 1 settembre 2009

 Il fratello di mio nonno, Zio Gaetano, era un cattolico devoto. Andava a messa tutte le domeniche ed era solito andare a suonare la tromba nelle feste di Paese organizzate dalle parrocchie. Viveva a stretto contatto con il mondo rosso-porpora, conosceva bene quegli ambienti: ebbene, ai figli e ai nipoti, tra cui c’erano anche mia madre e le mie zie, diceva sempre: “I Preti? Ti dicono sempre “fai quello che ti dico io, non fare quello che faccio io”.

Del resto, la letteratura tutta è costellata da pastori che hanno la pretesa di indicare la retta via al proprio gregge, mentre stanno percorrendo una strada non cattiva, ma proprio malsana.

A suo tempo fece scandalo il documentario “Sex and Crimes in Vatican”, eppure si sa che le mele marce sono ovunque, figuriamoci tra coloro che dovrebbero insegnare alla gente su come andare in cielo (e la Chiesa, Galileo docet, si è sempre voluta occupare d’altro).

Questo stile di vita, come dire, non si è fermato solo ai preti, ma, come tutte le cattive abitudini, si è diffuso anche in politica: l’esempio vivente è il Cavaliere, seguito più o meno a ruota da tutti i suoi supporter.

Berlusconi infatti è contrario alle intercettazioni, solo quando però non riguardano se stesso e i suoi amici e a pubblicarle non sono i suoi giornali; è contro la violazione della privacy, eppure è il principale editore di giornali scandalistici che fanno dell’intrusione nella vita altrui la prima fonte di guadagno; è contro la “demonizzazione dell’avversario”, ma sono quindici anni che insulta chiunque abbia l’ardire di criticarlo; è per la libertà di stampa, ma solo quando questa libertà è usata per parlare bene di lui; è sostenitore della famiglia cristiana, infatti lui ne ha avute addirittura due; difende la morale cristiana, tanto da portarsi nel lettone di Putin “escort” che poi candida alle elezioni comunali (e hanno pure il coraggio di chiamarlo gossip).

Addirittura oggi abbiamo saputo che Repubblica è un super-partito e lui è meglio di superman, ed ha attaccato De Benedetti per la residenza in Svizzera (ma non ha accennato alla residenza svizzera della suocera, che gli ha permesso di comprare una villa da quelle parti dal progetto mastodontico, villa intestata a Veronica). Non parliamo poi dello sputtanamento degli Agnelli fuori tempo massimo, per i presunti fondi neri all’estero: Silvio si è dimenticato le 64 società off-shore create da Mills (quello da lui corrotto) che hanno fatto la sua fortuna e che servivano a pagare le tangenti a Bettino Craxi (sentenza All Iberian).

Ma se Berlusconi è la versione pagana del “Fai quello che ti dico io, non fare quello che faccio io”, abbiamo Don Boffo che, dopo anni a mitragliare chiunque andasse contro la morale cattolica, si scopre che uno scheletrino ce l’ha anche lui nel suo grande armadio pieno di incenso, crocifissi e buon senso: le molestie di cui parla Feltri è vero che le ha patteggiate, e non penso siano compatibili con la carica di direttore di un giornale cattolico, noto negli ultimi anni per le violente campagne contro gli omosessuali e le coppie di fatto.

Che quello di Feltri sia un linciaggio che non merita la prima pagina e che sia a solo scopo intimidatorio, è vero e sacrosanto, ma il direttore di Avvenire non pare proprio uno stinco di santo: la notizia che un giornalista è stato condannato cinque anni fa (non giorni, anni!) avrebbe meritato una colonna nelle pagine interne, invece, a distanza di anni, viene sbattuta in prima pagina per colpire il direttore di un quotidiano non amico e che aveva criticato il comportamento del premier in fatto di escort.

Quello che dimenticano Berlusconi e i suoi gregari è che Boffo non ricopre incarichi pubblici e non deve rispondere se non al proprio ordine e ai suoi fedeli di quello che ha fatto, mentre il Cavaliere è un uomo pubblico e, come ha ricordato sua figlia, un uomo pubblico non ha privato, proprio perché gestisce la cosa pubblica e i cittadini devono sapere se è coerente con il mandato che ha ricevuto.

Ma questo sarebbe così, se vivessimo in un Paese Diverso: gli Italiani si sono accontentati di avere un Paese Normale.

TAG:  BERLUSCONI  FELTRI  BOFFO  AGNELLI  PRETI  MORALE CATTOLICA  LINCIAGGIO  IPOCRISIA  GOVERNO  REGIME 

diffondi 

commenti a questo articolo 3
informazioni sull'autore
ISCRITTO A PDNETWORK DAL
8 febbraio 2008
attivita' nel PDnetwork