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contributo inviato da Numa Pompilio il 28 agosto 2009
Quanto si sta vedendo in questi tempi di Governo Berlusconi, pongono in rilievo il come il controllo totalitario (o quasi) dei mezzi di informazione sia un potente mezzo di coercizione dell'opinione pubblica. Si stanno facendo passare provvedimenti pessimi come buoni, o nella ignoranza della popolazione, grazie a giornalisti servi e servili al potere berlusconiano. Ecco perché è necessario liberalizzare le frequenze TV per avere una pluralità di voci indipendenti e forti, non succubi al potere politico, ma controllori degli eccessi di quest'ultimo, come santa democrazia pretende.
In passato nella sinistra si sono avute delle remore a fissare la regola una frequenza TV per operatore (come se questo un ingiustificato esproprio ai danni di Berlusconi, manco le frequenze TV appartenessero a Lui) temendo di riceverne un danno elettorale che poi si è immancabilmente avuto, con effetti devastanti sulla democrazia di questo paese.
Per questo oggi si pone il problema della liberalizzazione delle frequenze TV, a salvaguardia dei valori democratici della repubblica italiana. Il possesso massivo di mezzi di informazione è un pericolo per la democrazia. Come diceva Popper i mezzi di informazione vanno posti sotto il controllo democratico con sistemi che li svincolino dal potere economico e politico di un paese.
TAG:  LIBERTÀ  DEMOCRAZIA  TV  FREQUENZE  BERLUSCONI  REGIME 
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